Valutazione biofisica dell’acido ialuronico

I medici che regolarmente usano i filler correttivi e biostimolanti della cute con l’esperienza sviluppano un proprio sistema di valutazione dei risultati ottenuti. Ne parliamo con la Prof. Martina Kerscher, MDUniversity of HamburgDept of Chemistry Division of Cosmetic Sciuence

intervista raccolta da Susan Sauer

La maggior parte si affida principalmente all’esame obiettivo del distretto trattato (viso, collo, dorso delle mani, ecc.), altri tendono maggiormente a prendere in considerazione la soddisfazione espressa dai pazienti.

Valutazione biofisica dell'acido ialuronico

Valutazione biofisica dell'acido ialuronico

“Questo approccio empirico – ci dice la professoressa Martina Kerscher dell’Universita’ di Amburgo – è il tipico metro di giudizio che si adotta negli ambulatori dei medici, ma non può bastare a chi si occupa di ricerca e di cosmetologia applicata alla cute umana”. Questa conversazione avviene a seguito della presentazione tenuta dalla prof.ssa Kerscher nel corso del recente American Academy of Dermatology che aveva come oggetto le modificazioni delle proprietà biofisiche della pelle a seguito dell’iniezione di acido ialuronico stabilizzato di origine non animale (NASHA).”I riempimenti del derma vengono comunemente utilizzati per correggere le rughe del viso e restituire volume alla pelle e l’acido ialuronico stabilizzato, una volta iniettato nel viso ha come risultato significativi miglioramenti nell’elasticita’ cutanea. Il nostro studio ha cercato di evidenziare i parametri essenziali con cui si può valutare, in maniera più scientifica, l’entita’ del miglioramento stesso.

L’obiettivo del lavoro, infatti, era quello di evidenziare tramite prove cliniche i benefici ottenuti in termini di elasticita’, rossore, spessore e densita’ cutanea. Non si vuole infatti svalutare il parere del medico o l’apprezzamento manifestato dai pazienti, ma fornire elementi obiettivi di supporto a una pratica che si sta diffondendo sempre più fra la popolazione, in Germania come in Italia”. Lo studio, realizzato presso l’Universita’ di Amburgo, è stato condotto su venti donne con una età media di 54 anni che sono state trattate tre volte a intervalli di quattro settimane. 20 mg/ml di NASHA (Restylane® Vital) sono stati iniettati, circa 0,02 ml a volta, nel derma medio-profondo di entrambe le guance, utilizzando la tecnica lineare corta, distanziata di 1,5-2 cm, per un totale di approssimativamente un ml di gel di acido ialuronico a seduta. ”Il nostro sistema di valutazione – ci dice la prof.ssa Kerscher – parte prima e subito dopo il primo trattamento, per poi continuare con analisi cutanee successive a ogni trattamento (dopo 4 e 8 settimane), e in seguito rispettivamente dopo un mese e dopo 4 mesi dall’ultima seduta. Ogni volta iniziamo fotografando la paziente da diverse angolazioni e passiamo poi alla registrazione di alcuni dati biofisici.

A chi volesse riprodurre lo studio raccomando di lasciar trascorrere ogni volta un periodo di acclimatizzazione di almeno 20 minuti in cui il paziente si rilassa in una stanza climatizzata (temperatura 20°-22°; umidita’ 50%)”. Per misurare l’elasticita’, nell’Universita’ di Amburgo utilizzano un cutometer MPA 508 (Courage e Khazaka); per la rugosita’ cutanea la misurazione è avvenuta tramite una macchina fotografica (Visioscan 98) mentre per lo spessore e la densita’ della pelle si è fatto ricorso a uno scanner a ultrasuoni DUB 20 (Taberna). ”Classicamente – aggiunge la ricercatrice – la viscoelasticita’ cutenea viene misurata con un tenometro a suzione che applica una pressione negativa su un’area circoscritta delle pelle. Nel nostro caso, questa escursione verticale è stata poi registrata e valutata elettronicamentè’. Un miglioramento statisticamente significativo è stato rilevato su entrambe le guance (P>0,05). Allo stesso tempo si è visto che, mentre spessore e densita’ non hanno subito significative modificazioni, la ruvidita’ della superficie della pelle è gradualmente diminuita (p<0,001), durante tutto il corso dello studio. Questa valutazione morfologica topografica si è basata su immagini cutanee in bianco e nero ottenute ricorrendo a una luce UV-A e a una camera ad alta risoluzione. A conferma di questi dati obiettivi si sono accompagnate le dichiarazioni dei pazienti, la cui pelle prima del trattamento aveva il tipico aspetto disidratato dovuto a una esposizione eccessiva al sole, che affermavano di notare maggiore luminosità, morbidezza e tonicita’ della propria cute. ”Questi effetti sono certamente dovuti al fatto che l’ acido ialuronico iniettato – conclude la prof.ssa Kerscher – trattiene l’acqua e di conseguenza idrata la pelle mantenedola fresca, tonica e più sana. Sappiamo infatti che con l’invecchiamento la naturale elasticita’ e il volume cutaneo si riducono proprio a causa di una minore viscoelasticita’ della matrice extracellulare di cui questa molecola è un elemento fondamentale. E ciò spiega perché reiniettando acido ialuronico la pelle appare più liscia, le rughe si attenuano e si riesce a prevenire i segni dell’invecchiamento anche su aree difficili quali il dècolletè e il dorso delle mani”.