Rilassamento: una parola a carattere polisemico

Termine dal significato contrastante: positivo se riguarda l’aspetto mentale fonte di disagio quando si parla di cute che invecchia

La lingua italiana è ricca di curiosità, regole, eccezioni, stranezze e talvolta paradossi. Tante parole sono dotate di polisemia, ovvero possono avere significati diversi, talvolta opposti, a seconda del contesto in cui vengono utilizzate. Prendiamo a esempio la parola piano, che può far pensare a uno strumento musicale, a un programma d’interventi, ma anche a uno dei livelli di un edificio, propriamente a più piani. Anche nel campo della salute esiste un caso di termine polisemico che, paradossalmente, assume un significato più o meno positivo in base all’uso che se ne fa: la parola rilassamento. Quando ci si riferisce a uno stato mentale, infatti, è opinione comune che il rilassamento rappresenti la chiave per la salute, il benessere ed eventualmente la guarigione. Eliminando stress e le tensioni fisiche e mentali, si riducono ansia, insonnia e agitazione, e soprattutto ci si ammala di meno, si prendono meno farmaci e ansiolitici e si creano le giuste condizioni per star bene e in pace con se stessi. Molteplici i benefici del rilassamento sul sistema nervoso, sui muscoli contratti, sulla respirazione, sul riposo, sulla memoria, sul sistema immunitario, e non ultimo sulle emozioni. Rilassarsi, favorisce lo scioglimento delle tensioni che si accumulano quotidianamente a casa, in famiglia, sul posto di lavoro, nel traffico e migliorano la salute in generale e l’umore. Winston Churchill dipingeva per rilassarsi e Albert Einstein suonava il violino ed entrambi trovavano in queste attività una forma di rilassamento che – a loro dire – svuotava la loro mente e la manteneva elastica e fresca dando credito al proverbio popolare per cui “chi è teso vive all’inferno, chi è rilassato abita in paradiso”. Cambiamo contesto ed entramo nell’ambito della dermatologia, della medicina e della chirugia estetica. L’aria cambia e il significato assume un aspetto decisamento contrario e negativo. Il rilassamento cutaneo, infatti, è la causa del più comune inestetismo che caratterizza il processo naturale di invecchiamento della pelle, che inizia già a partire dai 25 anni di età. Con il passare degli anni, aumenta la perdita di elasticità dei tessuti epidermici e si assiste al calo costante e progressivo dei livelli di collagene, che com’è noto è la proteina più importante per la qualità e la tonicità della pelle umana. Come componente dei tessuti connettivi sottocutanei, il collagene rapprenta l’impalcatura della cute, cui garantire sostegno e idratazione per gli strati epidermici superficiali. Fintanto che l’organismo è in grado di produrre sia l’acido ialuronico che le altre componenti della matrice extracellulare, i tessuti rimangono turgidi e luminosi. Cause riconosciute del rilassamento cutaneo non legate al cronoaging e alla fisiologica riduzione della produzione di collagene, sono il photoaging, la predisposizione genetica, significativi e repentini sbalzi di peso che, dopo che si è ridotto il tessuto adiposo, provocano la formazione di una pelle in eccesso gli stili di vita che incidono sulla qualità dei tessuti epidermici (fumo, alcol, stress, diete sbilanciate), i fattori ormonali propri della menopausa e del periodo post-gravidanza. è in questo contesto che la condizione estetica di una pelle rilassata nelle regioni più delicate del corpo come l’addome, le braccia, il décolleté e le gambe, dove possono formarsi rughe, pliche e perdita di definizione dei lineamenti, assume una connotazione così negativa da provocare disagio, calo dell’umore, finanche perdita dell’autostima, depressione e richiesta di aiuto da parte della medicina estetica. Una disciplina che oggi offre la possibilità di correggere questi inestetismi con nuove soluzioni non invasive o minimamente invasive, senza rischi operatori e degenza post intervento, con protocolli ambulatoriali rapidi e poco impegnativi. Tra i più conosciuti e sicuri ci sono quelli che ricorrono all’iniezione di acido ialuronico nelle diverse zone del corpo, preferibilmente con molecole in grado di unire il biorimodellamento ad un effetto tensore e superidratante. Fino a qualche tempo fa si pensava all’acido ialuronico solo come a un gel riempitivo, come a un classico filler utile per rimodellare volumi e contorni del viso e di alcune zone del corpo. Oggi, con le nuove formulazioni stabilizzate termicamente, a base di acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare, si riesce a fare di più ottenendo una duplice azione sui tessuti: idratante e bio-rigenerante per la componente a basso peso molecolare; rassodante e di sostegno al derma per la componente ad alto peso molecolare, capace di stimolare la produzione di collagene ed elastina. Tra le più recenti novità introdotte spicca Profhilo® Body, un prodotto con queste caratteristiche uniche brevettato dalla nota azienda IBSA. Si tratta infatti di un acido ialuronico iniettabile innovativo specificatamente indicato per il trattamento della lassità cutanea su diverse zone del corpo e capace di unire il biorimodellamento ad un effetto tensore e superidratante. Evidentemente qualsiasi intervento va parametrato sulla gravità e sull’età del paziente ed è controindicato se il rilassamento cutaneo superficiale è eccessivo. In questi casi spetta allo specialista valutare tecniche combinate o alternative diverse, dopo aver effettuato un’accurata visita in studio. Perché, in ultima analisi, la soddisfazione del paziente nel veder tornare la propria pelle turgida, idratata, tonica e non più rilassata, è il vero segreto perché la parola rilassamento torni ad assumere quel significato positivo non solo a livello fisico ma anche mentale.