Taormina e la dermatologia tradizione e modernità

L’annuale congresso dell’ADI e dell’ADMG tenutosi a Taormina nel rispetto della disciplina con uno sguardo al futuro

La scelta di una sede dove organizzare un congresso può rappresentare il primo passo verso il suo successo. Non vanno mai sottovalutate, infatti, l’atmosfera in cui si svolgeranno i lavori e le sensazioni che l’ambiente esterno riuscirà a sollecitare nei partecipanti. Quando poi viene a crearsi una speciale sintonia, a dir poco magica, fra i luoghi e i temi sviluppati dal programma scientifico, gran parte del lavoro degli organizzatori appare già fatto. Ci sentiamo di dire che è quello che è successo per il Congresso Internazionale organizzato a Taormina dall’Associazione Dermatologica Ionica (ADI), presieduta dal dott. Fabio Zagni, e l’Associazione Dermatologi della Magna Grecia (ADMG), presidente dott. Santo Dattola. Il programma, messo a punto dai dott.ri Rocco De Pasquale, Valeria Falcomatà e Giovanna Moretti, ha proposto una serie di sessioni che hanno spaziato nei campi più importanti della Dermatologia, con argomenti trattati da diverse prospettive e molteplici approcci. Quello più ricorrente è stato il continuo riferimento ai classici principi della dermatologia tradizionale ma anche all’aiuto che le nuove tecnologie possono apportare sia nella fase della diagnosi che della terapia. Non poteva essere altrimenti, considerato che l’antica Magna Grecia è stata la culla dell’arte, della filosofia e in particolare della medicina, a cui le altre civiltà si rifacevano per poter migliorare i propri sistemi di cura. Un patrimonio di sapere, tramandato di generazione in generazione, legato originariamente ai nomi del medico e filosofo Alcmeone di Crotone, di Empedocle di Agrigento e di Filistione di Locri, amico di Platone, che per primi parlarono delle cure per le patologie della pelle. La cui memoria non si è spenta ma che oggi a Taormina, durante il congresso, hanno lasciato il posto a esperti nazionali e internazionali, arrivati da tutta Italia ma anche dall’Egitto (May El Samahy), dalla Spagna (Ramon Grimalt e Joseph Malvehy), dalla Gran Bretagna (Catherine Stefanato) e dalla Germania (Andreas Wollenberg). Il congresso è stata l’occasione per premiarli, insieme al Prof. Aldo Morrone cui è andato il riconoscimento alla carriera che ogni anno viene assegnato a un Dermatologo italiano che si è distinto per il contributo dato alla difesa e allo sviluppo della specialità. Con un occhio alla storia e uno al futuro, non sorprende quindi che, per esempio, per diagnosticare dermopatie antiche e ben note come le cheratosi attiniche i relatori abbiano suggerito anche il ricorso alla dermoscopia; per la diagnosi dei quadri istopatologici delle classiche dermatosi infiammatorie si siano proposti moderni algoritmi; che per gli emangiomi e le malformazioni vascolari si sia consigliato il laser; o anche che per la psoriasi si prendano in considerazione terapie innovative, dai farmaci biologici alle molecole anti TYK. Novità per vecchi problemi, si potrebbe dire. Ma anche la necessaria coesistenza di tradizione e storia, modernità e tecnologia, che è la stessa che si respira a Taormina, famosissima cittadina della costa orientale della Sicilia, ricca di antichi monumenti e cultura, conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze naturali, per la sua mondanità e il suo glamour, ma dotata pure di moderni alberghi e centri congressi tecnologicamente avanzati. Quello dell’hotel Villa Diodoro, prescelto dalla Orsa Maggiore, società organizzatrice e provider degli ECM, è a due passi dall’antico Teatro greco, che per secoli ha ospitato musica, tragedie e commedie, e si affaccia sulla baia dei Giardini Naxos, con lo sfondo la cima dell’Etna il cui cratere è spesso circondato da nuvole bianche e le cui pendici già a novembre appaiono coperte dalla prima neve invernale. La sala plenaria si apre sul giardino degli agrumi e su un’ampia terrazza panoramica baciata dal sole. L’ambiente rappresenta la cornice ideale, resa ancor più luminosa da due splendide e calde giornate, quasi da fine estate. Una temperatura che ha favorito anche la conoscenza della cittadina, tant’è che nelle soste del Congresso, gli oltre quattrocento iscritti si sono riversati nel piccolo centro storico, compreso fra le due porte principali, Porta Messina lato nord e Porta Catania lato sud, in piazza Duomo con il suo Palazzo del Municipio, e nell’elegante piazza XXI aprile, il cosiddetto salotto di Taormina, dalla cui balconata si può ammirare il panorama della baia sul mar Jonio. In molti alla ricerca di una pasticceria o di un bar dove gustare un cannolo o una classica granita. Non è certo un caso, quindi, che Johan Wolfang von Goethe scrisse che Taormina era un pezzo di paradiso, e che ogni singolo vicolo è dotato di un’atmosfera unica. In sintesi un ottimo esempio di simbiosi fra antichità e modernità, che convivono in perfetta armonia così come sembra succedere anche in una disciplina, antica e moderna qual è la dermatologia.