Home chirurgia estetica medicina estetica Longevità e anti-aging: termini simili ma diversi

Longevità e anti-aging: termini simili ma diversi

La medicina estetica oggi ha cambiato il suo approccio all’invecchiamento cutaneo adottando protocolli integrati atti a rigenerare la cute dall’interno

Dott.ssa Cinzia Ventrice, biologa, esperta in Scienze e Tecnologie Cosmetologiche

Favorire la longevità o attuare una strategia antiaging, quando si tratta di cure per la pelle, sono concetti uguali o diversi? Si tratta di due promesse medico-estetiche o cosmetiche che, a ben guardare, sono molto diverse tra loro e non solo nel loro significato intrinseco ma soprattutto perché stanno a indicare due diversi approcci agli inestetismi cutanei, uno reattivo, l’altro proattivo. Volendo essere precisi, quello di anti-aging è un concetto che si riferisce al contenimento e al rallentamento dei segni esteriori e interiori dell’invecchiamento. Per ottenere questi risultati, si adotta un’ampia gamma di trattamenti, prodotti e interventi medici specifici che contrastano i segni più o meno visibili dell’età che avanza. Quando si parla di favorire la longevità cutanea, invece, ci si riferisce maggiormente a un approccio scientifico, solitamente di natura olistica, che mira a rafforzare le difese, a prevenire, proteggere e rigenerare i tessuti a partire dalla loro base biologica, intervenendo sulle cause profonde dell’invecchiamento cellulare. Questo secondo paradigma nella cute si traduce in protocolli capaci di mantenerne la buona funzionalità, promuovendo la vitalità e la resilienza a lungo termine, piuttosto che limitarsi a ritardare l’inevitabile declino associato all’invecchiamento. Per perseguire tale scopo, si deve ricordare che i processi biologici alla base della longevità della pelle sono strettamente correlati ai 12 tratti distintivi dell’invecchiamento, identificati da López-Otín et al. (2023). I primi 5 di questi vengono comunemente indicati come segni distintivi primari perché considerati cause dirette dell’invecchiamento cellulare. Essi sono: 1) Instabilità genomica, ossia il danno al DNA causato da radiazioni UV, inquinamento e stress ossidativo che minano l’integrità cellulare. 2) Attrito dei telomeri: l’accorciamento dei telomeri durante la divisione cellulare contribuisce all’invecchiamento cellulare, riducendo la capacità rigenerativa della pelle. 3) Alterazione epigenetiche: i cambiamenti nei modelli di espressione genica nel tempo guidano i processi dell’invecchiamento, influenzando il funzionamento delle cellule cutanee. 4) Perdita di proteostasi: il ripiegamento errato e l’aggregazione delle proteine interrompono la salute cellulare e diminuiscono la resilienza della pelle. 5) Rilevamento non equilibrato dei nutrienti: la disregolazione di vie come mTOR e IGF-1 porta a squilibri metabolici che accelerano l’invecchiamento. I successivi tre tratti sono invece considerati segni distintivi antagonisti che, invece contribuiscono all’invecchiamento quando si verificano in modo eccessivo. Parliamo di: 6) Disfunzione mitocondriale, ossia una ridotta efficienza mitocondriale che provoca deficit energetici e stress ossidativo, danneggiando ulteriormente le cellule della pelle. 7) Senescenza cellulare: l’accumulo di cellule senescenti contribuisce all’infiammazione e al danno tissutale, accelerando l’invecchiamento. 8) Esaurimento delle cellule staminali che con l’età perdono la loro capacità di rigenerare il tessuto cutaneo, influendo sulla vitalità generale della cute. Infine gli ultimi quattro tratti sono generalmente visti come segni distintivi integrativi: 9) Comunicazione intercellulare alterata tra le cellule della pelle che aumenta l’infiammazione e la degradazione dei tessuti. 10) Inflammaging: infiammazione cronica di basso grado che degrada componenti chiave della matrice extracellulare, come collagene ed elastina. 11) Disbiosi del microbioma: un microbioma sbilanciato indebolisce i meccanismi di difesa della pelle e aumenta la suscettibilità all’invecchiamento. 12) Disfunzione della matrice extracellulare (ECM) che porta alla formazione delle rughe e perdita di elasticità, riducendo l’integrità strutturale della pelle. Va detto che si tratta di processi fra loro interconnessi, fondamentali per il mantenimento della struttura, funzionalità e capacità della pelle di ripararsi e rigenerarsi nel tempo. Ma sono interconnessi anche agli 8 tratti distintivi della salute, che includono caratteristiche organizzative di compartimentazione spaziale, mantenimento dell’omeostasi nel tempo e una serie di risposte alle perturbazioni. Infine sono interconnessi anche agli 8 strati di organizzazione dell’organismo e, nell’insieme di questo sistema complesso, creano uno spazio multidimensionale di interazioni che aiutano a capire alcune importanti caratteristiche del processo di invecchiamento. Comprendere e agire su questi tratti distintivi attraverso approcci efficaci per la cura della pelle è quindi essenziale per contrastare il processo di invecchiamento e promuoverne la salute. Oggi, le più recenti strategie hanno come target le molteplici vie di segnalazione che regolano l’invecchiamento cutaneo: mTOR (mechanistic target of rapamycin), AMPK (proteina chinasi attivata dall’AMP), Sirtuine (Sirt 1) e Nrf2 (nuclear factor erytroid 2-related factor 2), e i complessi processi che caratterizzano la longevità della pelle. Inoltre, anche l’uso dei fattori di crescita, può migliorare la rigenerazione cellulare e promuovere la capacità di autoriparazione, così come i probiotici e prebiotici possono riequilibrare il microbioma cutaneo, fondamentale per la funzione barriera e la risposta immunitaria. Favorire la longevità cutanea, quindi, come già detto, non è solo a migliorarne l’aspetto, ma soprattutto aumentarne resilienza, rigenerazione e vitalità generale, offrendo benefici a lungo termine. L’invecchiamento, in questi termini, non è un processo da ritardare ma da analizzare e combattere attivamente, ricorrendo a protocolli mirati ai processi biologici individuali che lo influenzano, con una Skin-routine che, a partire da specifici test genetici, valutazione del microbioma ed epigenetica, si avvalga di prodotti e sistemi capaci di contrastare i fattori endogeni ed esogeni, supportando la naturale capacità della pelle di rigenerarsi e ripararsi. Bibliografia a richiesta