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Lipofilling: l’esperienza del medico è essenziale

L’innesto di grasso autologo per ridefinire i volumi di volto e corpo è una tecnica che consente di ottenere ottimi risultati ma solo a patto che il medico sia un esperto

 

Dottoressa Daniela Maresca, Chirurgo Plastico, Na 
Dott. Leonardo Corsaro, Chirurgo Plastico, NA

 

 

 

 

 

Naturalezza dei risultati e sicurezza del trattamento, rappresentano i pilastri di una chirurgia estetica moderna e sempre più apprezzata dai pazienti. In oltre quarant’anni di personale esperienza nel campo, possiamo affermare che la procedura di lipofilling/lipolifting, rappresenta uno degli strumenti più versatili e sicuri nel campo della chirurgia estetica, nonché uno dei più efficaci. Soprattutto quando la tecnica viene combinata con la liposcultura manuale. Il grasso utilizzato, infatti, provenendo dallo stesso corpo del paziente ed essendo quindi un materiale autologo, annulla il rischio di reazioni allergiche o rigetti. Un’altra qualità, insita nella metodica è che l’effetto del lipofilling può essere definito “doppio” in quanto non solo permette di aumentare il volume delle aree trattate ma, di fatto, porta anche a una riduzione del grasso in eccesso nelle zone donatrici. Un duplice risultato particolarmente desiderabile da chi cerca di migliorare il proprio aspetto complessivo. E ancora: il trattamento comporta poche cicatrici, in quanto le incisioni necessarie per l’aspirazione del grasso sono minime, risultando piccole e poco visibili, mentre il recupero post operatorio risulta molto rapido con un dolore e disagio minimi.

Un altro punto di forza da non sottovalutare si riferisce poi alla durata dei risultati: nella casistica del Centro nel quale operiamo, circa il 70% del grasso innestato attecchisce e rimane a lungo termine, offrendo un risultato definitivo, in alcuni casi il risultato ha superato anche l’80%. Infine la versatilità: il lipofilling può essere utilizzato per varie applicazioni estetiche e ricostruttive: ringiovanimento del viso; aumento del volume del seno; rimodellamento dei glutei; riempimento delle rughe e delle linee sottili sul viso; restituzione di volume a zone del viso come guance e labbra; correzione di deformità post-traumatiche o post-chirurgiche; ricostruzione mammaria post mastectomia; correzione esiti cicatriziali da ustioni; miglioramento dell’elasticità cutanea in caso di sclerodermia. Ciò detto, sarebbe però errato dare una visione troppo semplificata della procedura. Bisogna infatti tener presente che il grasso è una sostanza ricca di cellule staminali che, a seconda di come si prelevano e si innestano, si attivano in percentuali diverse. Non va trascurato, inoltre, che nonostante i numerosi vantaggi, vi sono anche alcune limitazioni e rischi. La quantità di grasso che attecchisce dopo il trasferimento, a esempio, varia da persona a persona ed è quindi possibile che siano necessarie sessioni aggiuntive per ottenere il risultato desiderato.

