L’assorbimento cutaneo: come incide sulla psoriasi

L’iperproliferazione dei corneociti nell’ambito delle lesioni psoriasiche influenza gli effetti delle terapie topiche

Che la psoriasi sia una malattia della pelle che può colpire chiunque, indipendentemente dallo stato sociale o dalla loro celebrità, certamente non sorprende. A differenza di altre patologie, però, sono pochi i personaggi famosi che hanno pubblicamente ammesso di soffrirne, come l’attrice Kim Kardashian, la modella britannica Cara Delevingne, il cantante Art Garfunkel. Artisti che hanno raccontato l’impatto che la psoriasi ha avuto sulla loro autostima e sulla loro vita, testimoniando però che nonostante la malattia, affrontando le sfide e le difficoltà che essa comporta, si può lo stesso avere una carriera di successo, senza limitare le proprie aspirazioni. Le loro parole hanno contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica e, soprattutto, a combattere lo stigma a essa associato. Lo stesso obiettivo che si è posto il noto calciatore della Juventus, Claudio Marchisio, che recentemente ha parlato della psoriasi di cui soffre da alcuni anni, scegliendo di impegnarsi in prima persona, per dare la giusta informazione, rompere gli stereotipi e aumentare la consapevolezza degli italiani su questa malattia. è innegabile, infatti, che l’implicazioni estetiche, la tipologia e l’estensione delle lesioni psoriasiche possano determinare rabbia e vergogna, isolamento, bassa stima di sé e una distorta immagine corporea, e condizionare fortemente il modo in cui gli altri guardino chi ne è affetto, aumentando il disagio e pregiudicando la conduzione di una vita sociale normale. Come è noto, la forma più diffusa di psoriasi si presenta sotto forma di papule e placche – eritematose e ricoperte da squame spesse argentee e lucenti – causate dall’iperproliferazione dei cheratinociti epidermici, associata all’infiammazione dell’epidermide e del derma. Le lesioni possono essere asintomatiche o pruriginose e purtroppo si localizzano nella maggior parte dei casi proprio in zone del corpo ben visibili, sul cuoio capelluto, sulle superfici estensorie di gomiti e ginocchia, sulle unghie, le sopracciglia, le ascelle, l’ombelico, e per la confluenza di lesioni contigue, possono diffondersi a gran parte della superficie corporea. L’aspetto delle placche psoriasiche, di norma rialzate e palpabili, varia se compaiono su pelle chiara o scura, dove assumono un colore più violaceo, ma in entrambi i casi il fattore che colpisce maggiormente è il loro spessore. Questa caratteristica biologica rappresenta uno dei maggiori ostacoli alla penetrazione dei principi attivi e quindi per l’efficacia delle cure topiche. Recenti studi hanno suggerito che il meccanismo patogenetico dell’iperproliferazione dei cheratinociti coinvolgerebbe le cellule T e il sistema immunitario. Vista la frequente familiarità si pensa che che associati alla psoriasi ci siano alcuni geni e più antigeni leucocitari umani (Cw6, B13, B17). La suscettibilità degli individui alla psoriasi si localizzerebbe sul locus PSORS1 del cromosoma 6p21 e sappiamo che più fattori scatenanti ambientali possono evocare una risposta infiammatoria e la successiva iperproliferazione dei cheratinociti (traumatismi; stress; ustioni solari; farmaci come i b-bloccanti, la clorochina, litio, ACE-inibitori, indometacina, terbinafina, interferone-alfa; l’obesità; alcool e fumo; infezione da HIV; Infezione da streptococco b-emolitico per la psoriasi guttata). Per comprendere come ciò avvenga, vale la pena ricordare che nell’ambito del pavimento pluristratificato che costituisce l’epitelio cutaneo, il cui spessore va da 0,04 a 1,6 millimetri, nello strato corneo i corneociti sono anucleati e metabolicamente inattivi, hanno un alto contenuto proteico (cheratina, involucrina, filaggrina) e sono immersi in una matrice extracellulare lipidica organizzata in lamelle a doppio strato che prevengono la perdita d’acqua, saldano lo strato corneo e regolamentano il processo di assorbimento percutaneo. Nelle ricordate zone del corpo comunemente sedi delle lesioni psoriasiche caratterizzate da ispessimento