Malati di psoriasi trattati con approccio immunologico

del dott.Giorgio Bartolomucci

L’ospedale Vito Fazzi della capitale del Salento offre uno dei migliori servizi per malati psoriasici della regione Puglia con una particolare attenzione alla vit. D

Il nostro viaggio all’interno del sistema italiano di assistenza e cura per i malati psoriasici giunge a Lecce, capitale del Salento. Siamo alla fine di maggio e, in piazza S. Oronzo, sotto un piccolo gazebo l’équipe dermatologica del locale ospedale Vito Fazzi è a disposizione dei cittadini per offrire una visita gratuita, fornire informazioni e distribuire materiale divulgativo sulla psoriasi, che secondo alcuni studi colpirebbe almeno 100mila pugliesi. A coordinare i lavori il dermatologo Maurizio Congedo. Specializzatosi nel 1990, oggi è direttore facente funzioni dell’Unita’ Operativa Complessa di dermatologia che si avvale della collaborazione di due medici strutturati (dott.ssa M.Elena D’Amore e dott. Massimo Fiore), due borsisti, un caposala, tre infermieri per gli ambulatori di Dermatologia Generale, per le ferite difficili e disturbi della cicatrizzazione, di Immunodermatologia, di Fototerapia UVB e per la Psoriasi, conosciuto come Centro PsoCare, attivo dal 2005. Altri otto infermieri invece sono destinati al reparto con 10 posti letto per degenza e terapia infusionale. ”Gli ambulatori – ci racconta il dott. Congedo- sono aperti dal lunedi’ al venerdi’ dalle 7.45 alle 13.30, mentre quello per la psoriasi accoglie i pazienti a giorni alterni (lunedi’, mercoledi’ e venerdi’). Nato per offrire un controllo ai pazienti cronici, assiste un totale di circa 1200 all’anno su una popolazione di malati diagnosticati con forme medio-gravi di almeno 30mila individui. Quando aprimmo – continua il dermatologo- erano circa 100 e siamo andati incontro a un lento e costante incremento di pari passo con una maggiore consapevolezza delle crescenti possibilità di cura. Anche il rapporto con la medicina di base è via via migliorato, anche se forse si potrebbe fare di più. Iniziative come questa del gazebo servono proprio a sensibilizzare e informare su come accedere ai servizi. Il nostro non è un evento in contrapposizione alla giornata organizzata dall’Associazione dei malati e dei familiari Adipso, ma anzi è un modo per supportare il loro lavoro, chiedendo ai media di parlare di più di psoriasi e di come si combatte. I risultati si vedono: nei giorni successivi e attraverso il passaparola le richieste di cura aumentano”. Come si accede al Centro? ”Il paziente – spiega il dott. Congedo – richiede la prima visita tramite il CUP aziendale. Purtroppo ci sono delle liste di attesa che stiamo cercando di ridurre, ma nei casi gravi c’è una corsia preferenziale attivabile dal medico di base tramite la certificazione dell’urgenza. La prima visita viene condotta dal dermatologo e i casi meno gravi continuano a essere seguiti nell’ambulatorio di dermatologia generale. Per quanto riguarda i casi medio gravi, che seguiamo da più tempo, a occuparsene è il centro PsoCare secondo un regime che a breve diventera’ di day-service. L’approccio terapeutico tiene conto del livello di gravita’ della malattia e per le forme lievi tendiamo a proporre una terapia topica unita a fototerapia, mentre nelle forme più estese e ove l’obiettivo è il controllo della malattia a lungo termine, è necessario il ricorso a terapie sistemiche tradizionali a base di calciferolo e talvolta ai farmaci biologici. Da sempre – continua Congedo – il nostro gruppo di lavoro ha sviluppato la propria vocazione immunologica sia nella diagnostica che nella terapia di tutte le patologie dermatologiche immunomediate e autoimmuni. Il protocollo d’indagine standard per la psoriasi, che è innegabilmente una malattia cronica del sistema immunitario, per noi passa attraverso lo studio della vitamina D, e un eventuale reintegro di una sua carenza. Su questo tema abbiamo svolto numerose indagini e pubblicato articoli significativi perché abbiamo scoperto, per esempio, che pur essendo al Sud, la latitudine a cui si trova Lecce determina una bassa produzione di vit D. Per giungere poi al ricorso ai moderni farmaci biologici vogliamo sempre escludere (in collaborazione con i colleghi infettivologi, reumatologi, pneumologi e internisti) la presenza di malattie infettive latenti o croniche concomitanti che ne possano controindicare l’uso. La fascia di età prevalente fra i nostri pazienti è quella fra i 30 e i 50 anni, anche se assistiamo diversi bambini e pazienti molto più anziani, ma non si nota una prevalenza di genere, mentre è possibile dire che l’impatto psicologico della malattia è maggiore nelle donne. Dai colloqui svolti all’interno di un apposito spazio d’ascolto in cui opera un consulente psicologo, si evince che i pazienti, specie i più giovani, sono sempre più informati ed esigenti, hanno aspettative maggiori dalle nuove terapie, che dovrebbero essere meno estenuanti e faticose e garantire vacanze dalla malattia più lunghe. Frequente è la presenza di forme depressive a causa del risvolto estetico della psoriasi sulla vita relazionale e lavorativa. La filosofia di lavoro del nostro gruppo? Spiegare al paziente che la psoriasi non può guarire, quindi niente illusioni ma istruzioni per gestire la patologia iniziando a ritrovare la voglia di prendersi cura di sé in una sorta di scuola dove s’insegna a convivere al meglio con la malattia”. Intanto sotto il gazebo la gente si avvicina e chiede informazioni mentre un padre racconta alla sua bellissima bambina, che secondo un’antichissima leggenda, sotto il mare di Lecce si celerebbe il castello della regina delle sirene, il cui immenso giardino è coltivato dai marinai annegati nel corso dei secoli. Qui vivrebbero centinaia di sirene tra cui la più famosa ogni anno si reca su uno scoglio di fronte alle coste di Gallipoli. Qui la sirena cambia la sua pelle lasciando quella vecchia sullo scoglio e diventando ogni volta più affascinante. Un bel modo per parlare di psoriasi.

OSPEDALE VITO FAZZI
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73100 Lecce (LE)
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