La cellulite si batte con il confronto

di Danilo Panicali

Formazione e contributi internazionali durante la XXXIII edizione del Congresso Nazionale della Medicina Estetica

Studio, ricerca e informazione sono le tre linee guida che sin dall’inizio hanno ispirato e accompagnato i membri fondatori della Società Italiana di Medicina Estetica nella preparazione e svolgimento delle attivita’ dell’organizzazione. Negli anni, sotto l’attenta guida del prof. Carlo A. Bartoletti, il Congresso nazionale è divenuto cosi’ un momento di fondamentale importanza per i medici estetici che hanno trovato in esso un valido supporto alla propria professione, e un momento di aggregazione e soprattutto confronto con realta’ anche diverse da quelle nazionali. Sulla stessa lunghezza d’onda, anche l’edizione di quest’anno, la XXXIII per la precisione, che ha ospitato anche il VII Congresso Nazionale dell’Accademia Italiana di Medicina Anti-Aging, ha visto la partecipazione attiva della Società Argentina di Medicina Estetica (SOARME), facente parte della UIME. Da tempo impegnata nello studio della PEFS, la SOARME ha cosi’ portato il suo prezioso contributo al tema principale dell’appuntamento, ovvero la Pannicolopatia edematofibrosclerotica, una patologia sulla quale molto è stato detto negli anni passati e che è ancora in attesa di una definizione clinica condivisa. Un up to date esaustivo sull’inquadramento clinico, sulle stadiazioni, sulle principali indicazioni terapeutiche e sulla validita’ dei trattamenti proposti. Ma i motivi di interesse non si sono limitati a questo. Tra i momenti di formazione, infatti, è doveroso segnalare i due Corsi precongressuali dedicati a temi che nelle ultime edizioni hanno suscitato crescente interesse: il ringiovanimento dei genitali esterni, svolto in collaborazione con l’Associazione Europea di Ringiovanimento e Chirurgia Plastica ed Estetica Genitale (ARPLEG), e l’Approccio alla tecnologia laser in Medicina Estetica. Per finire, molto interessanti i dati di un sondaggio effettato all’interno degli studi dei professionisti appartenenti alla SIME presentati proprio durante questa edizione. Grazie ad essi è stato possibile tracciare il profilo del paziente tipo che si rivolge al medico estetico. Tra i 30 e i 50 anni, che tenta principalmente di ritardare l’invec­chiamento cutaneo, con modelli estetici di riferimento stranieri. Attualmente le preferenze vanno a Belem Rodriguez per le donne e George Clooney per gli uomini. Per assomigliare ai quali, in media, si è disposti a pagare tra i 500 e i 2.000 euro all’anno. Ma tra tutti, il dato che più fa riflettere è che solitamente la decisione di ricorrere a uno specialista dell’estetica viene presa quasi sempre in seguito al consiglio di un amico/a o parente. Insomma il passaparola come prima fonte ispiratrice per l’intervento estetico.