Juvederm, riempimento per rughe

del Professor Giuseppe Sito – Napoli – specialista in urologia, endocrinochirurgia e chirurgia generale.

Nel complesso mondo dei fillers è giunto da qualche tempo un nuovo acido ialuronico che merita attenzione. Si tratta di un prodotto francese, della Società Corneal, certificata dalle norme ISO 9001 e EN 46001, e quindi degna della considerazione che queste certificazioni conferiscono. Si parla quindi di un prodotto ancora una volta riassorbibile, a conferma che esiste una precisa scelta di sicurezza nelle case produttrici, ancor più se si considera che

Juvederm altro non è che il medesimo ialuronico presente da tempo in altri affermati prodotti come Dermalive e Dermadeep; lo Juvederm, rappresenta proprio il veicolo degli agglomerati di hydrogel acrilico che conferiscono durata al filler. Molto interessante sembra essere il processo di fabbricazione dello Juvederm, troppo spesso nascosto da altre aziende ed invece reso ampiamente pubblico dalla Corneal. Lo Juvederm nasce per biosintesi, da fermentazione batterica del microrganismo Streptococcus Equi, non patogeno per l’uomo, ma solo per il cavallo e, una volta estratto in modo selettivo dalla coltura batterica, viene inoculato in un brodo di coltura che consente la moltiplicazione e la secrezione di acido ialuronico, quindi, il prodotto fermentato subisce un processo termico necessario per la distruzione degli Streptococchi, conferendo cosi’ la necessaria sicurezza d’uso.

L’acido ialuronico, viene ottenuto per successive filtrazioni e precipitazioni e le fibre vengono seccate e condizionate. Ma se ci si fermasse qui, l’acido ialuronico ottenuto, sia pur privo di residui proteici e con un’ eccellente garanzia di sicurezza, una volta iniettato, verrebbe, esattamente come capita all’acido ialuronico presente in noi, metabolizzato in pochi minuti, ed allora ecco che per conferire la necessaria stabilità e durata, si comincia ad introdurre il termine di reticolazione, che altri è definito come cross-linkaggio. Questo procedimento, viene di solito effettuato con l’integrazione di altre molecole che sono solitamente il vinil-sulfone, la formaldeide ed BDDE, (eterebutanedioldiglicidico) ciascuna dotata di una intrinseca capacità tossica che viene ben quantificata dalla misurazione della DL50 nel ratto.  Orbene il BDDE rappresenta la molecola con la DL50 più bassa! E se non fosse ancora sufficiente, nella fase finale della preparazione interviene un nuovo processo di purificazione, che ad un controllo cromatografico, mostra come più del 90% del BDDE ha reagito, cancellando quindi la massima parte del prodotto in uso e se si calcola che il residuo di BDDE è inferiore a 2 microgrammi per grammo di ialuronato di sodio-il prodotto finito- e che la DL50 per la BDDE è di 1100 milligrammi per chilo, è facile giungere al calcolo che in ogni siringa di Juvederm, sono presenti residui di BDDE inferiori a un microgrammo e che quindi la quantità residua di BDDE è più di 50 milioni di volte inferiore alla DL 50! Allo stesso modo, il residuo proteico, calcolato con il metodo di Lowry in campioni di più lotti, anche questi pubblicizzati senza alcun mistero dalla casa madre, dimostra come anche questo fattore di rischio immunogenico, sia davvero vicino allo zero. Ma dopo questa chiara motivazione biochimica che ci spinge ad affermare che Juvederm è come acido ialuronico un prodotto testato particolarmente purificato che offre ampia sicurezza, vediamone gli usi.

Juvederm, quale acido ialuronico, ha preziose funzioni: interviene quale scavenger dei radicali liberi, ha una funzione plastica e modellante, è un poternte antiossidante e la sua introduzione per via iniettiva, offre alla morfologia del viso un vero e proprio cocktail di bellezza.
Juvederm ha inoltre tre diverse formulazioni adatte ai difetti estetici del volto dal più delicato al più grossolano. Difatti Juvederm 18, grazie alla sua particolare fluidità, è adatto alle rughe fini e sottili, quali quelle della zampa d’oca, le perioculari e le peribuccali, ma si presta particolarmente bene al finissage di rughe profonde per la totale scomparsa dei segni superficiali. Juvederm 24, un pò più denso, trova la sua naturale collocazione nel derma medio, per la correzione delle rughe frontali, le rughe della glabella, che sono formate dalla combinazione dei movimenti agonisti ed antagonisti di quattro diversi muscoli, le rughe naso geniene di medio spessore e, qualora particolarmente marcate, le rughe del collo. Juvederm 30, è il tipo più denso e va iniettato un pò più profondamente, a livello del derma profondo, potremmo dire, per donare l’effetto plastico di sostegno. È evidente che va iniettato per la correzione delle rughe naso-geniene profonde, per ridare turgore e volume alle labbra e per il modellamento delle zone depresse del viso quali la regione malare e il mento.

E allora, consapevoli dei nuovi strumenti che ogni giorno ci vengono offerti e soprattutto gratificati dalla gran massa di notizie riguardanti la assoluta sicurezza di impiego di Juvederm, non ci resta che augurare a tutti buon lavoro!