Home chirurgia estetica medicina estetica Iperpigmentazioni: un altro studio sulla Cisteamina

Iperpigmentazioni: un altro studio sulla Cisteamina

Uno studio ha messo a confronto una formulazione topica a base di Cysteamina e la classica formula modificata di Klingman

Dott.ssa Michela Zazzaron, Medico chirurgo esperto in medicina estetica e tricologia

Nello scorso numero abbiamo pubblicato un interessante articolo firmato dalla Dott.ssa Michela Zazzaron dedicato a un innovativo protocollo dermocosmetico per il trattamento delle pigmentazioni del viso e del corpo a base di Cisteamina e Amide isobionica privo di idrochinone (Cyspera). Il testo spiegava come la Cisteamina sia il più semplice amminotiolo prodotto dal corpo umano a partire dall’aminoacido cisteina, presente anche nel latte materno, e come eserciti un’importante azione antiossidante. Oggi vale la pena ripercorrere la storia di questa molecola a partire dagli anni ‘60 quando il Prof. Walter Chavin (Wayne State University, Detroit), dimostrò la sua potente azione depigmentante, proprietà ribadita in una successiva ricerca dal Prof. Thomas Fitzpatrick, e la cui efficacia fu attribuita a tre meccanismi fondamentali. Il primo è di tipo enzimatico di inibizione dell’idrossilazione della tirosina e ossidazione della DOPA, nonché l’inibizione della perossidasi che impedisce la polimerizzazione dell’indolo; il secondo è un meccanismo chelante del ferro, l’ultimo è di tipo specificatamente antiossidante, con aumento dei livelli intracellulari di glutatione. Dopo diversi anni e numerosi studi, nel 2010, per la Cisteamina è arrivata la piena consacrazione grazie al Dermatologo Kasraee Behrooz che ha avuto l’intuizione di potenziarla con l’Amide Isobionica. I due attivi sinergici interagiscono col processo di melanogenesi, inibendo la tirosinasi e il transfer dei melanosomi ed esplicando un’attività antinfiammatoria, antiossidante e antiaging. Durante l’ultimo Congresso Agorà, nell’ambito di un interessante incontro dedicato proprio a questa molecola e alle sue potenzialità è stato ricordato un altro studio che merita di essere menzionato. Intitolato “Complesso isobion-ammidico di cisteamina versus la formula di Kligman per il trattamento del melasma: pari efficacia e rapida insorgenza d’azione” e condotto da Mukta Sachdev et al. tale studio è stato pubblicato sul Journal of Drugs in Dermatology (2024 Feb 1;23(2):9-16). Si tratta di uno studio di tipo clinico randomizzato controllato in doppio cieco, in cui si sono messi a confronto il trattamento gold standard per il melasma, ossia la formula Modificata di Klingman (mKF), tripla combinazione di idrochinone, tretinoina (o acido retinoico), e un corticosteroide con una formula a base di Cisteamina e Amide Isiobionica. I ricercatori hanno reclutato un totale di 80 pazienti suddivisi in 3 gruppi: cisteamina-ammide isobionica, placebo, formula mKF. Il punteggio del Melasma Area Severity Index modificato (mMASI) e la valutazione spettrofotometrica sono stati condotti al basale, alle settimane 4, 8 e 16. Sono stati inoltre raccolti la valutazione dermatologica, il feedback dei pazienti e la soddisfazione, inclusi i punteggi relativi alla qualità della vita. I risultati raccolti hanno evidenziato come alla settimana 4, i gruppi cisteamina isobionico-amide e mKF hanno mostrato un inizio d’azione equivalente in termini di mMASI e riduzione del contrasto della pigmentazione cutanea. La qualità della vita dei pazienti trattati è migliorata significativamente nel gruppo cisteamina isobionico-amide alla settimana 8 e ulteriormente alla settimana 16 (P < 0,001) rispetto al gruppo mKF, mentre il feedback e la soddisfazione dei pazienti sono stati maggiori con il prodotto cisteamina isobionico-amide rispetto a mKF. Allo stesso tempo, entrambi i due gruppi hanno ridotto significativamente la gravità del melasma e migliorato le condizioni generali della pelle con un’efficacia ancora comparabile alla sedicesima settimana. Lo studio ha quindi confermato come la preparazione a base di cisteamina isobionica-ammide abbia mostrato un rapido inizio d’azione e sia risultata efficace quanto la mKF rappresentando di fatto un’alternativa accettabile alla mKF per il trattamento a lungo termine del melasma. In più, molti esperti ritengono che l’uso prolungato di quest’ultima formulazione non sia raccomandato a causa dei potenziali effetti collaterali. Ai risultati di questi studi, può essere anche aggiunto quanto già evidenziato dalla dottoressa Zazzaron nel suo precedente articolo, ossia che il protocollo proposto (Cyspera) può essere integrato in moltissime procedure ambulatoriali anche per l’assenza di fotosensibilizzazione, rendendolo prescrivibile anche d’estate e in qualsiasi fototipo. Il fatto poi che non sia citotossico e che non determini atrofia cutanea né infiammazione transiente lo farebbe preferire per il trattamento di pigmentazioni in aree delicate come il contorno occhi e le mucose (labiale e genitale), e nella terapia della iperpigmentazione postinfiammatorie di varia natura. Le formulazioni disponibili sono caratterizzate da percentuali diverse di Cisteamina (Cyspera Original al 5% o Cyspera Intensive al 7%), e ciò rende il protocollo adattabile alle condizioni cliniche dei pazienti, consentendo tra l’altro di variare il numero di applicazioni a settimana (da 3 a 7 giorni a settimana) nonché la durata delle stesse (da 5 a 15 minuti di applicazione).