Home dermatologia La detersione della pelle atopica oggi

La detersione della pelle atopica oggi

La DA in italia colpisce un adulto su dieci e un bambino su quattro, eppure ancora oggi esistono molti dubbi riguardo la sua corretta gestione quotidiana

Dott.ssa Lucia Villa, Dermatologa, San Benedetto del Tronto (AP)

Il 14 settembre si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale dedicata alla Dermatite Atopica. Un’occasione per fare luce su una delle patologie dermatologiche più diffuse in Italia dove colpisce un adulto su dieci e un bambino su quattro. Per l’occasione a Bologna è stata presentata una campagna intitolata “In difesa della pelle“, organizzata da Apiafco-Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza. Abbiamo parlato di questa diffusa malattia con la dottoressa Lucia Villa, dermatologa di lungo corso, per anni operante presso la Clinica Dermatologica San Lazzaro di Torino oltre che autrice di svariate pubblicazioni, molte delle quali dedicate proprio alla Dermatite Atopica.
“Conosciuta anche come eczema atopico, la dermatite atopica è la manifestazione cutanea dell’atopia, una condizione che, è caratterizzata dalla reazione eccessiva agli allergeni ambientali, che può colpire anche altri organi, come gli occhi e i polmoni. Una malattia, però, per la quale oggi esistono terapie efficaci volte al ripristino della barriera idro-lipidica cutanea compromessa dalla malattia. Come ben sanno gli specialisti – continua la dott.ssa Villa – qualsiasi approccio terapeutico parte dal presupposto che quella che si va ad affrontare è una malattia infiammatoria cronica della pelle, particolarmente diffusa nei bambini, ma che può persistere o manifestarsi anche in età adulta[1]. Una condizione che compromette la funzione della barriera cutanea, dando luogo a secchezza, prurito intenso e infiammazione, che non solo influiscono sulla salute fisica, ma impattano profondamente anche sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie[2]. La gestione efficace della dermatite atopica richiede quindi un approccio integrato che combini una corretta igiene della pelle, l’uso regolare di emollienti e ingredienti attivi, oltre a farmaci topici nei periodi di riacutizzazione”.
Parliamo di igiene quotidiana…
Come è da tempo noto, nei soggetti affetti dalla patologia, la barriera cutanea, baluardo a difesa della perdita d’acqua transepidermica (TEWL) ma anche della penetrazione di irritanti e allergeni [3], risulta compromessa a causa di alterazioni della struttura lipidica dello strato corneo e di mutazioni di proteine chiave come la filaggrina. Queste alterazioni facilitano quindi l’infiammazione e il prurito cronico. La routine di pulizia adeguata, quindi, dovrebbe essere finalizzata all’eliminazione di sostanze inquinanti, sebo in eccesso e allergeni che possono aggravare i sintomi. Tuttavia, ciò non vuol dire affidarsi automaticamente a detergenti aggressivi. Questi ultimi sono infatti spesso caratterizzati da un pH alcalino e tensioattivi anionici irritanti, che possono danneggiare ulteriormente la barriera cutanea, intensificando secchezza e infiammazione[4,5]. Per chiarire, le linee guida internazionali raccomandano bagni di breve durata (5-10 minuti) con acqua tiepida, seguiti dall’applicazione immediata di emollienti per mantenere idratazione e funzione barriera. In particolare, per i bambini con dermatite atopica, le linee guida europee suggeriscono immersioni in acqua a temperature tra 27 e 30 °C, che non superino alcuni minuti, preferibilmente con l’aggiunta di oli da bagno [6].
Quanti bagni sono raccomandati?
Non vi sono indicazioni precise sulla frequenza settimanale dei bagni, e studi recenti indicano che sia praticare il bagno quotidianamente sia due volte a settimana non comporta differenze significative nella gestione della malattia[7]. Semmai, attenzione deve essere data alla scelta dei prodotti detergenti, che devono essere delicati, con pH fisiologico, e privi di ingredienti potenzialmente allergizzanti come fragranze e conservanti.
Come istruire il paziente e la sua famiglia ad adottare una corretta detersione?
L’educazione è un aspetto fondamentale per prevenire l’aggravamento della dermatite atopica. È importante informare sulle possibili reazioni avverse legate all’uso di cosmetici e detergenti non adatti, soprattutto quelli contenenti allergeni comuni come fragranze, parabeni, e conservanti aggressivi che possono scatenare dermatiti da contatto allergiche o irritative. Andrebbe spiegato che un detergente specifico per dermatite atopica deve contenere tensioattivi delicati non ionici o anfoteri, ingredienti emollienti e idratanti come la glicerina, e sostanze antinfiammatorie e lenitive in grado di calmare rossori e irritazioni, riducendo il prurito. Queste formulazioni rispetto a quelle schiumogene, sono più delicati, riducendo il rischio di allergie e la presenza di ingredienti nutrienti favorisce la guarigione e il miglioramento dell’aspetto cutaneo. Inoltre, il ricorso a formulazioni oleose o in olio, rispetto a detergenti schiumogeni tradizionali, può risultare indicato in soggetti intolleranti ai saponi ma anche per chi ha una pelle particolarmente sensibile perché, oltre a ridurre il rischio di allergie, forniscono un’idratazione profonda e protezione contro altre irritazioni.
In conclusione, può sintetizzare qual è il modo più efficace per prendersi cura della dermatite atopica? Si deve puntare a un equilibrio tra controllo dell’infiammazione, rispetto della barriera cutanea e prevenzione delle recidive. La sinergia tra terapia medica, skincare personalizzata e educazione terapeutica consente di limitare l’impatto fisico ed emotivo della malattia, migliorando significativamente il benessere globale dei pazienti, piccoli o grandi, che ne sono affetti.

