Per un seno senza età: Mastoplastica additiva

La mastopessi, tecnica chirurgica di lifting del seno, ridona nuova morbidezza e tensione anche al decolletè più avvilito, e oggi può essere eseguita anche per conquistare qualche taglia in più

Di Paola Marchi

Dott. Carlo Alberto Pallaoro:
Specialista in Chirurgia Plastica
Tel 049665529 049665431 – Padova

Una recente indagine ha messo in evidenza che un intervento di chirurgia estetica al seno è fra i primi desideri delle donne italiane. Non sembra esserci una grande differenza fra le varie classi d’età, a dimostrazione che la salute e la bellezza di questo organo assumono uguale importanza nelle varie fasi della vita di ogni donna. Il seno è infatti fisiologicamente un organo destinato a diverse variazioni nel l’esistenza femminile. Dopo la puberta’ il tessuto mammario è sottoposto a uno stress mensile sotto gli effetti ormonali che ne determinano un leggero aumento di dimensione in prossimita’ con il ciclo mestruale. Poi gravidanza e allattamento provocano un repentino ingrossamento dovuto all’attivita’ ghiandolare. Infine, con la menopausa, termine del periodo fertile, il seno vede una parziale atrofia ghiandolare e un certo aumento della componente adiposa. Va da sè che quindi il seno è tra le prime parti del corpo a risentire del rilassamento. E non a caso, dato che il complesso mammario è sostenuto solo in parte dai muscoli pettorali, ma per lo più unicamente dal rivestimento cutaneo che fa parte della fascia anteriore del torace. Ecco che la sollecitazione dovuta agli sbalzi di dimensione delle mammelle si ripercuote esteticamente sulla pelle, che perde ben presto elasticita’ e tono. Un seno rilassato (ptosico) risulta come se avesse perduto parte del suo contenuto, presentandosi nei casi più estremi eccessivamente ”svuotato” e cadente. La ptosi mammaria può interessare la cute o i tessuti mammari interni (ghiandola e grasso) oppure entrambe le strutture.

Per un bel seno
Chirurgia Estetica Seno – Foto 1

Che fare? Il cedimento dei tessuti è un fenomeno normale e in parte fisiologico, anche se determinato per lo più da eventi come gravidanza e allattamento, sbalzi ponderali e menopausa. Il ricorso alle protesi mammarie piuttosto che all’intervento di lifting o la combinazione delle due metodiche è frutto della sintesi di fattori valutati dal chirurgo plastico estetico nel corso della visita preliminare.

Per un bel seno
Chirurgia Estetica Seno – Foto 2

Cosi’ commenta il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova ”Il chirurgo può lavorare solo con quello che gli porta la paziente: i suoi tessuti e le sue aspettativè’. L’individuazione della tecnica di risollevamento mammario più adatta è principalmente influenzata dalla valutazione del grado di ptosi e dal volume della massa mammaria, poi stara’ alla capacità ed esperienza dello specialista guidare la paziente alla scelta ideale. La semplice mastopessi non sempre è l’unica soluzione chirurgica, infatti: se la ptosi è moderata e i tessuti sono relativamente elastici, può essere sufficiente l’inserimento di una protesi, con la mastoplastica additiva. Per conseguenza dell’aumento di volume, il seno risultera’ più tonico e moderatamente sollevato vedere foto 1.

Per un bel seno
Chirurgia Estetica Seno – Foto 3

Negli altri casi, si ricorrera’ invece alla mastopessi (lifting del seno), per riportare le giuste proporzioni sia al ”contenitorè’ (pelle, troppo grande) sia al ”contenuto” (ghiandola e grasso: volume troppo esiguo) vedere foto 2.E se, oltre a risollevare, si volesse anche aumentare le dimensioni del proprio seno, allora la tecnica combinata di lifting e protesi sarebbe l’ideale per soddisfare entrambi i desideri vedere foto 3. L’intervento di mastopessi viene accuratamente programmato in base al grado di rilassamento muscolo-cutaneo. ”L’obiettivo – chiarisce il dottor Pallaoro – è che il seno venga non solo rassodato nella componente cutanea, ma sia migliorato il profilo e quindi la proiezione stessa della mammella. Nella maggior parte dei casi, se ben programmata, la mastopessi produce un effetto di riempimento sulla parte alta del seno, grazie al risollevamento chirurgico del complesso areola-capezzolo-ghiandola”. Dopo la somministrazione dell’anestesia locale e della sedazione endovenosa profonda, il chirurgo esegue la mastopessi seguendo le linee guida tracciate precedentemente. La tecnica prevede che le incisioni vengano realizzate nel distretto inferiore del seno, attraverso le quali si ha accesso alla ghiandola e alla componente adiposa. Viene quindi eliminato l’eccesso cutaneo e avvicinati i lembi per sollevare il contenuto del seno. Infine anche l’areola viene riposizionata in adeguata sede. Le suture, applicate per piani, residuano sottili cicatrici che a guarigione avvenuta risultano chiare e piane. La mastopessi lascia un esito cicatriziale a forma di T rovesciata (in corrispondenza delle tre incisioni praticate per il rassodamento: una circolare attorno all’areola, una verticale che dall’areola arriva al solco sottomammario, una orizzontale lungo il solco sottomammario).