A Roma si è tenuto il Congresso della SIME: uno sguardo al futuro e al presente della medicina estetica tra nuovi paradigmi e vecchi dogmi
La lunga battaglia della Società Italiana di Medicina Estetica sembra vinta. é con questa consapevolezza che il Prof. Emanuele Bartoletti, Presidente della SIME, ha aperto ufficialmente i lavori del 47esimo Congresso dell’associazione che rappresenta, tenutosi dal 15 al 17 maggio presso il Rome Convention Center La Nuvola. Come ribadito durante la conferenza di presentazione: “ciò che si sta registrando a livello globale è l’affermarsi di un concetto di bellezza 3.0, in cui gli eccessi di un tempo sono ormai materia obsoleta. Oggi chi si rivolge al medico e al chirurgo estetico, lo fa chiedendo di riportare freschezza al proprio aspetto, in modo naturale”. Un approccio che si concretizza in un tipo di medicina sempre più “rigenerativa” e meno “trasformativa”, e che predilige trattamenti “invisibili” (i cosiddetti tweakments). Un mutamento culturale non da poco che ha avuto, come conseguenza principale, quella di rendere meno elitario il comparto (lo dimostra la crescita annua del 9,8%), e di spingere verso un nuovo tipo di fruitori, appartenenti a fasce demografiche sempre più giovani, con un’alta percentuale maschile. In questo contesto, non stupisce l’allontanamento dal concetto di filler a base di acido ialuronico semplicemente come dispositivo utile per dare volume. Il filler moderno, per i medici estetici, è oggi una risorsa che stimola la pelle a “lavorare” meglio, e in questa visione diventano protagoniste sostanze come i polinucleotidi (che attivano la produzione di collagene ed elastina), gli esosomi (che favoriscono la riparazione dei tessuti), l’acido polilattico (che stimola la produzione di collagene) e le terapie autologhe come il Plasma arricchito in Piastrine e le cellule staminali del tessuto adiposo. Molte le sessioni sempre affollate, ma da segnalare soprattutto le prospettive emerse dal focus sulle conseguenze dei trattamenti antiobesità attraverso i farmaci basati sul GLP-1. Secondo un recente studio della Vanderbilt University, il 61% dei trattati presenta una perdita del 7% di volume della parte centrale del viso ogni 10 kg di peso perso, il 50% evidenzia lassità cutanea e il 35% evidenzia la comparsa di rughe facciali. Numeri che suggeriscono come presto si arriverà a un’intera nuova categoria di pazienti che necessiteranno di trattamenti rigenerativi e ripristino dei volumi, e che suggeriscono la necessità di una medicina estetica sempre più orientata verso una combinazione di terapie (Treatment Stacking) che agiscano simultaneamente su più livelli del tessuto per aumentarne l’efficacia ed evitare questo tipo di problematiche. Argomenti attuali ma di cui si continuerà a parlare a lungo nei mesi a venire, in attesa della prossima edizione che si terrà dal 14 al 16 maggio 2027 e il cui titolo “Next Gen” anticipa un programma dedicato al futuro.