Bibliografia:

1. Arents BWM, van Zuuren EJ, Hughes O, Fedorowicz Z, Flohr C. The future is now: the Global Atopic Dermatitis Atlas (GADA). Br J Dermatol. 2023 Nov 16;189(6):761-763. doi: 10.1093/bjd/ljad286. PMID: 37566747.
2. Czarnowicki, T.; Krueger, J.G.; Guttman-Yassky, E. Skin barrier and immune dysregulation in atopic dermatitis: An evolving story with important clinical implications. J. Allergy Clin. Immunol. 2014, 2, 371–379.
3. David Boothe, W.; Tarbox, J.A.; Tarbox, M.B. Atopic Dermatitis: Pathophysiology. Adv. Exp. Med. Biol. 2017, 1027, 21–37.
4. Keller, M., et al. (2020). “Management of Atopic Dermatitis: A Review.” American Journal of Clinical Dermatology , 21(3), 323-334.
5. Eichenfield, L. F., et al. (2014). “Guidelines of Care for the Management of Atopic Dermatitis.” Journal of the American Academy of Dermatology , 71(1), 116-132.
6. Wollenberg, A.; Barbarot, S.; Bieber, T.; Christen-Zaech, S.; Deleuran, M.; Fink-Wagner, A.; Gieler, U.; Girolomoni, G.; Lau, S.;Muraro, A.; et al. Consensus-based European guidelines for treatment of atopic eczema [atopic dermatitis] in adults and children:
Part I. J. Eur. Acad. Dermatol. Venereol. 2018, 32, 657–682, Erratum in J. Eur. Acad. Dermatol. Venereol. 2019, 33, 1436.
7. Hua, T.; Yousaf, M.; Gwillim, E.; Yew, Y.W.; Lee, B.; Hua, K.; Erickson, T.; Cheng, B.; Silverberg, J.I. Does daily bathing or showering worsen atopic dermatitis severity? A systematic review and meta-analysis. Arch. Dermatol. Res. 2021, 313, 729–735.