Inserire i fili permanenti secondo le buone pratiche

L’inserimento dei fili di trazione nel corso di interventi di ringiovanimento del volto necessita di un disciplinare ben preciso

Dott. Luca Cravero, Chirurgo Plastico, Torino

Da anni i fili di trazione permanenti costituiscono un’opzione alternativa al lifting chirurgico. Un limite al loro utilizzo è stato, in passato, il materiale con cui erano composti. Alcuni fili permanenti erano troppo duri, in quanto composti dallo stesso materiale con cui si producono i fili chirurgici di sutura permanenti, pertanto pur avendo una trazione ottimale, negli anni tendevano a usurare i tessuti sovrastanti superficializzandosi e risultando, a volte, palpabili. Un’alternativa largamente utilizzata sono i fili riassorbibili, realizzati nella maggior parte dei casi in polidiossanone (PDO), acido polilattico, o policaprolattone, tutti materiali duri che permettono una trazione efficace ma si riassorbono in pochi mesi, e, ovviamente, con il riassorbimento svanisce anche l’effetto di trazione. La richiesta di un risultato permanente ha, già da qualche anno, spostato la ricerca verso fili permanenti che conciliassero la capacità di trazione, la riproducibilità del risultato, la non palpabilità, e assicurassero un risultato naturale e “morbido” senza il rischio di effetti collaterali. Infinite Thread® sono il risultato della ricerca e degli studi fatti da Thread & Lift (Belgio): fili permanenti, realizzati in materiale perfettamente biocompatibile, morbidi, ma non elastici, con le punte arrotondate, ma dalla forte presa, che danno un risultato immediato e stabile negli anni, senza gli effetti collaterali dei fili sopracitati.
Chiediamo al dott. Luca Cravero, chirugo plastico di Torino di descriverci questo ultimo tipo di filo e la tecnica operativa di inserimento
Si tratta di un filo di trazione realizzato in poliestere rivestito di silicone solido, entrambi biomateriali studiati e utilizzati a scopo protesico da oltre 50 anni. Questi fili permanenti, se correttamente applicati (necessitano di specifico training propedeutico all’utilizzo) sappiamo che non danno problemi di rigetto, che la fibrosi intorno al filo è minima per cui sono facilmente removibili, in caso di necessità, che non limitano/inficiano eventuali indagini strumentali (TC/PET/RM) e sono facilmente visualizzabili con una semplice ecografia. La loro peculiare struttura li rende morbidi, cioè non si palpano, né possono superficializzarsi negli anni, ma nel contempo hanno un forte potere di trazione, dato dalla presenza di otto uncini dalle punte arrotondate, ma non flessibili, posizionati lungo il filo ogni 1,5 mm e orientati a 45° l’uno dall’altro, per un totale di 800 uncini per filo. Per quanto concerne la tecnica di inserimento, i fili vengono introdotti dall’area temporale e dall’area mastoidea, raggiungendo, con un decorso curvilineo al centro del volto e del collo, i tessuti ptosici, caduti con l’incedere dell’età, che hanno determinato la comparsa del solco naso-genieno, della piega della marionetta, del bargiglio e delle briglie del muscolo platisma al centro del collo. Questi fili agganciano tutti questi tessuti e li trazionano uniformemente indietro per tutto il loro decorso (circa 20 cm) in modo naturale e stabile. L’inserimento dei fili può essere associato, se necessario, alla liposuzione e/o a un lifting chirurgico con scollamento limitato e rimozione della sola cute eccedente.
Può illustrarci la tecnica d’intervento?
La mia personale tecnica, HDS (High Definition Smas) Thread Lifting, unisce l’eccezionale validità dei fili Infinite Thread® all’inserimento profondo degli stessi nello SMAS (Superficial Muscolar Aponeurotic System) – una struttura che giace più in profondità rispetto allo strato sottocutaneo dove abitualmente vengono inseriti i fili – con un decorso che consenta loro di agganciarsi a legamenti solidi del volto. Il posizionamento dei fili nello SMAS – lo strato che normalmente viene scollato e trazionato quando si esegue un lifting chirurgico profondo “deep plane” (considerato il lifting chirurgico più efficace) – unitamente all’aggancio dei fili ai legamenti solidi del volto e del collo, rende il trazionamento dei tessuti del volto e del collo molto stabile negli anni, al pari appunto di un lifting chirurgico profondo.
Potrebbe entrare più nel dettaglio?
Entrando nello specifico dell’intervento, esiste un’importante fase pre-operatoria dove si studia la/il paziente, si decide quanti fili inserire e soprattutto quale decorso essi dovranno avere: è la fase, se vogliamo, più artistica dell’intervento, quella in cui si disegnano i vettori dei fili, sulla base dell’effetto finale che vogliamo ottenere, con una particolare attenzione al disegno del collo dove i fili, dopo essere passati sotto il muscolo platisma, si incroceranno nella zona mediale per meglio definire l’angolo cervico-mentoniero, secondo una tecnica che si chiama “double crossing” (foto in apertura).

