Ringiovanimento e tanto altro usando un laser CO2

L’esperienza di un esperto con un nuovo Laser CO2 che permette di eseguire numerosi trattamenti in pochi minuti e con tempi di recupero ridotti al minimo

Prof. Domenico Piccolo, Dermatologo

L’evoluzione tecnologica e le nuove modalità di emissione e di scansione laser hanno permesso di rispondere in modo concreto e preciso a molte richieste dei pazienti. Tra queste ci sono quelle legate alla cura della pelle segnata da un invecchiamento precoce, problematica che interessa non solo soggetti di età avanzata, ma anche di una fascia di età che si è progressivamente abbassata nel tempo. Del resto uno stile di vita sempre più frenetico, proprio della contemporaneità, unitamente all’abuso di sostanze nocive come fumo, alcool, ma anche una errata alimentazione e l’esposizione prolungata al sole, sono tutti fattori che incidono in maniera importante sulla salute della pelle. Ciò che resta uguale, ieri come oggi, è la richiesta, da parte dei pazienti, di trattamenti di breve durata e possibilmente poco invasivi. Fortunatamente, da alcuni anni, è possibile intervenire sugli inestetismi legati all’aging precoce con trattamenti che comportano un downtime post intervento praticamente di poche ore e, soprattutto, anche su aree del viso più delicate. Nella mia esperienza, ormai trentennale, ho avuto la possibilità di provare diverse metodiche e poter saggiare con mano i miglioramenti che la tecnologia ha apportato alla strumentazione a disposizione di noi medici. In particolare, oggi eseguo un nuovo trattamento (Coolpeel®) che ha avuto e ha un grande successo negli USA, che sfrutta le funzionalità di un dispositivo laser CO2 (Tetra PRO di DEKA), che mi permette di prevenire e di intervenire sui piccoli inestetismi come pori dilatati e lievi discromie, ma anche sui primi segni dell’età, in modo più confortevole rispetto al tradizionale skin resurfacing effettuata con questa tipologia di laser. Entrando nel particolare, onde spiegare questa maggiore efficacia, vale la pena chiarire che la tecnologia di cui parlo si basa su tre soluzioni applicative: la prima è un particolare impulso (“HP – High Pulse”) con elevata potenza di picco e con impulsi brevi per agire con una microablazione laser controllata, senza creare danno termico.

La modalità “Spray” invece risulta più performante per ottenere risultati a effetto naturale. Infine l’emissione frazionata microablativa, assicura risultati concreti. Il trattamento, che stimola la rigenerazione dei tessuti e permette di ottenere una pelle liscia e luminosa, è indicato per le persone, anche di età non avanzata, che vogliono rimuovere o migliorare gli inestetismi cutanei quali lievi discromie, piccole imperfezioni cutanee come rughe sottili, pori dilatati e i danni causati dal sole, migliorando la struttura della loro pelle. Il protocollo che utilizzo prevede una iniziale detersione cutanea e una pulizia dall’eventuale presenza di cosmetici. Al paziente spiego che è opportuno evitare l’esposizione al sole o alle lampade abbronzanti un mese prima della seduta e che è necessario eventualmente interrompere l’assunzione di farmaci fotosenzibilizzanti. A seconda del tipo di inestetismo e della dimensione dell’area di intervento, cambia la durata del trattamento, mediamente di alcuni minuti, e anche il numero di sedute, di solito da una a tre, intervallate da alcuni mesi cui far seguire un protocollo di mantenimento a scadenza periodica. Per quanto riguarda la percezione del paziente, questi può avvertire solo un breve e lieve calore sulla parte trattata. Potrà, invece, assistere al miglioramento della luminosità, tonicità, elasticità della cute nonché alla riduzione degli inestetismi già dal primo giorno mentre dal sesto mese noterà che il miglioramento della texture sarà ancora più evidente grazie alla formazione di nuove fibre di collagene. Ma non finisce qui. Grazie ai 40W di potenza e alla versatilità di questo dispositivo, riesco ad agire sulle cicatrici, anche ipertrofiche, effettuare interventi di chirurgia cutanea e di blefaroplastica laser sulle palpebre inferiori e superiori. Ciò è reso possibile da una combinazione di feature: impulsi dedicati per ogni applicazione, controllo della profondità di azione e della scansione laser con forme e modalità utili addirittura in altri campi, come la salute intima femminile grazie a una particolare procedura messa a punto per il ripristino delle condizioni trofiche del distretto vulvo-vaginale (MonaLisa Touch®). Ritornando ai protocolli che eseguo con questa tecnologia nella mia pratica quotidiana, credo risulti interessante soffermarmi su come procedo in casi di cicatrici e cheloidi. Attraverso un particolare sistema di scansione (SCAR3 PRO), riesco ad arrivare in profondità (più di 4mm) per “sbrigliare” la componente fibrotica delle cicatrici atrofiche, ipertrofiche e anche quelle da ustione. Oltre al beneficio estetico, più importante è quello funzionale, con un’attenzione, oltre che all’efficacia, anche ai tempi di recupero che non sono particolarmente impegnativi. In merito ai cheloidi, ho una casistica molto vasta con pazienti che mi raggiungono da tutta Italia. Riesco infatti a ottenere ottimi risultati attraverso la combinazione di un Dye Laser (Synchro VasQ di Deka) con cui agisco sulla componente vascolare e con il Laser CO2 che utilizzo per un’attività di rifinitura e stimolazione. L’orecchio è l’area per cui ho maggior esperienza, ma la gestione dei cheloidi in altre aree del corpo prevede lo stesso approccio terapeutico. Infine, nella blefaroplastica, procedura di cui ho una casistica ampia, il laser CO2 permette di sfruttare le proprietà di coagulazione e stimolazione, abbinate a un processo di cicatrizazzione per un risultato a effetto “naturale”. Si sono verificati casi in cui, oltre al risultato estetico c’è stato anche un miglioramento della vista.