Dott.ssa Valentina Finotti, Chirurgo Plastico Specialista in Medicina Rigenerativa
Un chirurgo plastico ha condotto uno studio per valutare l’efficacia di un nuovo dispositivo basato sul concetto di veicolazione transdermica
Nel corso della mia attività clinica, ho osservato come manifestazioni apparentemente differenti – quali fotoaging, perdita di elasticità, disidratazione cutanea e alterazioni della texture – condividano un comune denominatore biologico: la progressiva riduzione della capacità dei tessuti di sostenere efficacemente i processi di riparazione e rinnovamento. Anche per questo, l’evoluzione della medicina rigenerativa ha orientato l’attenzione non solo verso la selezione di attivi biologicamente funzionali, ma anche verso lo sviluppo di strategie in grado di ottimizzarne la biodisponibilità cutanea. Uno dei principali limiti dei trattamenti topici è infatti rappresentato dalla funzione barriera dello strato corneo, che ostacola la permeazione di numerose molecole. Tra queste metodologie si inserisce una nuova tecnologia (JonJon Nano Booster) che consiste in un sistema integrato siero-strumento dotato di testine monouso con nanochip in silicio monocristallino con purezza al 99% da circa 80μm. Per validare le osservazioni emerse nella mia pratica clinica, ho ideato e supervisionato uno studio prospettico condotto presso Etichub, spin-off dell’Università di Pavia specializzato nella valutazione di efficacia e sicurezza in ambito dermatologico. Lo studio ha coinvolto 20 pazienti da me trattati mediante un protocollo basato sulla veicolazione transdermica assistita, con due sedute distanziate di un mese. Le valutazioni sono state effettuate mediante Corneometer®, per la misurazione dell’idratazione dello strato corneo, e VISIA® Skin Analysis System, per l’analisi quantitativa di parametri quali texture, uniformità cromatica e qualità della superficie cutanea. Le rilevazioni strumentali hanno dato piena conferma a quanto osservato clinicamente, evidenziando un miglioramento progressivo dell’idratazione e dei principali parametri correlati alla qualità cutanea. Questa metodica, da me adottata anche nell’ambito della mia attività clinica, si è dimostrata particolarmente utile nei protocolli dedicati alla cute foto-danneggiata, disidratata o caratterizzata da perdita di elasticità. Nei pazienti trattati ho osservato un progressivo miglioramento della luminosità, della texture e dell’uniformità cutanea, risultati coerenti con le valutazioni strumentali effettuate durante lo studio sperimentale. La tecnologia può essere associata a differenti formulazioni basate principalmente su quattro attivi funzionali: PDRN, per il supporto dei fisiologici processi di rinnovamento cutaneo; acido tranexamico, per uniformare il colorito dell’incarnato; collagene ricombinato e peptidi biomimetici, per favorire il mantenimento dell’elasticità cutanea e contribuire a ridurre la visibilità delle rughe; estratto del latte ottenuto mediante tecnologia di purificazione degli esosomi, per sostenere la funzione barriera della pelle e svolgere un’azione lenitiva. Dal punto di vista operativo, il trattamento presenta un favorevole profilo di tollerabilità, non richiede alcun downtime e si integra facilmente nella pratica ambulatoriale. In conclusione, la veicolazione transdermica assistita rappresenta uno strumento versatile e facilmente integrabile nei moderni protocolli di medicina rigenerativa. Integrata in percorsi personalizzati e supportata da una corretta selezione degli attivi, può contribuire a ottimizzare l’efficacia delle formulazioni topiche e a sostenere i naturali processi di rigenerazione cutanea. Concludo affermando che, come dimostrano le evidenze scientifiche da me riportate, la strada vincente è considerare il dispositivo come parte integrante di un protocollo di stimolazione che agisce a diversi livelli della pelle, contribuendo a massimizzare l’efficacia del trattamento e a ottenere risultati più completi.
Jon Jon Nano Booster: nano chip di silicio monocristallino ad alta purezza per rigenerare la pelle
Jon Jon NanoBooster è una tecnologia ispirata al microneedling, che adotta la tecnologia dei nano-chip di silicio monocristallino ad alta purezza il cui funzionamento è simile a quello di un dermastamp sulla pelle. La sua unicità sta nel fatto che la metodica integra quattro sieri specifici (JonJon Serum Cell), contenuti in capsule monodose, ad alta efficacia, a base di attivi funzionali selezionati per per rispondere a differenti esigenze cosmetiche della pelle. Entrando nel particolare, il trattamento, indolore e non invasivo, inizia quando i nanochips sfiorano delicatamente la superficie della pelle e generano centinaia di microcanali superficiali, favorendo il passaggio degli attivi attraverso lo strato corneo in modo uniforme. Le 4 formulazioni sono a base di PDRN, per il supporto dei fisiologici processi di rinnovamento cutaneo; acido tranexamico, per contribuire a migliorare l’aspetto delle discromie; collagene ricombinato per il mantenimento dell’elasticità cutanea e il contrasto della visibilità delle rughe; ed estratto del latte ottenuto mediante tecnologia di purificazione degli esosomi, per il supporto della funzione barriera e l’azione lenitiva. Tutte le formulazioni contengono inoltre un complesso di quattro differenti forme di acido ialuronico, studiato per agire in sinergia con gli altri attivi funzionali presenti.






