La dermopigmentazione meglio farla in ospedale

Dott.ssa Gloria Assalti, Farmacista Cosmetologa e Dermopigmentista dell’Ospedale Gemelli – Isola Tiberina di Roma

Poche Breast Unit offrono questo servizio gratuito per le proprie pazienti. L’esperienza dell’Ospedale Gemelli – Isola Tiberina di Roma

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 55.500 nuovi casi di tumore del seno (Stime AIRTUM-AIOM-Fondazione AIOM). Con questi numeri, questa neoplasia si presenta come la più frequente nelle donne, rappresentando il 30% di tutti i tumori femminili, in tutte le fasce di età. Dalla fine degli anni novanta si osserva una continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (-0,8%/anno), attribuibile a una maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e anche ai progressi terapeutici e della chirurgia. Purtroppo, però, il tumore della mammella costituisce ancora la più frequente neoplasia delle donne sopra i 65 anni (40%), anche se c’è un’età in cui la patologia, e un eventuale intervento di rimozione, pesano di più perché riguardano donne giovani, tra i 25 e i 44 anni: una fascia in cui l’incidenza è cresciuta, in appena sei anni, del 29 per cento. Un tumore al seno, è innegabile, sconvolge i progetti di vita, l’identità stessa di una donna, la percezione che ella ha di sé. Dubbi, angosce, speranze, si alternano e spesso rendono difficile compiere le scelte più adeguate. Ciò detto, non va sottovalutato che la notevole crescita demografica della popolazione anziana, le aspettative di vita, il miglioramento delle condizioni di salute e una vita di relazioni più soddisfacente anche in età matura, rendono necessaria una particolare attenzione, non solo all’esito delle cure, ma anche al risultato estetico degi interventi chirurgici. La chirurgia, infatti, è l’arma ancora oggi primaria e insostituibile per il cancro della mammella. Le tecniche d’intervento sono due: la conservativa e la demolitiva. Alla prima (quadrantectomia), si ricorre nel caso di tumori di piccole dimensioni, che vengono asportati insieme a una parte limitata del tessuto mammario sano circostante, e il risultato estetico è sufficientemente buono. La mastectomia è decisamente demolitiva, e comporta l’asportazione totale della mammella e quindi ha bisogno di una successiva chirurgia ricostruttiva.

Entrambe le tecniche possono avere però un impatto significativo sulla psiche delle pazienti. Questo fa dire che la lotta contro il tumore al seno inizia con la chirurgia ma continua ogni giorno dopo le dimissioni e comporta affrontare e rielaborare l’immagine corporea attraverso un lavoro psicologico importante, per accettare i segni e le menomazioni che da essa derivano. Un aiuto concreto può venire anche dalla dermocosmesi oncologica. Nel 2004 fui la prima professionista sanitaria a introdurre all’interno del reparto di oncologia dell’ospedale FateBene Fratelli dell’Isola Tiberina a Roma questa disciplina. L’intuizione, di unire la medicina estetica all’oncologia, fu del Prof. Carlo Alberto Bartoletti successivamente realizzata insieme al dott. Fulvio Tomaselli con cui, in qualità di farmacista-cosmetologa, abbiamo vagliato più di 1500 cosmetici al fine di identificare quali potessero essere utilizzati per prevenire e “curare” i danni cutanei consequenziali alla Chemioterapia (ad esempio unghie nere e malformate, desquamazioni, pruriti, etc.) e alla Radiodermite. Successivamente iniziammo a ricorrere alla dermopigmentazione dell’areola mammaria, una tecnica all’epoca pionieristica di tatuaggio medicale che permette di ottenere un effetto 3D del capezzolo mancante o acromico. Questo intervento è indolore e non traumatico e aiuta concretamente la paziente a recuperare appieno la propria femminilità perché può costituire un valido supporto nel percorso di riappropriazione di un’immagine corporea positiva. Il trattamento si realizza effettuando un progetto, ovvero il disegno dell’areola e del capezzolo, rispettandone le dimensioni, i colori, la presenza dei tubercoli di Montgomery. Quindi si esegue il tatuaggio che prevede una 2° seduta a distanza di un mese circa per mettere a punto eventuali criticità. L’idea nacque dal desiderio di offrire a tutte le donne operate al seno le nostre competenze in un ambiente sanitario sicuro. Si scelse infatti di lavorare all’interno di una struttura ospedaliera affinché fosse parte integrante di un percorso di umanizzazione delle cure per le pazienti che subiscono una mastectomia. Ora, dal 1° Gennaio 2024, l’ambulatorio di Medicina Estetica, diretto dal Prof. Emanuele Bartoletti, è presente presso la Breast Unit dell’Ospedale Gemelli – Isola di Roma, e io vi svolgo regolarmente l’attività di dermopigmentista aiutando tante donne a superare alcune delle loro ansie rispetto all’integrità del proprio corpo. Un importante ringraziamento va alle associazioni No-Profit Beatrice Onlus (la cui presidente è anche la Direttrice della Breast Unit) nata nel 2006 e Komen Italia che opera dal 2000 a livello internazionale. Senza il loro supporto, nulla si sarebbe attuato. Purtroppo, attualmente in Italia la dermopigmentazione del complesso areola-capezzolo è garantita solo da poche strutture ospedaliere, benché sia un reale supporto per le pazienti oncologiche che, dimesse dopo l’intervento, non ricevono informazioni sull’esistenza di questo trattamento né sulle strutture sanitarie dove effettuarlo. Capita così che spesso le pazienti si rivolgano a canali di informazione informali e non controllati, come i social media, affidandosi a dermopigmentatori non sanitari. La mia speranza è che questo meraviglioso progetto venga realizzato anche da altri ospedali e strutture sanitarie, rendendo il trattamento accessibile a tutte le donne in rosa.