Medicina rigenerativa laser per la cura del melasma

Un dermatologo ci parla della sua esperienza con l’utilizzo di un nuovo Laser a 675 nm nel trattamento del melasma

del Prof. Luigi Coricciati, Dermatologo, Direttore Sanitario del centro “Coricciati Medical Group” Martano, LE

La parola rigenerazione è entrata nel lessico sanitario. Precedentemente utilizzata in ambito sociologico, in termodinamica, quando si parla di tecniche capaci di riprodurre o di rinnovare lo stato e le proprietà iniziali di un materiale (combustibili, gomma, oli lubrificanti, plastiche) oggi trova il suo spazio anche in campo medico-scientifico. Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, si legge che “la medicina rigenerativa si occupa di riparare, rigenerare o sostituire tessuti o organi danneggiati da malattie, traumi o a causa di difetti presenti alla nascita (congeniti) o di invecchiamento”. Sicuramente un grande impulso allo sviluppo di questo nuovo approccio della medicina è derivato, da un lato, dai traguardi raggiunti dall’ingegneria e dalle nanotecnologie applicate alla biomedicina; dall’altro, dagli studi sull’utilizzo delle cellule staminali. è indubbio che le applicazioni della medicina rigenerativa siano molteplici e i suoi orizzonti operativi si stanno sempre più ampliando. Ciò è vero anche per la dermatologia e un esempio concreto è il trattamento del melasma grazie alla stimolazione laser. Come noto, il melasma è una condizione cronica recidivante caratterizzata da un difetto della pigmentazione prevalentemente del volto e ha una duplice componente, sia pigmentata che vascolare. Ne parliamo con il Prof. Luigi Coricciati, Dermatologo a Martano, in provincia di Lecce.
Tutti noi dermatologi sappiamo quanto sia complesso il suo trattamento, per vari motivi: perché il suo decorso è “capriccioso e imprevedibile”, che subisce la spinta di vari fattori: ormonali, di assunzione di farmaci, di stile di vita del paziente ecc., e questo influisce anche sull’approccio psicologico del paziente all’inestetismo stesso e alla sua cura. Finora, con i device a disposizione i risultati non erano soddisfacenti, il post trattamento era abbastanza complesso da gestire, con forti irritazioni e necessità di interrompere le normali attività quotidiane almeno per un paio di giorni, con porpora, desquamazione e altri disagi. Anche il trattamento in sé era fastidioso per il paziente e richiedeva l’utilizzo di anestetico. Fortunatamente oggi le cose non solo sono cambiate, ma – a mio avviso- sono state rivoluzionate grazie all’introduzione di una nuova tecnologia (RedTouch PRO di Deka). Si tratta di un Laser con lunghezza d’onda di 675nm che ha piena selettività per il collagene, ma legge indirettamente anche la melanina con un’attività e un miglioramento anche sui disturbi della pigmentazione, della luminosità e della texture cutanea. L’applicazione è confortevole o comunque ben tollerabile, l’arrossamento post trattamento è molto lieve e il paziente ha il vantaggio di poter tornare immediatamente alle attività quotidiane, senza dover riprogrammare gli impegni sociali e lavorativi.

Il miglioramento generale del melasma e della pelle che seguono sono graduali ma tangibili e derivano dall’alta selettività di questo laser nella stimolazione del collagene. A proposito di quest’ultimo, non va dimenticato che è contenuto anche a livello dell’endotelio vasale, e quindi si ottiene un notevole miglioramento anche nelle malformazioni vasali diffuse. La preparazione al trattamento del melasma è molto semplice: si esegue su pelle asciutta e pulita, evitando creme o prodotti che possano irritare la pelle. Vista la natura recidivante dell’inestetismo, inizialmente eseguo tre o quattro sedute con cadenza mensile. Negli anni successivi, è consigliato un mantenimento di una o due sedute all’anno per stimolare il processo di rigenerazione graduale e naturale della pelle. Il trattamento assolutamente sicuro e i pazienti trattati hanno riferito di avvertire solo un leggero pizzicore, mentre nell’ora direttamente successiva alla seduta si manifesta un debolissimo eritema. Ci sono due modalità di erogazione dell’impulso: standard o “a stampo”, che già prevede parametri specifici per i fototipi più scuri, e una chiamata “Moveo RED” o “in movimento”, utile soprattutto per i fototipi più scuri con cui si possono proseguire i trattamenti nei casi in cui dovremmo fermarci con altri trattamenti laser o nel caso di individui perennemente abbronzati. Il tempo di recupero post trattamento è minimo e già dopo un’ora dalla seduta è possibile truccarsi senza problema. All’osservazione clinica ci si accorge che il miglioramento avviene anche nelle problematiche legate a crono e fotoinvecchiamento. E qui il concetto di medicina rigenerativa può essere rivolto anche a una fascia di pazienti più giovani, perché già dai 30 e 35 anni l’applicazione può essere un’ottima alternativa alle terapie infiltrative, che comunque si possono sempre associare. Grazie al protocollo ReLive, è possibile infatti rallentare il più possibile il processo di invecchiamento della pelle. Nella mia esperienza, ho trattato con questo laser centinaia di pazienti con indicazioni cliniche e terapeutiche differenti, dal melasma, alle discromie del volto e photoaging, per stimolare il collagene, prevenire l’invecchiamento e e le smagliature, e il grado di soddisfazione dei pazienti è in genere elevato. Ne sono prova non solo i risultati conseguiti e documentati fotograficamente, ma anche e soprattutto il fatto che diversi pazienti hanno prenotato un secondo ciclo e delle sedute di mantenimento a ciclo ultimato. Il trattamento è apprezzato anche dagli uomini che vogliono prendersi cura di sé in maniera naturale e discreta. Infine, ma non ultimo, la peculiarità di questa tecnologia è che può essere abbinata ad altre, ove vi sia l’indicazione. Ad esempio, RedTouch PRO può essere abbinato al laser CO2 o ad altri laser frazionati per completare un resurfacing, al laser Q-Switched e a picosecondi ove vi siano delle lentigo più evidenti, oppure al Dye laser per il trattamento della componente vascolare del volto, sebbene anche il RedTouch PRO lavori efficacemente in questo senso. Insomma, un dispositivo molto versatile che lavora bene sia in autonomia che in combinazione con altri, utilizzabile anche in modo complementare ai filler volumetrici.