cutaneo, come gomiti, ginocchio, retro nuca, mani e piedi, gli strati dell’epidermide coinvolti sono principalmente lo strato lucido e lo strato corneo e ciò aumenta l’impermeabilità della cute. L’iperproliferazione avviene soprattutto nel corneo in cui la matrice extracellulare lipidica è costituita da ceramidi, colesterolo, acidi grassi a lunga catena in definito in un rapporto molare 1:1:1 (rapporto in peso: ceramidi 50%, colesterolo 35-40%, acidi grassi saturi 10-15%), critico e funzionale alla normalità della barriera. Per migliorare l’assorbimento percutaneo dei principi attivi applicati sulla cute psoriasica, da tempo la ricerca dermocosmetica è impegnata nello sviluppo di formulazioni sempre più avanzate e sofisticate, in grado d’incrementarne la penetrazione percutanea e l’efficacia terapeutica. Favorire questo processo a favore di una preparazione topica è molto complesso poiché è influenzato da numerosi fattori: biologici, chimico-fisici, formulazioni e veicoli farmaceutici. I dermocosmetici, come i farmaci, infatti, oltre ai principi attivi, sono composti da una serie di molecole necessarie a conferire forma, consistenza, colore, profumo, idratazione, ecc. Molte di queste sostanze chimiche non vengono assorbite perché le loro dimensioni sono tali da non permetterne la penetrazione tramite la fisiologica barriera cutanea, e quindi ancor più attraverso l’ispessimento proprio delle placche psoriasiche. Sono stati segnalati gradienti di permeabilità crescente nella cute normale (plantare, avambraccio, cuoio capelluto, scroto, faccia posteriore del padiglione auricolare) che vanno incontro a un relativo peggioramento in caso di psoriasi e che risentono anche di altri parametri quali la densità degli annessi, il contenuto di lipidi intercellulari, la disidratazione della pelle che riduce le dimensioni dei pori, la contrazione degli spazi intercheratinici nello strato corneo che riduce il coefficiente di diffusione e la velocità di assorbimento delle sostanze idrosolubili. Riassumendo, tutto ciò che induce un ispessimento cutaneo porta a una ridotta penetrazione e i processi patologici possono compromettere la barriera in più modi: influenzando direttamente la composizione di proteine e lipidi (per esempio: ittiosi, dermatite atopica e dermatite da contatto), oppure come già detto, causando una modificazione dello strato corneo per uno stato infiammatorio o un’alterazione del processo di proliferazione dei corneociti, come nella psoriasi quando la pelle già secca e fragile, si presenta infiammata ed è più predisposta al prurito e altri fastidi che la rendono ancor più fragile e sensibile. Ridurre lo stato infiammatorio dei tessuti in corso di psoriasi a placche volgare stabile e assicurare una maggiore emollienza soprattutto in presenza di placche ipercheratosiche, è il target del trattamento topico negli adulti, per esempio con un unguento a base di Calcipotriolo + Betametasone, e per migliorarne l’efficacia assumono grande importanza le caratteristiche del veicolo, della preparazione e degli eccipienti perché hanno un ruolo attivo e fondamentale nel potenziare l’assorbimento percutaneo influendo sulle caratteristiche dello strato corneo, sulla sua idratazione e sul rapporto ripartizione/diffusione dei principi attivi. Gli unguenti, le paste anidre e le emulsioni A/O funzionano come sistemi lipofili, favoriscono la penetrazione cutanea e apportano dei vantaggi garantendo una maggiore occlusività e quindi, con la loro maggior azione emolliente, una benefica azione sulle placche psoriasiche ispessite come rilevato. Inoltre la minima quantità di eccipienti ne determina la tollerabilità mentre il livello di penetrazione del principio attivo attraverso la cute e le placche psoriasiche risulta avere la stessa sovrapponibile equivalenza nella penetrazione degli attivi formulati in crema o in schiuma (“Skin Penetration of Betamethasone and Calcipotriol when veiculated in an ointment or cutaneous foam formulazion: a skin absorptiom study using a reconstructed human epidermis model” Archives of clinical % experimental Dermatology Vol. 4 Iss 2 – Massimo Milani e Francesca Colombo).