Criolipolisi, alimentazione e massaggi: la mia tecnica

Per chi non ama il bisturi c’è la possibilità di ricorrere alla criolipolisi e a protocolli nutrizionali che la potenziano

Dott. Antonio Pacella Medico Estetico, Diabetologo, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, Sulmona (AQ)

II rimodellamento del corpo rimane tra le procedure chirurgiche estetiche più comuni eseguite in tutto il mondo. Negli ultimi anni la sua popolarità è cresciuta notevolmente grazie a risultati importanti, quali i miglioramenti estetici e numerosi benefici metabolici. Fino a qualche anno fa era impensabile avere a disposizione delle valide alternative al trattamento chirurgico, negli ultimi tempi però la ricerca ha messo a punto diverse tecniche lipolitiche effettuate senza bisturi. Anche alla luce di un sempre presente rischio di complicanze derivanti da metodiche, seppur di grande validità ed efficacia, come la liposuzione e la laserlipolisi. Complicazioni derivanti dall’anestesia, sovrainfezioni e, seppur in meno dell’1% dei casi, persino la morte. Possibilità, più o meno remote, che però spaventano moltissimo i pazienti che pensano di sottoporsi a interventi per un miglioramento estetico. In poche parole, la liposuzione è un’opzione terapeutica efficace per la rimozione del tessuto adiposo in eccesso, ma rimane una procedura chirurgica invasiva e comporta alcuni rischi. Le più innovative modalità di rimodellamento corporeo, e tra queste la criolipolisi è una di quelle più utilizzate e richieste, sono invece meno invasive perché sfruttano le proprietà fisiche del grasso, che viene differenziato dall’epidermide e dal derma sovrastanti, e poi distrutto selettivamente. Lo sviluppo di questa tecnica nasce negli anni ‘70 dall’osservazione clinica della pannicolite indotta dal freddo. Inizialmente descritta nei neonati, la condizione è stata riscontrata anche in pazienti adulti.

Da queste osservazioni si è giunti alla costatazione che i tessuti ricchi di lipidi sono più suscettibili ai danni indotti dalle basse temperature rispetto ai tessuti circostanti ricchi di acqua. nel 2007 Manstein et al. descrissero un metodo non invasivo per la riduzione del grasso che si fondava proprio sul congelamento. La metodica viene eseguita poggiando un applicatore sull’area target impostata a una specifica temperatura di raffreddamento per un periodo di tempo prestabilito. A essere colpiti sono gli adipociti mentre vengono risparmiati la pelle, i nervi, i vasi e i muscoli. Diversi studi preclinici e clinici effettuati negli ultimi quindici anni hanno valutato positivamente l’efficacia della criolipolisi per la riduzione dello strato di grasso sottocutaneo, mentre alcune ricerche hanno suggerito che l’aggiunta del massaggio manuale post-trattamento può aumentarne i risultati benefici anche solo un singolo trattamento. Più sedute replicate nel tempo portano a una crescita esponenziale dei miglioramenti. A oggi in letteratura scientifica si contano oltre 500 lavori nei Database Medline e Cochrane, che ne testimoniano la sicurezza, la quasi assenza di complicanze ove si sia rispettata la giusta selezione del paziente e in presenza di una giusta diagnosi, e soprattutto se vengono seguite le giuste indicazioni e istruzioni. Anch’io, nella mia esperienza, ho potuto constatare l’efficacia di della metodologia utilizzando prima un sistema chiamato Criolipolisi Clatuu di Lutronic, oggi evoluto come Clatuu Alpha, distribuiti dalla azienda Bioskin, che sfruttano il processo dell’apoptosi, che si verifica quando l’energia di raffreddamento viene fornita alle cellule adipose nell’area da trattare. Poiché il grasso congela a una temperatura più elevata rispetto ad altre cellule dell’organismo, le cellule adipose vengono distrutte senza danneggiare la pelle e i tessuti circostanti, e subito dopo, sono eliminate dal sistema linfatico, lasciando l’area trattata più magra e scolpita. La procedura è sicura, relativamente indolore e molto efficace nel ridurre le aree di grasso ostinate che non hanno risposto alla dieta e all’esercizio fisico. Il sistema di raffreddamento a 360°, grazie alla suzione della pelle negli applicatori viene erogato in modo efficiente nell’area selezionata. Personalmente, a oggi, ho raccolto una casistica di oltre 200 trattamenti e come specialista in Scienza dell’Alimentazione ho creato anche dei protocolli combinati con una dieta personalizzata specifica, integrazione nutrizionale o fitoterapia di supporto al risultato, oltre a unire l’efficacia di altre tecnologie (come l’ultrasuono focalizzato Scizer, il Cm Slim o la piattaforma multifunzione Robolex), senza rinunciare all’utilità delle tecniche ineittive. Tutti i miei pazienti trattati con la criolipolisi hanno osservato una riduzione del grasso nell’area trattata, misurata attraverso punti di reperte antropometrici, attraverso la plicometria e negli ultimi tempi anche attraverso il Body Scanner Styku. Ovviamente i percorsi sono sempre individuali. A seconda della situazione registrata al momento della visita medica, per alcuni è stata necessaria solamente una applicazione, mentre per altri si è reso necessario un percorso che è giunto fino a 4 trattamenti sula stessa area, a distanza di almeno 2 mesi l’una dall’altra.

In genere il tutto con un follow up fino a 6 mesi, che ha evidenziato una riduzione persistente del grasso, vmisurata con plicometrica del grasso localizzato sottocutaneo. Solo in alcuni pazienti si sono verificati piccoli effetti collaterali, come eritema, lividi, gonfiore, sensibilità e dolore nelle ore immediatamente successive al trattamento. Questi effetti collaterali si sono sempre risolti entro pochi giorni. Non si sono mai verificate ustioni, cicatrici, parestesie, ematomi, vesciche, sanguinamento, iperpigmentazione, ipopigmentazione o infezioni, in linea con quanto descritto in letteratura. Su un ampio numero di questi pazienti ho svolto un’indagine conoscitiva per comprendere sia i motivi per cui hanno deciso di accettare questo tipo d’intervento, sia il loro gradimento finaler. Fra i primi le risposte più frequenti riguardavano la scarsa invasività, il facile ritorno alla quotidianità (molti professionisti optavano per fare il trattamento in pausa pranzo), la velocità della procedura e il fatto che fosse indolore. Vengono altresì apprezzati il ridotto tempo di inattività richiesto dopo il trattamento e il facile ritorno all’attività fisica settimanale, l’assenza di anestesia o di incisioni, la sicurezza ed efficacia comprovate, i risultati naturali e permanenti, il fastidio minimo paragonabile a un lieve bruciore che scompare in pochi minuti. .La maggior parte aveva saputo della metodica grazie al passaparola. In conclusione, mi sento di affermare che si tratta di un trattamento confortevole, tant’è che spesso, mentre opero, i pazienti sono in grado di leggere, ascoltare musica o addirittura fare un pisolino durante la procedura.