della Dott.ssa Gabriella La Rovere
La vita di Sarah Remond, medico afroamericana, che si batté in favore dei diritti delle donne e per l’abolizione della schiavitù
Il 2026 è un anno pieno di ricorrenze letterarie delle quali, quelle per me più interessanti, riguardano Herbert George Wells, Samuel Beckett, Stanislaw Lem e Jorge Luis Borges, tutti scrittori probabilmente neurodivergenti. Usare le competenze sulla neurodiversità in generale e sull’autismo in particolare, è il mio campo di interesse e studio. Allo stesso tempo, coltivo l’ossessione di restituire alla Storia la vita di persone sottratte alla lingua del tempo. Sarah Remond è stata una delle prime donne medico afroamericane ed è ricordata per la sua partecipazione alla lotta contro la schiavitù e a favore dei diritti delle donne. Nacque il 6 giugno 1826 a Salem in Massachusetts, settima di otto figli (sei femmine e due maschi). Sua madre Nancy era figlia di un militare e lavorava in un forno. Il padre John, giunto in America dall’isola caraibica di Curaçao, era un parrucchiere e produttore di parrucche molto famoso. La casa dei Remond era un importante luogo di incontro per abolizionisti e riformatori e, tra questi, William Lloyd Garrison e Frederick Douglass. Ben presto Sarah si trovò ad affrontare la discriminazione presente nelle scuole pubbliche di Salem. Nel 1834 il comitato scolastico decise di istituire una scuola separata per i bambini afroamericani e l’anno successivo le fu impedita l’iscrizione al liceo. A quel punto, la famiglia si trasferì a Newport e i bambini vennero iscritti ad una scuola privata.
Nel 1841 ritornarono a Salem e Sarah continuò la sua personale formazione leggendo libri e riviste. Nel 1856 venne assunta come docente dall’American Anti-Slavery Society. La Gran Bretagna, che nel 1807 aveva abolito la tratta degli schiavi e circa trent’anni dopo, la schiavitù, divenne luogo privilegiato di alcuni oratori americani per conferenze e raccolta fondi a sostegno della lotta contro l’oppressione. Nel 1858 Sarah raggiunse Liverpool e iniziò il suo tour di incontri in Inghilterra, Scozia e Irlanda nei quali raccontava gli orrori della schiavitù e lo sfruttamento sessuale delle donne nere. Nel 1859 si iscrisse al Bedford College di Londra dove studiò matematica, storia, geografia, letteratura, francese, latino e musica. Continuò a viaggiare e a tenere conferenze. Fece scalpore il diniego del visto per visitare la Francia da parte dell’ambasciata americana a Londra con la motivazione che era una persona di colore e, come tale, non aveva gli stessi diritti di ogni altro cittadino americano. Durante la guerra civile americana, combattuta tra il 1859 e il 1865, Sarah Redmond esortò la Gran Bretagna ad acquistare cotone dall’India piuttosto che dagli stati americani del sud dove vigeva la schiavitù. Si impegnò anche nella promozione del voto alle donne e fu tra i firmatari della petizione, presentata al Parlamento nel 1866, che chiedeva una nuova legislazione in materia. Quando finì la Guerra Civile, ritornò negli Stati Uniti per un breve periodo facendosi promotrice della causa dei diritti delle donne. L’Europa e, soprattutto, in Inghilterra, era il luogo dove si sentiva più a suo agio per la presenza di un’atmosfera tollerante. Nel 1866 andò a Firenze dove entrò come studentessa di medicina all’Ospedale di Santa Maria Nuova. Due anni dopo ebbe l’abilitazione ad esercitare la professione medica. Nel 1877 si sposò con l’italiano Lazzaro Pinto. Si trasferì a Roma, come documentato in una lettera di Frederick Douglass. Morì il 13 dicembre 1894, all’età di 68 anni, ed è sepolta nel cimitero protestante di Roma.





