Valutati gli effetti di formulazioni a base di polidatina nel trattamento delle eruzioni cutanee da EGFRIs e in quelle causate da Dermatite Atopica lieve-media
Prof. Stefano Veraldi, Corso di Clinica Dermatologica, Univ. di Milano Bicocca e Ospedale San Raffaele, Milano
Il percorso per raggiungere la polidatina è lungo: il punto di partenza sono i fenoli (o polifenoli). Il capostipite dei fenoli è l’acido fenico, un composto aromatico che in passato era utilizzato come antisettico e disinfettante. I fenoli sono acidi derivati degli idrocarburi aromatici. Presentano una catena con due anelli e un gruppo ossidrilico. Sono contenuti in vari vegetali, come l’olio d’oliva, il tè e l’uva. Importanti derivati dei fenoli sono l’acido salicilico, cheratolitico che si utilizza, dall’acne comedonico-papulosa alle verruche e, più in generale, nelle malattie cutanee caratterizzate da ipercheratosi, a concentrazioni comprese tra il 2 e il 30%, e l’idrochinone, una delle poche molecole efficaci per il trattamento del cloasma/melasma e delle iperpigmentazioni post-infiammatorie, a concentrazioni comprese tra il 3 e il 5%. Anche il resveratrolo (o 3,5,4′-triidrossi-trans-stilbene) è un derivato del fenolo. La formula bruta è C14H12O3; la massa molecolare è 228,25. Il resveratrolo si presenta sotto forma di polvere di colore bianco-giallastro. È contenuto soprattutto nelle arachidi, nel gelso, nei lamponi, nei mirtilli e nell’uva. È sintetizzato dopo infezioni da miceti (per esempio Botrytis cinerea, la cosiddetta “muffa nobile”) e batteri, ed esposizione ai raggi ultravioletti. Il resveratrolo è rapidamente metabolizzato ed eliminato, per cui la sua biodisponibilità è scarsa. L’azione nelle cellule avviene a concentrazioni molto superiori rispetto a quelle che si ottengono assumendo il resveratrolo per via orale. Inoltre, i metaboliti presentano un’azione anti-ossidante inferiore al resveratrolo stesso. Questi dati hanno limitato l’utilizzo del resveratrolo per via orale come anti-ossidante, nonostante questa molecola abbia dimostrato in vitro un’azione superiore alla vitamina C ed E. Anche l’utilizzo del resveratrolo per via topica ha perso parte del suo interesse originario, quando furono scoperti recettori per i polifenoli sia nell’epidermide sia nel derma.1. Polygonum cuspidatum (Reynoutria japonica Houtt., 1777), popolarmente noto come “poligono del Giappone” è una pianta appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, originaria dell’Asia Orientale (Cina, Corea e Giappone). È alta da 1 a 4 metri. Di questa pianta sono importanti le radici, perché da queste si estrae la polidatina. La polidatina è un glicoside derivato del resveratrolo. La formula bruta è C20H22O8; la massa molecolare è 390.384 (Vedi Figura 1). Questa molecola è più stabile e più biodisponibile rispetto al resveratrolo, ed è sia idrosolubile sia liposolubile. Nonostante il suo alto peso molecolare, la polidatina per via topica penetra rapidamente nelle cellule mediante un meccanismo di trasporto attivo che utilizza i trasportatori del glucosio. È inoltre più resistente all’ossidazione enzimatica. La polidatina ha dimostrato di possedere in vitro numerose azioni: inibizione della sintesi della cicloossigenasi 2 (COX-2), del tumor necrosis factor (TNF), delle interleuchine (IL)1, 6, 8 e 17 (soprattutto l’IL-6 e l’IL-17) e degli eicosanoidi.2 Inoltre, la polidatina riduce l’espressione del nuclear factor kappa B (NF-kB), blocca il processo di perossidazione delle lipoproteine delle membrane cellulari e stimola la sintesi delle β-defensine3. Le defensine sono peptidi di 29-34 aminoacidi: le α-defensine sono sintetizzate dai neutrofili, le β-defensine sono sintetizzate dai cheratinociti e dalle cellule epiteliali del cavo orale, del tratto respiratorio e del tratto uro-genitale. Questa azione in vitro ha trovato un utilizzo in vivo: la polidatina per via topica, in monoterapia o associata a crioterapia, diatermocoagulazione o laser CO2, si è dimostrata efficace nel trattamento di herpes simplex, verruche piane, volgari e plantari, verruche genitali e molluschi contagiosi. Tuttavia, un ulteriore utilizzo clinico della polidatina riguarda la sua azione anti-infiammatoria.
