Viso: ritorno alla naturalezza

 Dr.ssa Paola Molinari, Chirurgo e Medico estetico a Modena e Responsabile Scientifico Congresso SIES Bologna

Sostanze chimiche e stimolazione meccanica per sferzare le cellule cutanee a riprodurre collagene e acido ialuronico naturali

Sono anni che la medicina estetica evita trattamenti invasivi, troppo marcati, che appesantiscono e stravolgono i lineamenti originali del viso. Per mia forma mentis ho sposato questa tendenza e tra i trattamenti che utilizzo con ottimi risultati, ho optato per l’abbinamento di un particolare rivitalizzante (PRX-T33) con il microneedling. Tre sono gli step del protocollo che ho messo a punto, estremamente efficace sia in caso di cute elastosica crono e fotodanneggiata e sia in cute acneica con esiti cicatriziali pigmentati e no. Per prima cosa inizio con il “pulire” la pelle con una apposita soluzione preparatoria che uniforma il pH della pelle del viso. Poi per ottenere il risultato desiderato, è opportuno seguire la specifica procedura di applicazione del rivitalizzanre (PRX-T33). Quest’ultimo è un medical device che, per la sua composizione e formulazione, è in grado di offrire risultati ottimali e duraturi. Si tratta di un gel composto di acido tricloroacetico (TCA) modulato al 33% in combinazione con acido cogico al 5% e perossido di idrogeno. Un mix che consente di sfruttare al meglio l’azione ristrutturante del TCA che ha il potere di agire in profondità, attivando un processo di rimodellamento, senza gli effetti negativi di un acido piuttosto forte, abbinato al perossido di idrogeno che aiuta a preservare la superficie cutanea da ogni effetto irritativo e aggressione batterica, utile soprattutto quando lo utilizzo in abbinamento al microneedling.

Applico quindi una piccola dose di sostanza su una parte circoscritta dell’area da trattare, massaggiando con spatola o manualmente con tecnica specifica, avendo cura di mantenere sempre la zona lubrificata con il prodotto. Il procedimento consente di trattare in modo uniforme zona per zona tutto il viso. A questo punto, procedo con il microneedling. Si tratta di una tecnica che, mediante un dispositivo medicale elettronico, costituito da un manipolo corredato da una punta monouso sterile, dotata di svariati microaghi, provoca, sfiorando la superficie cutanea, un “trauma” controllato. I microfori nell’epidermide servono a stimolare la produzione di nuovo collagene naturale e consentire un assorbimento maggiore delle sostanze che verranno applicate successivamente. Con i medical device di ultima generazione, oggi è possibile controllare la velocità del movimento e la profondità di penetrazione, che varia in base al tipo di pelle, al suo spessore, alle aree da trattare, alle patologie e agli inestetismi da correggere. Concludo la seduta con un’ulteriore applicazione del gel (PRX-T33) che mi consente di attenuare l’effetto “aggressivo” del microneedling, di rinforzare e rigenerare la barriera cutanea e ampliare e velocizzare i risultati. Per tollerare il leggero bruciore che si avverte per alcuni minuti, dopo il microneedling, asporto il gel con garze morbide imbevute di acqua fredda. Al termine del trattamento la pelle apparirà leggermente arrossata, e talvolta possono evidenziarsi piccole crosticine. Un effetto transitorio che tende a scomparire nell’arco di 24 ore. A seconda della soggettiva reattività cutanea, applico una specifica crema nutriente e idratante per pelli secche e con filtro solare, utile a ripristinare il film idrolipidico e prevenire la secchezza. Inoltre, suggerisco una terapia domiciliare con prodotti del box PRX Therapy: crema nutriente idratante, fluido levigante e booster post treatment spray, con formulazioni adatte a potenziare la terapia professionale e limitare gli effetti collaterali. Per mantenere un viso fresco, con rughe meno marcate e macchie scure meno evidenti, consiglio un ciclo di tre sedute: una ogni quindici/trenta giorni da ripetersi due volte l’anno. Per l’acne attiva: 4 a 5 sedute a settimana; per le macchie cutanee: 3 o 4 sedute, 1 ogni 20 giorni come trattamento complementare, mentre per le cicatrici d’acne recenti 2 volte alla settimana per circa 2 mesi. A cura di Graziella Capra