Valorizzare non trasformare: la mia idea dell’estetica

Presentato un filler a base di acido ialuronico che si distingue per il basso grado di swelling, proprietà reologiche, iniettabilità e risultati

del Dott. Daniele Bo, Medico Estetico Genova – Milano

Sono sempre stato convinto che l’obiettivo della medicina estetica sia quello di intervenire per correggere una disarmonia, per addolcire l’inevitabile processo di invecchiamento o più semplicemente per valorizzare la bellezza dei pazienti. Molti mi chiedono: come si possono ottenere questi risultati? In primo luogo conoscendo l’anatomia umana e, poi, intervenendo in modo preciso con materiali idonei e sicuri. I prodotti e le metodiche a disposizione sono infatti molteplici e, spesso, complementari. Molto dipende anche dai pazienti che io distinguo in due tipologie: quelli agés che vogliono ritrovare un aspetto giovanile del viso e quelli giovani che cercano di esaltare alcuni canoni di bellezza trendy, dettati soprattutto dai social media. In entrambi i casi si agisce sul cosiddetto “triangolo della bellezza” che virtualmente ha la sua base sotto gli occhi e come apice il mento. (Foto A). Questo, è ormai noto, viene spesso stravolto non solo a causa dell’invecchiamento cronologico, ma anche in seguito a regimi dimagranti o allenamenti intensi che possono comportare una perdita di volumi dei compartimenti adiposi e una conseguente lassità cutanea. L’uso di filler è la metodica più indicata per riposizionare i volumi, ed è per questo che la ricerca ha messo a punto dei gel a base di acido ialuronico che permettono di intervenire in profondità (sia a livello ipodermico che sovra-periosteo) per rimodellare i profili del viso. Esistono e ho provato personalmente diverse formulazioni presenti sul mercato, ma ultimamente ho optato per un gel a base di acido ialuronico che presenta una concentrazione di 25 mg/ml, crosslinkato con BDDE e contenente 0,3% di lidocaina (versione volumizzante della linea con tecnologia Macro di Croma Pharma). La scelta di utilizzare questa formulazione nel mio ambulatorio è venuta dopo l’analisi delle proprietà reologiche e chimico-fisiche, e poi tramite l’esperienza sul campo e il confronto con numerosi colleghi. Per quanto riguarda la reologia dei gel è importante ricordare che non è tanto la quantità iniettata che dà il risultato, ma il loro grado di elasticità che determina la capacità liftante e rimodellante e che permette di lavorare anche su piani profondi con quantità contenute e risultati estremamente soddisfacenti.

A tal proposito la formulazione che ho scelto, (Saypha Volume Plus), ha dimostrato, in una valutazione comparativa, di presentare proprietà elastiche superiori rispetto a altri filler volumizzanti. è risaputo che la soddisfazione dei pazienti si basa sì sul risultato estetico ottenuto nell’immediato post-trattamento, ma anche sulla sua durata nel tempo. Anche in questo caso ho avuto da loro riscontri positivi che ho rivisto anche nelle evidenze presentate da vari colleghi durante i congressi(1), dalle pubblicazioni scientifiche(2) e dagli esperimenti in vitro condotti dalla società produttrice i cui risultati hanno mostrato una maggiore stabilità dei gel con Macro technology rispetto ad altri quando sottoposti a degradazione enzimatica. Un’altra caratteristica interessante, sia dal punto di vista infiltrativo che di distribuzione nei tessuti, è rappresentata dalla grandezza delle particelle che compongono il 95% di questa formulazione. Esse presentano infatti una dimensione di circa 500 micron che, insieme al 5% di acido ialuronico naturale, consente non solo una facilità di estrusione (pari a 15 N con ago 27G ½” Terumo™), ma anche una omogenea integrazione del gel nei comparti tessutali, senza rischio di migrazione o dislocamenti. Tornando alla pratica, ritengo che i filler volumetrici siano una risorsa importante soprattutto per quei pazienti che non presentano cedimenti o lassità, ma che, con costi contenuti e risultati immediatamente apprezzabili, richiedono dei trattamenti per conservare, valorizzare o esaltare i lineamenti per esempio degli zigomi, come nel caso della nostra paziente (Foto B), ma anche se il profilo mandibolare è poco definito o il mento è poco rappresentato. Quando il materiale è performante si possono ottenere degli ottimi risultati con una quantità contenuta di prodotto e con durate che superano anche i 12 mesi(3). Nel caso della paziente in foto C, si è utilizzata una fiala di prodotto (volume plus 1 ml) per lato, distribuita con ago cannula. Per ottenere risultati evidenti con l’impiego di poco prodotto, io procedo sempre valutando le due emifacce e marcando in seguito con matita dermografica l’area dove dovrò rilasciare più o meno gel, anche considerando le possibili asimmetrie o necessità di proiezione di un lato rispetto all’altro. Questa corretta pur minima pianificazione dell’intervento, mi permette di utilizzare al meglio la fiala, rilasciando la giusta quantità di prodotto in punti precisi. Nello schema riportato nella Foto D indico i due punti di accesso: il primo, più basso, mi ha permesso di inserire la cannula, quasi orizzontalmente, sotto la borsa malare e, con tecnica lineare retrograda, di rilasciare circa 0,4 ml di gel; poi, senza uscire dal punto di inserzione, seguendo la linea obliqua precedentemente marcata e con rilascio di 0,2 ml e infine, con la terza inserzione inferiore, ho rilasciato 0,1 ml in modo da sfumare armoniosamente l’aumento volumetrico. Con i restanti 0,3 ml della siringa, ho accentuato e accompagnato il profilo zigomatico/ temporale creando un secondo punto d’accesso e, a ventaglio, rilasciando 0,1 ml per linea. Dopo il trattamento eseguo sempre un massaggio delicato per uniformare e modellare ulteriormente il gel, che presentando un’elevata elasticità, sarà ben percepibile al tatto. Normalmente consiglio ai miei pazienti di eseguire anche a casa per i primi due o tre giorni un leggero massaggio, per esempio dopo la detersione, approfittando anche dell’applicazione della normale crema idratante. Personalmente prediligo l’uso dell’ago cannula (meglio da 25 G) perché mi permette di evitare ematomi e di rendere il più confortevole possibile il trattamento infiltrativo. Quest’ultimo è considerato poco invasivo in quanto il dolore è minimo e il paziente può riprendere subito la propria vita sociale e apprezzare il risultato a lungo.

Bibliografia
1. Il plus di rimodellare il viso con filler di acido ialuronico: dal rendimento volumetrico alla stabilità. Valutazione strumentale con sistema di acquisizione immagini 3D – Relazione del dr Fabrizio Vignoli – Congresso AGORA’ Milano-ottobre2022;
2. Long-term Performance and Safety of Princess/saypha Volume Plus Lidocaine for Midface Augmentation: The PRIMAvera Clinical Study. – Rzany B, Sulovsky M, Sattler G, Cecerle M, Grablowitz D. Aesthet Surg J. 2023 Jul 13:sjad230. doi: 10.1093/asj/sjad230. Online ahead of print. PMID: 37439274;
3. Clinical Evaluation Report C_CT_CER_007.