La medicina estetica oggi: riequilibrare e biostimolare

del Dott. Enrico Massidda, Medico Estetico, Sardegna e Milano, Coordinatore SIME Sardegna

Un medico estetico ci spiega il suo metodo di intendere la sua professione: dall’importanza dell’ascolto sino all’utilizzo delle nuove tecnologie

Achi mi chiede qual è il ruolo principale che il medico estetico svolge nel valorizzare il viso di una paziente, rispondo deciso: studiarlo nel suo insieme e suggerire il miglior percorso clinico che ne rispetti le proporzioni ed eviti un’affannosa correzione dell’inestetismo che spesso rende unici e particolari. Dopo quasi 30 anni di professione, con più di 12.500 interventi eseguiti, ritengo questa la mission sia del medico estetico che del chirurgo plastico. Un approccio, quindi, che esula dal mero intervento tecnico ma che ha nell’ascolto, nel consiglio professionale ma anche nella collaborazione con il paziente stesso i suoi fondamenti. Per questo, non smetterò mai di ripetere che una fase principale della professione è la prima visita. A partire dall’accoglienza del paziente, quando bisogna farlo sentire a proprio agio e permettergli di aprirsi, in modo da condividere le sue paure, parlare dei risultati che vorrebbe ottenere e di quelli realmente ottenibili, indagando con discreszione sui motivi più profondi alla base della sua richiesta, spesso traducibile in un vero richiamo di aiuto. Ascoltare senza preconcetti quanto viene “raccontato” accompagna un’accurata visita che consta di un’anamnesi, di un esame obiettivo e di un check-up cutaneo. Analizzare chi abbiamo davanti, eseguire una corretta diagnosi e successivamente proporre un’adeguata terapia sono le irrinunciabili tappe di una prestazione medica di successo, che non termina con il trattamento scelto, ma spesso si continua con la prescrizione di un’appropriata cosmesi manutentiva domiciliare, specifica per età e tipo di pelle. La prima visita, talvolta sottovalutata, rappresenta il primo step di un percorso articolato che inizia dalla prevenzione, poi diventa cura e manutenzione quotidiana e infine, eventualmente prevede un certo tipo di correzione. L’obiettivo ultimo è far star bene i pazienti nella loro pelle, mettendo la propria esperienza al servizio del loro benessere. Naturalmente, però, umanità e comprensione non bastano, bisogna infatti avere competenze derivanti da una formazione adeguata, necessaria per mettere a punto protocolli terapeutici efficaci e personalizzati. Abbiamo oggi disposizione tecnologie aggiornate che insieme agli ultimi ritrovati della scienza ci permettono trattamenti altamenti performanti, capaci non solo di restituire volume o correggere, ma anche di stimolare la rigenerazione cutanea, in modo da curare da un lato e prevenire dall’altro. Tra gli strumenti che, a parer mio, meglio rispondono a queste caratteristiche, voglio parlare della mia esperienza con un particolare tipo di filler (Agex Fill) che non solo agiscono sull’incremento volumetrico delle aree trattate ma hanno anche una capacità di biostimolazione. Ossia di agire sui fibroblasti, incentivando il naturale processo di sintesi del collagene e dell’elastina. Il prodotto, che a dire il vero non può essere classificato propriamente come un filler puro né come un biostimolante puro in quanto è entrambe le cose, deve la sua efficacia a una particolare tecnologia chiamata lalobilayer® che consiste in una stratificazione di acido ialuronico cross-linkato alternato a strati di acido ialuronico libero. Il vantaggio è che nel tempo si assiste a un riassorbimento dell’acido ialuronico crosslinkato e un graduale rilascio di quello libero. Questo si traduce in una duplice azione: appena iniettato il prodotto si comporta come un filler per la presenza della frazione crosslinkata a potere riempitivo, nel tempo diventa invece un vero e proprio biostimolante grazie al rilascio dell’acido ialuronico libero. Quest’ultimo ha un peso molecolare di 500.000 Da, caratteristica che ne fa un elemento essenziale per l’azione biostimolante. È stato dimostrato, infatti, che l’acido ialuronico libero con peso molecolare variabile tra 200.000 e 500.000 Dalton ha il più alto potere biostimolante rispetto ad altri pesi molecolari, sollecitando la proliferazione dei fibroblasti e inducendo la produzione endogena di nuovo collagene, acido ialuronico ed elastina. Ma la cosa veramente importante è che stimola soprattutto la formazione di collagene di tipo III, cioè quello tipico della pelle giovane, a differenza di altri prodotti che sembrano influire maggiormente sulla produzione di collagene di tipo I, che invece è più fibroso e meno elastico. Inoltre, come già accennato, Agex Fill influisce positivamente anche sulla produzione di elastina, migliorando la texture cutanea. Grazie a tutte le caratteristiche sopra elencate, nella mia pratica clinica il prodotto è risultato estremamente versatile, permettendomi di ottenere sia una biostimolazione che la bioristrutturazione di viso, collo, décolleté e mani, ma anche ridefinire le labbra ed eseguire una riarmonizzazione del volto. E soprattutto mi ha permesso di ottenere risultati eccellenti sia in soggetti più giovani, dove può essere impiegato come trattamento preventivo antiage, mantenendo un look naturale e migliorando la skin quality (foto in alto), sia in soggetti più maturi, dove può essere impiegato come curativo di una cute che ha subito un danneggiamento a seguito del cronoaging, photoaging e altre condizioni legate allo stile di vita. Passando all’aspetto pratico, per avere un’azione stabile, graduale e duratura, il mio consiglio è di effettuare più sedute, con una frequenza di almeno una seduta al mese per 3 mesi da ripetere dopo 3 o 6 o 12 mesi a seconda dell’età e del grado di aging cutaneo. In questo modo si otterrà un miglioramento della skin quality. Sempre secondo la mia esperienza, la soddisfazione da parte del paziente è notevole. L’azione riempitiva immediata permette, infatti, di vedersi subito meglio. Nel tempo, invece, emergono i risultati della bioristrutturazione dei tessuti, che rendono la valutazione dei risultati da parte del paziente un’esperienza ancora più positiva. Se invece si vuole ottenere un effetto volumizzante più importante, della stessa linea fanno parte altri filler che conservano le caratteristiche fin’ora descritte (Agex Fill Volume e Agex Fill Ultra). Infine, non ultimo, qualche informazione sulla sicurezza che deve sempre rimanere un elemento irrinunciabile. Il prodotto è realizzato attraverso un processo produttivo a bassa temperatura e lunga durata, che permette di controllare il grado di reticolazione, riducendo al minimo l’utilizzo del BDDE (1,4-Butanediol diclicidil etere, un agente crosslinkante utilizzato per stabilizzare la gran parte degli acidi ialuronici). Inoltre, l’acido ialuronico cross-linkato è sottoposto a una fase di purificazione di circa 24 ore con dialisi (WFI). Ciò consente di ridurre notevolmente il BDDE libero residuo e di ridurre ulteriormente il rischio di effetti collaterali con un ottimo profilo in termini di stress ossidativo. Un livello di qualità che permette sogni tranquilli.