Nose Job: la rinoplastica con i filler riassorbibili

del Dott. Eugenio Maria Amato, Medico Estetico, Verona

L’armonizzazione di un volto può essere favorita intervenendo sui volumi del naso attraverso l’uso di iniettabili: l’esperienza di un medico estetico

Riequilibrare le proporzioni del viso per ottenere un’armonizzazione globale e personalizzata: questa è in poche parole la mia visione della medicina estetica. Per questo ritengo che meriti particolare attenzione il naso per il ruolo che assume quale elemento centrale del viso. Come sa bene il medico estetico, nei corsi di formazione, e durante gli aggiornamenti professionali in questo campo, spesso si cerca di “imbrigliare” in misure matematiche le proporzioni ideali di un viso. Questo viene, pertanto, analizzato e suddiviso in tre comparti orizzontali e in cinque sezioni verticali fornendo per ogni sezione dei parametri fissi. Ovviamente dalla teoria alla pratica le cose cambiano perché ogni paziente presenta caratteristiche fisiognomiche proprie che vanno rispettate e, quindi, le misure “ideali” devono essere adattate a ogni specifico trattamento. Secondo alcuni canoni estetici un naso si può dire bello se presenta un dorso lievemente incurvato, la punta proiettata con un punto luce ben definito e narici che si intravedono in visione frontale. In quanto medico estetico, pratico il così detto rinofiller da diversi anni utilizzando dei filler riassorbibili a base di acido ialuronico ad alto G’ anche perché, a differenza della rinoplastica che “scolpisce” e toglie, il rinofiller aggiunge materiale per modellare. Le aree in cui si può generalmente intervenire sono il ponte nasale, cioè la parte superiore a forma di sella situata fra i due occhi, il dorso nasale e la punta che può essere rialzata intervenendo anche a livello della columella. Anche se la medicina estetica è considerata meno invasiva e pericolosa di un intervento chirurgico, la premessa indispensabile per poter agire, in tutte o una delle aree sovraesposte ma anche in altre non citate, richiede una approfondita conoscenza anatomica del distretto e piena consapevolezza dei rischi che un errore può comportare, come per esempio l’embolizzazione o la compressione di un vaso con conseguente ischemia e/o necrosi. Ovviamente, la correzione del naso mediante l’infiltrazione di filler non può sempre sostituire la rinoplastica chirurgica ma può affiancarsi a essa e anche essere di supporto in determinate circostanze. Negli ultimi sette anni mi sono focalizzato particolarmente sulla correzione del naso e, nei colloqui preliminari coi pazienti, ho potuto raccogliere le motivazioni che determinavano la scelta di un intervento con filler rispetto a quello con bisturi. Un buon numero di pazienti si sono rivolti a me perché, pur essendo dei candidati chirurgici, riferivano di non volersi sottoporre a un intervento invasivo, magari per paura dell’anestesia e del down time o per paura di una trasformazione senza possibilità di “ritorno” o, addirittura, perché presentavano inestetismi post-rinoplastica chirurgica. Molti altri pazienti richiedevano il mio intervento per inestetismi di grado medio o basso, cioè non presentavano inestetismi particolari ma desideravano armonizzare maggiormente il naso con il proprio viso. In questi casi, credo che sia preferibile il trattamento iniettivo, che io definisco rino-beautification, perché ritengo che correggere le imperfezioni di questo elemento centrale migliori l’estetica globale di tutto il viso, molto sovente anche l’autostima del paziente e, spesso, anche la respirazione. Desidero aggiungere che clinicamente è praticamente impossibile standardizzare la profondità di iniezione o la quantità di gel iniettato, che dipendono dalla conformazione di ogni naso, dallo spessore o mobilità dei tessuti molli, così come il raggiungimento del risultato ottimale può avvenire in prima seduta o dopo sessioni ripetute. Ciò dipende dalle condizioni iniziali del paziente e dagli obiettivi da raggiungere. Il mio approccio correttivo si basa innanzitutto su una valutazione globale del viso del paziente per poter pianificare mentalmente e “immaginare” quindi il risultato finale. La correzione di questo distretto non solo richiede precisione dei punti di inoculo e rilascio di quantità minime ma anche una chiara idea di come e quanto, il gel iniettato potrà modificare e migliorare la forma del naso. Ogni paziente avrà il “suo naso” in quanto la bontà di un trattamento consiste nell’ottenere un risultato naturale e in armonia con il resto di “quel” viso. A supporto di quanto scritto, illustro brevemente alcuni miei casi clinici che presentavano gradi differenti di difficoltà. Questi pazienti sono stati trattati con Saypha Volume, un filler HA prodotto in Austria che presenta particelle coesive con alto grado di elasticità ma delle dimensioni di circa 500 micron, questo mi assicura una buona distribuzione, senza migrazione del gel che presenta inoltre un basso grado di swelling grazie alla tecnologia MACRO.

I risultati, che in media durano circa un anno, sono in linea con le aspettative dei miei pazienti e inoltre rispondono alla richiesta, spesso psicologica, di sottoporsi ad un trattamento che permetta la completa reversibilità. Nella foto in alto si può assistere alla correzione del naso della stessa paziente in visione di profilo (foto 1) e in visione frontale (foto 2). Oltre a rimodellare il dorso e la punta del naso, sono intervenuto lateralmente per eliminare la deviazione messa in evidenza dal disegno. Questo tipo di intervento richiede una ottima conoscenza della sede anatomica e una corretta pianificazione per garantire un miglioramento estetico e ridurre al minimo i rischi. Nelle quattro foto in basso invece, si può notare un altro caso di correzione delle deviazioni sull’asse sagittale con filler a base di acido ialuronico. La tecnica del rinofiller si è molto diffusa e tutti coloro che si occupano di medicina estetica sanno correggere “puntina e gobbetta ”. Questo tipo di correzione, invece, richiede maggiore esperienza, progettazione e manualità sia perché si affrontano difficoltà maggiori in aree da trattare con molta attenzione sia perché la tecnica in sé è molto diversa. Come si può vedere il risultato risulta soddisfacente nonostante l’asimmetria delle narici. Nell’ultima immagine (in alto a destra – Foto 3), infine, la rinoplastica medica può avere anche una importante finalità funzionale. La maggior parte dei pazienti, nella mia personale esperienza più del 70%, che presentano un angolo nasolabiale acuto, dopo il trattamento riferiscono un miglioramento della respirazione. Questo accade in quanto la maggiore apertura dell’angolo, come indicato nella foto, e la conseguente maggiore apertura delle narici consentono un aumentato flusso d’aria.