Home cosmetologia Dermatosi infiammatorie: la mia idea di skin-care

Dermatosi infiammatorie: la mia idea di skin-care

Dott.ssa Vincenza Palmigiano, Cosmetologa, Napoli

Una beauty routine specifica per le principali dermatosi croniche può aiutare a migliorare la vita del paziente e la sua aderenza terapeutica

È indubbio che le principali dermatosi infiammatorie croniche, come la dermatite atopica, la psoriasi e la rosacea, rappresentino condizioni a elevato impatto, sia clinico che psicosociale. Inoltre, il fatto che siano caratterizzate da un decorso che è quasi sempre recidivante, porta a una significativa compromissione della qualità di vita del paziente che, dopo anni di trattamenti e terapie non sempre efficaci, sovente manifesta sfiducia nei confronti del medico curante e delle terapie proposte. Il fenomeno della scarsa aderenza terapeutica e dell’abbandono tout court della cura – di cui molto si è scritto – sono fenomeni purtroppo frequenti e ciò non fa che peggiorare le principali manifestazioni cutanee di queste patologie. La mia esperienza di cosmetologa, da anni chiamata a dare risposte di “bellezza” a una vasta e variegata clientela tra cui anche donne e uomini che presentavano segni visibili di dermatosi gravi, mi fa dire che una corretta skincare quotidiana non costituisce solo un mero supporto, bensì un elemento integrante dell’approccio terapeutico, finalizzato al ripristino della barriera cutanea, alla riduzione degli effetti collaterali dei farmaci topici e alla prevenzione delle riacutizzazioni (flare up). Fattori che possono tradursi in un netto miglioramento dell’aderenza alle terapie farmacologiche. Ma quali sono i fondamenti per una corretta skincare per una pelle infiammata? Alle mie clienti spiego che tutto parte da una detersione accurata, finalizzata alla prevenzione della sensibilizzazione e al mantenimento della barriera epidermica. Per farlo nel migliore dei modi, questo gesto diventa imprescindibile e deve avvenire seguendo il criterio di affinità: bagni brevi ( 5-10 min) con acqua tiepida per evitare vasodilatazione, eritema e prurito. Raccomando, pertanto, olii lavanti o syndet (detergenti senza saponi alcalini) lipo-restitutivi a pH fisiologico o leggermente acido, con tensioattivi delicati e agenti surgrassanti. L’asciugatura deve avvenire sempre per tamponamento, evitando attrito meccanico. Analogamente, la rimozione del make-up dovrebbe privilegiare sistemi per affinità lipidica (oli, balsami o latti detergenti), seguiti da applicazioni lenitive come acque termali. È inoltre essenziale selezionare sempre prodotti privi di profumi, alcool denaturato, conservanti sensibilizzanti e oli essenziali, con formulazioni minimali e testati dermatologicamente su pelli sensibili. Entriamo adesso più nello specifico, esaminando la gestione dermocosmetica migliore a seconda della dermatosi di cui si soffre. Iniziamo con la Dermatite Atopica. L’obiettivo deve essere il ripristino della barriera lipidica e il controllo della disbiosi cutanea, in particolare della colonizzazione da S. aureus. L’applicazione di creme barriera entro pochi minuti dalla detersione (rule of 3 minutes) su cute umida è fondamentale per ridurre la perdita d’acqua transepidermica. Le formulazioni ideali contengono ceramidi, colesterolo, acidi grassi liberi e niacinamide per l’integrità di barriera, associati a post-biotici (derivati di Vitreoscilla filiformis) per il supporto del microbioma cutaneo. Sconsiglio, invece, l’utilizzo di oli vegetali ricchi in acido oleico per il potenziale effetto disgregante sulla barriera epidermica. La fotoprotezione deve essere quotidiana e ad ampio spettro mediante filtri minerali. Il make-up può essere impiegato solo in fase di remissione. Per una migliore resa e tenuta del trucco, consiglio di ridurre la desquamazione mediante l’uso di basi idratanti o unguenti emollienti. Particolarmente indicati sono fondotinta fluidi o in crema con agenti idratanti, da applicarsi delicatamente con spugnette prive di lattice. L’uso della cipria dovrebbe essere limitato alle fasi non attive della malattia, poiché può aumentare fenomenti quali la secchezza e il prurito. È inoltre importante evitare pennelli a setole rigide, in grado di provocare microtraumi e aggravare la disfunzione barriera. Parliamo ora di Psoriasi. In questo caso il fine è quello di contribuire a ridurre l’ipercheratosi e ripristinare la funzione barriera, oltre a controllare l’infiammazione cronica. Le formulazioni emollienti contenenti ceramidi, colesterolo e acidi grassi essenziali integrate da attivi lenitivi, quali niacinamide, pantenolo, allantoina, bisabololo e madecassoside, rappresentano la base della routine quotidiana. La fotoprotezione ad ampio spettro SPF 50+ è essenziale per prevenire il fenomeno di Koebner. Nella routine serale, l’utilizzo localizzato di cheratolitici come urea (a concentrazioni superiori del 10%) o acido salicilico (fino al 2%) favorisce la riduzione delle squame. In ultimo, consiglio di concludere il rituale con formulazioni occlusive a base di cere e burro di karité. In tema di make-up, sicuramente utile per migliorare il colore e la texture della pelle, la procedura inizia con l’applicazione di uno strato di crema ricca (con una percentuale bassissima di urea o acido ialuronico) sulla placca per renderla meno visibile. Si consigliano i fondotinta dalla texture cremosa e di evitare tecniche applicative vigorose che potrebbero sollevare le cuticole delle placche. Concludiamo con la rosacea, che come noto è una dermatosi caratterizzata da disfunzione neurovascolare e iper-reattività cutanea. La skincare si basa sulla riduzione dei trigger ambientali e vasomotori. Si raccomandano formulazioni lenitive contenenti acido azelaico, niacinamide ed estratti botanici ad azione vasoprotettiva come centella asiatica e derivati della liquirizia. Il supporto della barriera cutanea tramite ceramidi, acidi grassi essenziali, niacinamide e acido ialuronico contribuisce alla riduzione della sensibilità neurosensoriale. L’utilizzo continuativo di protezioni solari minerali ad ampio spettro SPF 50+ è imprescindibile. Nel make-up, tecniche di color correcting, con primer di colore verde chiaro, e texture leggere consentono una gestione cosmetica più efficace dell’eritema. In conclusione, alla luce della mia esperienza, ritengo che la skincare nelle dermatosi infiammatorie croniche rappresenti un elemento essenziale del percorso terapeutico integrato. In tal senso, un approccio comune a queste patologie, basato su detersione delicata, ripristino della barriera cutanea e fotoprotezione costante, che poi si declina in strategie specifiche per ciascuna di esse, può contribuire in maniera efficace al controllo clinico, alla riduzione delle riacutizzazioni e al miglioramento della qualità di vita del paziente.