Dai Polifenoli dei semi d’uva una cura per la DS

della Prof. Gabriella Pasqua, Professore Ordinario di Botanica, Sapienza Università di Roma  

La Dermatite Seborroica si può combattere con l’estratto di semi d’uva, un potente principio attivo naturale ricco di polifenoli

I polifenoli sono composti organici di origine vegetale ampiamente presenti nelle piante che li producono per loro vantaggio poiché svolgono fondamentali funzioni di difesa dagli animali erbivori, dai patogeni e dai fattori di stress ambientale. Inoltre attraggono gli insetti che compiono l’impollinazione e la dispersione dei semi. Se ne conoscono circa 5000 molecole che si trovano in molti alimenti come frutta, verdura, cereali, legumi, cioccolato, uva, vino, olio evo, tè e caffè. Chimicamente sono classificati in base alla loro struttura in acidi fenolici (acidi idrossibenzoici e idrossicinnamici), flavonoidi (flavonoli, flavoni, flavanoli, flavanoni, isoflavoni, proantocianidine), stilbeni e lignani. Studi scientifici mostrano che i polifenoli svolgono nell’uomo azione antibatterica e antifungina, antiossidante, cardiovascolare, antinfiammatoria, preventiva di diverse forme di cancro. Un team da me coordinato ha dimostrato l’attività antifungina dei polifenoli estratti dai semi d’uva. La variabilità e la resa dell’estrazione di composti fenolici e polifenolici da matrici di Vitis vinifera come dipendono dalla cultivar, dal clima, dall’irrigazione, dalla fertilizzazione del suolo e dalla tecnologia di processo1. Per poterli utilizzare nelle formulazioni di dermocosmetici e integratori alimentari è necessario che gli estratti abbiano un contenuto in principi attivi standardizzato per qualità e quantità, realizzabile solo se si segue il processo estrattivo in tutte le sue fasi a partire dalla filiera vitivinicola, utilizzando tecniche come la cromatografia liquida ad elevate prestazioni (HPLC/ DAD) e la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR). Gli estratti di semi d’uva coperti dal nostro brevetto e oggetto delle nostre pubblicazioni, hanno un’elevata attività antifungina verso infezioni da Candida, dermatofiti, Malassezia e Cryptococcus, paragonabile per efficacia al fluconazolo e in totale assenza di effetti collaterali2,3. Grazie alla loro attività antifungina, antibatterica, antinfiammatoria e antiossidante, gli estratti di semi d’uva ricchi in polifenoli, con alte concentrazioni di proantocianidine polimeriche, sono in grado di sostituire le terapie farmacologiche per la dermatite seborroica (DS). Infatti, anche se il meccanismo alla base di tale patologia è poco conosciuto, negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi scientifici in campo microbiologico, immunologico e genetico che dimostrano come sia determinante la proliferazione di funghi del genere Malassezia in particolare alle specie restricta e globosa e furfur. La complessa interazione tra Malassezia, cheratinociti e la risposta immunitaria contro un’alterata composizione lipidica della pelle gioca un ruolo determinante nei disturbi cutanei cronici quali Dermatite seborroica (DS) e forfora (forma lieve di DS). L’evidenza principale su cui si basa questo collegamento è che questi funghi sono presenti in numero elevato e che la DS risponde ai trattamenti con antifungini topici. La disponibilità di nuovi strumenti, come le analisi genomiche e proteomiche, hanno fornito una più chiara visione dei meccanismi patogenetici coinvolti. I risultati mostrano la produzione di fosfolipasi specifiche nei siti cutanei interessati dalla DS e dalla forfora e la presenza di molecole di segnalazione prodotte dalla Malassezia, tra cui l’acido oleico, la malassezina e l’indolo-3-carbaldeide [4]. La DS è un disturbo multifattoriale e le altre concause sono: predisposizione genetica e interazioni con i fattori ambientali, stress psico-fisico, attività delle ghiandole sebacee e nutrizione, alterazione dell’equilibrio del microbiota cutaneo e sviluppo di uno stato infiammatorio localizzato.

L’eccesso di sebo è correlabile con la proliferazione di Malassezia e dei batteri Staphylococcous aureus ed epidermidis [1]. Non va dimenticato che in alcuni casi si assiste anche ad una proliferazione di Candida [5]. La DS insorge nel 3-5 % della popolazione con poca distinzione tra sesso ed etnia, sebbene tenda a manifestarsi in modo più severo nell’uomo probabilmente a causa degli alti livelli di ormoni androgeni che influenzano l’attività delle ghiandole sebacee e la composizione lipidica favorendo la crescita di Malassezia. La forfora, forma più lieve della DS, colpisce la metà della popolazione mondiale. La manifestazione di ambedue le patologie è causa di stress psicosociale e comporta una riduzione della qualità di vita. Gli obiettivi terapeutici della DS sono focalizzati nell’eliminare i segni clinici e comprendono corticosteroidi topici, cheratolitici antimicotici topici e agenti antinfiammatori. Come è ben noto queste terapie, se usate per lunghi periodi o su grandi aree cutanee, causano effetti collaterali come atrofia cutanea con assottigliamento della pelle, dilatazione dei vasi sanguigni superficiali della pelle, ritardata guarigione delle ferite, riduzione della risposta immunitaria cutanea che aumenta il rischio di infezioni. Poiché sono frequenti recidive e riacutizzazioni della patologia si rende necessario valutare terapie alternative soprattutto per trattamenti prolungati. La nuova strategia terapeutica prevede l’uso di prodotti naturali antimicrobici che vadano a riequilibrare il microbiota cutaneo alterato. I polifenoli dell’uva sono in grado di eliminare e inibire la proliferazione di Malassezia, dello Staphylococcus aureus e di Candida in modo assolutamente naturale. La DS è stata anche correlata al progressivo declino delle nostre capacità antiossidanti in risposta alla formazione di radicali liberi potenziata da fattori ambientali e da stress. L’estratto di semi d’uva, oltre alla capacità di riequilibrare il microbiota del cuoio capelluto, è un potente antiossidante ed è efficace nel ridurre l’infiammazione, la desquamazione ed il prurito. Gli estratti di semi d’uva sono completamente atossici, approvati dalla FDA e utilizzabili anche in gravidanza ed età pediatrica.

Bibliografia
1. Simonetti, G., Brasili, E., & Pasqua, G. (2020). Antifungal activity of phenolic and polyphenolic compounds from different matrices of Vitis vinifera L. against human pathogens. Molecules, 25(16), 3748.
2. Brevetto n. RM2010A000636 “Estratti ottenuti da semi e/o vinacce di Vitis vinifera e relativi impieghi come agenti antifungini”.
3. Simonetti, G., D’Auria, F. D., Mulinacci, N., Innocenti, M., Antonacci, D., Angiolella, L., & Pasqua, G. (2017). Anti Dermatophyte and Anti Malassezia Activity of Extracts Rich in Polymeric Flavan 3 ols Obtained from Vitis vinifera Seeds. Phytotherapy Research, 31(1), 124-131.
4. Hay, R. J. (2011). Malassezia, dandruff and seborrhoeic dermatitis: an overview. British Journal of Dermatology, 165(s2), 2-8.
5. Adalsteinsson, J. A., Kaushik, S., Muzumdar, S., Guttman Yassky, E., & Ungar, J. (2020). An update on the microbiology, immunology and genetics of seborrheic dermatitis. Experimental dermatology, 29(5), 481-489.