A sinistra la sequela della definizione dei percorsi che serviranno all’introduzione dei fili.
A destra i risultati ottenuti con i fili di trazione Infinite Thread, distribuiti in esclusiva in Italia
da Advanced Medical Aesthetic Solution srl

Terminato il disegno, occorre preparare il cuoio capelluto, disinfettandolo e disegnando il tragitto dove i fili si ancoreranno al capo in un piano profondo. Successivamente la/il paziente accede in sala operatoria dove, sotto effetto di una blanda sedazione, viene effettuata un’anestesia locale lungo il tragitto dei fili. Si procede quindi a effettuare un piccolo foro in corrispondenza dei punti disegnati per l’ingresso dei fili, che si trovano nell’area temporale per i fili del volto e nell’area mastoidea, cioè dietro l’orecchio, per i fili del collo. A questo punto si inserisce, sequenzialmente in ogni foro, l’ago a punta arrotondata, progettato per lo scopo da T&L che, seguendo il disegno preoperatorio a J, attraversa lo SMAS, attraversa i legamenti del volto chiamati “retaining ligaments” ed esce nei punti prestabiliti nella pianificazione preoperatoria. Una volta uscita la punta dell’ago, s’inserisce il filo Infinite Thread® nella sua cruna e si completa la fuoriuscita dell’ago che porta con se il filo. Successivamente si inserisce dallo stesso foro (temporale o mastoideo a seconda che si tratti il viso o il collo) nuovamente l’ago smusso che avrà un decorso inverso verso l’apice della testa, di circa 5 cm e che servirà a stabilizzare il filo in un piano profondo. Si ripete l’operazione per tutti i fili prestabiliti e alla fine, con la paziente seduta e collaborante, si fanno gli aggiustamenti finali. Un aspetto che mi piace molto dei fili Infinite Thread® è che il risultato è immediatamente definitivo; alla fine dell’intervento il chirurgo assesta i fili che restano stabili nel trazionamento fin da subito; il paziente, con le dovute attenzioni del caso, può ritornare alla vita sociale sin da subito non essendoci alcun “down time” post intervento al di là del fisiologico gonfiore legato al minimo trauma da ago e all’infiltrazione della soluzione anestetica. Inoltre, la possibilità di trazionare verticalmente i tessuti per circa 20 cm permette una ridistribuzione degli stessi molto armoniosa senza bisogno, nella maggior parte dei casi, di effettuare alcuna rimozione di cute, pertanto non solo non ci sono tagli, ma l’aspetto è anche estremamente naturale, “non tirato”: in pratica non si toglie, né si aggiunge nulla, semplicemente si riposizionano verso l’alto i volumi caduti in basso.
Un consiglio che vuole dare?
L’HDS Thread Lifting è un trattamento rivoluzionario nel campo del ringiovanimento del volto e del collo, perché unisce efficacia, stabilità nel tempo e naturalezza. è tuttavia essenziale che la/il paziente abbia ben chiaro che, anche se non ci sono tagli, è a tutti gli effetti un lifting coperto dello SMAS, quindi è normale che nei giorni successivi si possa avvertire fastidio legato alla trazione dello SMAS o all’ancoraggio dei tessuti nella zona del cuoio capelluto, fastidi transitori che possono comunque essere controllati con i comuni analgesici.