Acqua e sapone

Tante volte si sente parlare di ragazze che hanno un look innocente e che non usano un filo di trucco. C’è un’espressione che racchiude in se questa certezza: acqua e sapone. Tecnicamente niente di più sbagliato. Per raggiungere questo effetto, infatti, c’è bisogno di ricorrere a molti prodotti di make-up e a mani esperte
di Loredana Molise

trucco naturaleUn trucco, se ben fatto, può cambiare il modo in cui una persona appare e, di conseguenza, la maniera in cui si percepisce e si piace. Il problema casomai è scegliere il tipo di make-up che più si adatta al volto, che possa cioè aiutare a mettere in luce alcune delle caratteristiche del volto e dell’espressione o a nascondere qualche imperfezione di cui si farebbe volentieri a meno. Molto importante è anche riuscire a interpretare l’occasione proponendosi con un trucco che si adatti al meglio alla situazione, alle luci, e all’obiettivo che ci si è prefisse.

Perchè se per una donna matura è fondamentale convincersi che esistono tanti modi per migliorare il proprio aspetto, senza cadere nell’errore per cui truccarsi significa solo coprire le proprie rughe con un dito di fondotinta, è quasi impossibile che una donna giovane e moderna possa rinunciare a un minimo di make-up. Per prima cosa sfatiamo allora che una ragazza “acqua e sapone” non faccia alcun ricorso al trucco. Il fatto che non si faccia uso di colori, sfumature, righe e contorni, fa si’ che vengano in primo piano i lineamenti e i tratti forti, per esempio come gli zigomi, e che le correzioni apportate siano quasi impercettibili.  Il concetto base è che un trucco acqua e sapone, per le sue caratteristiche di naturalezza e semplicità, sia un trucco quasi trasparente, che non deve trasformare un volto ma semplicemente valorizzarlo.

trucco naturaleQuindi non significa truccarsi poco ma usare il trucco, anche abbondantemente, ma solo nelle tonalita’ neutri o identiche a quelle della pelle. Evitare quindi di sfumare lo zigomo con delle ombre e di disegnare i contorni di labbra e occhi. Niente rimmel, eyeliner e matita, leggerissima l’ombreggiatura sulle palpebre. Alla fine del trucco la pelle del viso dovra’ risultare molto luminosa e apparire molto giovanile. Il primo quesito da porsi è se a questo tipo di make-up possano ricorrere tutte le donne o soltanto le più giovani e quelle che hanno una bella pelle. Certamente si tratta di una proposta più adatta per le giovanissime la cui pelle è di per se fresca e luminosa. La risposta finale pero’ va data caso per caso, anche perché se il viso, seppur giovane, ha qualche imperfezione, come discromie, capillari o piccole cicatrici acneiche, il ricorso a correttori e ciprie può rendere il lavoro molto più complesso e il look finale troppo pesante. Nelle donne di mezza età, invece, questo trucco potrebbe rivelarsi troppo leggero per coprire imperfezioni, stanchezza o i segni del tempo. L’obiettivo principale da raggiungere, uniformando la grana della pelle, è la compattezza cutanea.

La scelta del fondotinta deve orientarsi verso formulazioni coprenti o semiopache, evanescenti e fluide, e se si opta per una crema colorata, preferibilmente nei toni del beige, meglio i prodotti acquosi che coprono ma non troppo. L’effetto naturale della pelle e dell’incarnato deve tener conto che, nelle persone più giovani, la cosiddetta zona T del viso è di per sè lucida e questa caratteristica va preservata, e in alcuni casi può essere simulata anche sulle restanti parti del viso, nel gioco di luce e ombra che serve a determinare l’omogenita’ e la correzione di piccole asimmetrie e irregolarita’. Basta applicare la base, stendendola con i polpastrelli bagnati di tonico, in quantità minima, solo su mento, zigomi e fronte, sfumandola poi verso il perimetro del volto. Perchè la luminosità della pelle dipende in particolare proprio dalla applicazione del fondotinta, la cui composizione deve essere scelta in relazione al tipo di cute della cliente. Per una pelle disidratata, meglio le emulsioni composte da una fase grassa e una acquosa in cui sono dispersi i pigmenti. Su una cute mista o grassa, invece è preferibile una formulazione più compatta, capace di assorbire la secrezione sebacea e di dare contemporaneamente luminosità, opacita’ e trasparenza. Da ricordare che in commercio ci sono basi che contengono anche filtri che difendono la pelle dall’aggressione dei raggi solari, mentre se la pelle è di per sè ambrata, vanno preferite le terre, che hanno tonalita’ più scure e possono servire a esaltare i toni della carnagione. In quest’ultimo caso, prima dell’applicazione della terra, il viso va trattato con della cipria.  Per aumentare la lucentezza si può ricorrere a prodotti traslucidi fluidi o in polvere, che vanno stesi sopra la base su tutto il volto se si vuole una luminosità diffusa, o sotto la base se si decide di creare soltanto qualche punto luce. Le correzioni, si diceva, devono essere il più possibile impercettibili ma di grande effetto. Dipende proprio da questo particolare se il trucco appare totalmente naturale o “finto” naturale. I giochi di chiaro-scuro si ottengono con delle ombreggiature minime, tutte tenui e chiare, pastello, sabbia, avorio, ottenute pennellando e sfumando leggermente una terra leggerissima o una cipria calda, come a voler addolcire il viso nei punti più sporgenti e spigolosi e a mettere, in contrasto, in evidenza quelle aree più fredde, piatte e inespressive. Luci, ombre e volumi scaturiscono essenzialmente da questi morbidi contrasti. Un ombretto dai toni chiari e in tono con quelli scelti per il volto, fornira’ intensita’ allo sguardo valorizzando e dando risalto al colore degli occhi. Un tocco di colore dara’ maggiore luminosità alla bocca, che potra’ andare dal colore rosato al corallo lucido. Evitare di delinearne i contorni ma in caso di qualche evidente asimmetria si può provare con una matita del colore del carnato. Come si vede da questo articolo c’è poco da scherzare sul trucco “acqua e sapone”: una ricerca di naturalita’ a tutti i costi che non è poi cosi’ semplice come il nome farebbe intendere.