Seppur rari, inoltre, persistono i rischi associabili a qualsiasi procedura chirurgica, come infezioni o ematomi. Tutte queste considerazioni rendono chiaro il perché la riuscita della procedura dipenda in gran parte dall’esperienza e dalla competenza del chirurgo, rendendola quindi, più di altre, operatore dipendente. Entrando nel particolare e pensando di fare cosa gradita ai lettori, riportiamo il nostro approccio alla metodica così come l’abbiamo sviluppata in questi anni. Come per qualsiasi altra procedura di medicina o chirurgia estetica, il primo passo consiste nella consultazione iniziale con il paziente durante la quale vanno esaminate in modo approfondito la sua storia medica, le sue aspettative e le aree da trattare. È fondamentale quindi identificare le zone da cui prelevare il grasso e quelle da volumizzare. Per farlo si procede con una accurata analisi fotografica: si raccolgono immagini del paziente, incluse quelle risalenti a periodi di maggiore giovinezza, per poter così definire obiettivi estetici chiari e realistici. La preparazione pre-operatoria continua con la realizzazione di un piano di trattamento personalizzato e condiviso che tenga conto tanto delle valutazioni del medico che delle aspettative del paziente, specificando le aree di prelievo e le zone di immissioni. A questo punto il paziente viene informato sui rischi, benefici e limitazioni della procedura, e gli viene richiesto di firmare un consenso informato. Per quanto riguarda l’anestesia, il paziente va informato che la procedura può essere eseguita in anestesia locale o sedazione leggera, a seconda delle sue preferenze ma anche dell’estensione dell’intervento. L’anestesia locale è spesso preferita per ridurre sia rischi che il recupero. Passando alla tecnica di intervento, si inizia con il prelievo del grasso. Per effettuarlo si procede con una attenta infiltrazione con Soluzione di Klein (composta da soluzione fisiologica, bicarbonato, un vasocostrittore e anestetico locale) e successivamente, utilizzando una cannula sottile e flessibile, si aspira il grasso. Le aree preferibili sono quelle in cui è più agevole prelevarlo come l’addome, i fianchi o le cosce. Questa fase richiede molta attenzione da parte del medico per minimizzare il trauma tissutale e preservare la vitalità delle cellule adipose.

Parlando della modalità di aspirazione, quindi, secondo il nostro parere sono preferibili tecniche di aspirazione manuale per garantire una raccolta ottimale del grasso senza danneggiare i tessuti circostanti. Il grasso prelevato viene quindi sottoposto a processi di purificazione per rimuovere fluidi e cellule adipose non vitali. Questo può includere la centrifugazione o la filtrazione per garantire che solo le cellule adipose sane vengano utilizzate nel lipolifting. È infatti essenziale ottenere un innesto di grasso di alta qualità, poiché la sopravvivenza delle cellule adipose trasferite dipende dalla loro integrità durante il processo di raccolta e preparazione. A questo punto si può procedere con il lipolifting: il grasso purificato viene iniettato nelle aree target, utilizzando cannule molto sottili per garantire una distribuzione uniforme e naturale. La tecnica di iniezione è cruciale: il chirurgo deve eseguire manovre di iniezione stratificate per ottimizzare la sopravvivenza del grasso e ottenere un aspetto naturale. Non solo, durante l’iniezione, è essenziale che monitorare costantemente il volume impiantato, confrontandolo con le immagini di riferimento del paziente per ripristinare i volumi perduti in modo armonioso. Dopo l’intervento, il paziente viene tenuto in osservazione per scongiurare eventuali complicazioni.

Le aree trattate possono presentare gonfiore e lividi, che generalmente sono temporanei. È fondamentale fornire al paziente indicazioni chiare su come gestire il recupero, inclusi consigli su attività fisica, cura delle zone trattate e segnalazione di eventuali sintomi anomali. I risultati del lipolifting possono richiedere alcune settimane per stabilizzarsi, poiché il grasso impiantato deve integrarsi nei tessuti circostanti. Appare necessario anche effettuare un follow-up a lungo termine per valutare la persistenza dei risultati e la soddisfazione del paziente. In conclusione, il lipolifting, in particolare quando combinato con la liposcultura manuale, offre un approccio sicuro e personalizzato al rimodellamento corporeo.

Seguire con attenzione tutti i passaggi descritti garantisce risultati ottimali e una soddisfazione elevata da parte dei pazienti. Per farlo è essenziale che i professionisti continuino a formarsi e aggiornarsi sulle tecniche e le tecnologie emergenti per offrire il miglior servizio possibile. Infine non va dimenticato che la miglior riuscita della procedura cresce con l’esperienza e la competenza del chirurgo acquisite nel tempo in questa tecnica specifica.