A settembre torna l’originale convegno che unisce arte e dermatologia per fornire al medico più funzionali metodi di diagnosi
Sono sempre stato affascinato dalla rappresentazione dettagliata degli aspetti clinici delle patologie cutanee che si ritrovano in gran parte dei testi e nelle pubblicazioni di scuola francese, che attribuivano anche a un minimo segno clinico differenziale, il valore possibile di entità nosologica. Inizia in questo modo il racconto del Prof. Massimo Papi, dermatologo di lungo corso e ideatore di Dermart, su come sia nata l’idea di questo particolare format congressuale che da anni unisce arte e Dermatologia in un connubio che continua a stupire per originalità e validità dei contenuti. “Sembrava eccessivo agli occhi di un giovane dermatologo – continua Papi – questa grande quantità di patologie con aspetti clinici differenti minimi, alla quale si dava dignità di malattia anche se, a volte, associata ai termini variante o forma. Negli anni più recenti, con le nuove acquisizioni in ambito genetico, molte di queste note cliniche, apparentemente prolisse, hanno avuto la loro giustificazione biologica. La rappresentazione descrittiva di svariate dermopatie mediante termini acquisiti dal vocabolario delle “belle arti” ha avuto un ruolo decisivo nella diffusione della nostra disciplina e quindi fa parte del nostro patrimonio culturale. Da questa consapevolezza, è nata in me l’idea che noi dermatologi capiamo a fondo l’importanza dell’analisi estetica che effettuiamo, magari anche inconsapevolmente, quando ci troviamo davanti a un paziente effettuiamo, così come di tutti i sistemi di rilevamento dei dati che vengono di conseguenza attivati dai nostri organi e sistemi: il risultato finale di questa serie di operazioni è la formazione di un’immagine nel cervello. La descrizione morfologica di questa immagine dovrebbe essere sempre effettuata in maniera metodica, preferibilmente ad alta voce come era abitudine di alcuni maestri di dermatologia di qualche anno fa. La comparazione e l’anello di congiunzione con le immagini dell’arte diviene in questo modo quasi naturale, perché spesso gli elementi descrittivi ci vengono suggeriti da queste ultime”.
Insomma, Dermart come sistema didattico capace di insegnare una nuova modalità di approccio clinico?
Sono convinto che la possibilità di osservare la cute da un’angolatura diversa possa consentire l’individuazione di nuovi elementi clinico-patologici e di rivedere quelli cristallizzati nel corso dei decenni. Una possibilità è offerta dal confronto delle patologie cutanee con aspetti caratterizzanti numerose opere d’arte visuale. L’opportunità di approfondire e allenare la nostra capacità percettiva degli elementi artistici, consente di essere più rapidi, precisi e innovativi nell’interpretare le dermopatie cutanee. Anche le più attuali metodiche d’indagine strumentale tecnologicamente avanzate, come l’epiluminescenza digitale per i nei e altre patologie, si basano su un’analisi di tipo visuale che può essere confrontata e arricchita con i modelli di analisi artistica. La piacevolezza dell’analisi dell’arte e il raffronto con la clinica dermatologica e viceversa, offre una dimensione ulteriore alla professione del dermatologo. è una terza dimensione che interpreta la disciplina anche sul piano psicologico e che favorisce un’analisi a 360 gradi degli esseri umani che ci chiedono un consiglio.
Perché quindi è utile partecipare a Dermart?
Perché Dermart è un’esperienza dell’anima che si ha il piacere di ripetere ogni anno.
Ringraziamo il Prof. Massimo Papi e condividiamo alcune informazioni tecniche relative all’evento. L’appuntamento per l’inizio dei lavori è previsto venerdì 25 settembre alle 15.00 presso il Museo /Ninfeo dell’Enpam a piazza Vittorio Emanuele, a Roma. Qui si svolgeranno la cerimonia di inaugurazione e le prime due sessioni: la prima intitolata “Il trionfo del colore” e la seconda “Arte e medicina: quale futuro? Workshop tra giovani artisti, dermatologi e storici dell’arte. Sabato 26 Settembre, invece, il convegno cambierà sede e si sposerà presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, a partire dalle ore 9.00. Tra le sessioni della seconda giornata: “Prurito e stati desquamanti del cuoio capelluto”; “Cute da leggere: interrogazioni letterarie”; “Dermatologia Pediatrica e funghi; “Novità nelle ulcere infiammatorie”; “Dalla clinica alla Dermoscopia, all’Istologia. Lesioni pigmentate infiammatorie a quiz”. Molte delle presentazioni saranno interattive o a quiz, come si evidenzia dall’ultimo titolo riportato, mentre largo spazio sarà dedicato alla discussione che ruoterà attorno alla disamina di una selezione di immagini dell’arte visuale che aiutano a decifrare le manifestazioni cutanee, per un’analogia formale basata sull’interpretazione di colori, linee e forme e della psicologia dei personaggi ritratti. Infine, vale la pena di ricordare, che l’incontro non sarà rivolto ai soli dermatologi ma ai medici di varie specialità come psicologi, biologi, e anche infermieri, artisti e storici dell’arte. Viste le richieste è consigliato iscriversi per tempo.