In uno studio sulla dermatite atopica, 64 pazienti, 33 maschi e 31 femmine, di età compresa tra 18 e 52 anni, con lesioni al volto, al tronco e/o agli arti, sono stati trattati con polidatina in crema allo 0.8-1.5% (2 applicazioni/die per due settimane). Un secondo gruppo di 64 pazienti, 34 maschi e 30 femmine, di età compresa tra 16 e 58 anni, è stato trattato con la stessa crema a cui è stata aggiunta la polidatina per via orale (80 mg/die per due mesi). In entrambi i gruppi è stato utilizzato anche un detergente contenente polidatina allo 0.2%. Nel gruppo trattato con polidatina topica e orale è stato registrato un significativo miglioramento delle lesioni infiammatorie e del prurito, e di conseguenza del grattamento4.Gli Epidermal Growth Factor Receptor Inhibitors (EGFRIs) sono farmaci utilizzati in vari tumori solidi. Gli effetti collaterali più frequenti sono eruzioni eritemato-papulo-pustolose, localizzate o diffuse, accompagnate da prurito. Queste eruzioni sono abitualmente trattate con i corticosteroidi topici e/od orali. La polidatina topica è stata utilizzata per la prevenzione e il trattamento di queste eruzioni in pazienti in terapia con EGFRIs. Quaranta pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: il gruppo A era costituito da 20 pazienti con eruzioni eritemato-papulo-pustolose; il gruppo B era costituito da 20 pazienti senza manifestazioni cutanee. La polidatina è stata utilizzata in crema all’1.5% (2 applicazioni al giorno) nel gruppo A e allo 0.8% (2 applicazioni/die) nel gruppo B, per sei mesi. Nel gruppo A, dopo un mese di trattamento, gli autori hanno osservato un notevole miglioramento delle manifestazioni cutanee e del prurito e, di conseguenza, della qualità di vita. Nessun paziente del gruppo B ha sviluppato eruzioni cutanee causate dagli EGFRIs. Non sono stati riferiti od osservati effetti collaterali attribuibili alla polidatina. Molto interessante, nella crema a base di polidatina all’1.5%, è la presenza delle ceramidi 3 e 6. Le 12 ceramidi conosciute sono costituite da una base cosiddetta “sfingoide” e da un acido grasso. Le quattro basi sfingoidi sono la diidrosfingosina, la sfingosina, la fitosfingosina e la 6-idrossisfingosina. I tre acidi grassi sono l’non-idrossi acido grasso, l’α-idrossi acido grasso e l’β-idrossi acido grasso esterificato6. Tra le tante azioni delle ceramidi c’è anche l’idratazione, ma l’idratazione vera…
In conclusione, la polidatina topica, grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-prurito, potrebbe essere presa in considerazione in varie comuni dermatiti infiammatorie e allergiche, come le dermatiti irritative e allergiche da contatto e la dermatite atopica. In quest’ultimo caso, la polidatina potrebbe essere utilizzata in monoterapia nelle forme localizzate e lievi o come steroid-sparing nelle forme più importanti o nel trattamento di mantenimento. È in corso uno studio non sponsorizzato sul trattamento del prurito post-scabbia con polidatina.
BIBLIOGRAFIA
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