Intervista a cura di Sabrina Ciani
Si parla di una patologia piuttosto frequente che nel 68% dei casi colpisce pazienti di età superiore ai 50 anni. L’herpes zoster è un’infezione virale, spesso sottovalutata, ma capace di causare dolori persistenti e potenzialmente invalidanti soprattutto nei pazienti anziani e con difese immunitarie deboli. L’infezione è causata dalla riattivazione a distanza di anni addirittura o persino decenni del virus della varicella, che in alcune persone, ha la capacità di rimanere in forma latente nei gangli dei nervi periferici. Questa riattivazione può essere determinata dall’avanzare dell’età, da situazioni di forte stress, o dall’insorgenza di malattie croniche concomitanti come il diabete, malattie respiratorie, affezioni reumatiche e neoplasie. La malattia si manifesta con un intenso dolore unilaterale seguito dalla comparsa di vescicole a grappolo, piene di liquido. Di fronte a questo quadro clinico, il ruolo del farmacista è sicuramente quello di agire con la massima tempestività e guidare il paziente verso la terapia di supporto più adeguata, spiega Gaetano Leone, farmacista a Napoli.
Perché il virus attacca più in estate?
L’Herpes Zoster, comunemente noto come Fuoco di Sant’ Antonio, registra un aumento delle riattivazioni in estate principalmente a causa del sole intenso, del caldo e dello stress fisico che indeboliscono temporaneamente il nostro sistema immunitario. Quindi i raggi ultravioletti, le temperature elevate, la disidratazione nonché gli sbalzi termici con l’aria condizionata e i cambiamenti dello stile di vita sono i principali fattori che favoriscono l’insorgere della malattia durante le stagioni più calde, mettendo a dura prova le nostre difese biologiche proprio nel periodo dedicato al relax.
Dove si localizza più frequentemente?
L’herpes zoster ha la sua massima diffusione soprattutto a livello del torace e dell’addome, e la sua peculiarità è che si localizza solo su un lato del corpo; principalmente area intercostale. Sebbene la regione tronco-addominale sia la più colpita, non è l’unica. In circa il 15% dei casi, la riattivazione interessa il nervo trigemino. Quando questo accade, le manifestazioni cutanee e dolorose si concentrano sul viso, in particolare sulla fronte, sulla palpebra e sull’occhio. Questa specifica localizzazione, nota come herpes zoster oftalmico, richiede una particolare attenzione medica per il rischio di complicanze oculari.
La detersione, come lavare la zona e quali i prodotti da evitare?
La gestione dell’igiene durante l’infezione da Herpes Zoster deve mirare a mantenere la pelle pulita ed asciutta, riducendo al minimo il rischio di sovrainfezioni batteriche. Per evitare la rottura precoce delle vescicole, è fondamentale lavare la zona con acqua tiepida, e movimenti estremamente delicati, utilizzando un detergente neutro a pH fisiologico 7.
Quando iniziare la terapia e quale per massimizzare l’efficacia?
La terapia virale sistemica deve essere somministrata tassativamente entro le 72 ore dalla comparsa delle prime vescicole cutanee, così da evitare la rapida replicazione. Intervenire tempestivamente infatti, permette di bloccare la proliferazione virale, limitando l’estensione delle lesioni cutanee e riducendo drasticamente l’intensità del dolore acuto. Il ciclo terapeutico con farmaci antivirali specifici (come aciclovir, valaciclovir, famciclovir o brivudina) ha una durata standard compresa tra i 7 e i 10 giorni, e deve essere completato secondo le indicazioni del medico, anche se i sintomi dovessero migliorare prima
Il cerotto transdermico, cosa ne pensa, lo consiglia?
Il cerotto transdermico è uno strumento eccellente ed ampiamente raccomandato dalle linee guida, però non deve essere messo assolutamente durante la fase attiva con le vescicole. Al contrario, il dispositivo si rivela ottimale, sicuro e altamente tollerato nella fase post-erpetica, quando cioè viene posizionato esclusivamente su cute integra e completamente risanata, agendo in modo mirato e riducendo al minimo gli effetti collaterali sistemici.





