Considerate per molto tempo inattive, le cellule senescenti svolgono in realtà una importante funzione anti invecchiamento
Le cellule senescenti stanno emergendo come attori chiave nella biologia dell’invecchiamento e nelle patologie correlate. La ricerca ha infatti evidenziato una loro presunta connessione con molteplici condizioni patologiche, tra cui cancro, malattie neurodegenerative, cardiovascolari e cutanee legate all’età. Esplorare i meccanismi che regolano la loro formazione, persistenza ed effetto può essere quindi cruciale per sviluppare nuove strategie terapeutiche mirate. Ma partiamo dall’inizio. La senescenza è un fenomeno biologico complesso che si verifica in risposta a diversi fattori come: stress cellulare, danneggiamento del DNA, infiammazione, esaurimento dei fattori di crescita, trattamenti pseudo terapeutici. Le cellule senescenti hanno perso la capacità di proliferare ma non quella metabolica e biochimica. A livello molecolare, si caratterizzano per l’aumento dell’attività della via p53/p21 e p16INK4a. Il gene p53 è noto come guardiano del genoma perché, quando si verificano danni irreparabili al DNA o segnali di stress cellulare, attiva la via di trasduzione del segnale che può portare alla senescenza cellulare o all’apoptosi. Nello specifico, può indurre l’espressione della p21: proteina che è un inibitore di chinasi ciclina-dipendente e regola il ciclo cellulare rallentando la progressione dalla fase G1 alla fase S. L’accumulo di p21 blocca la proliferazione cellulare e favorisce la senescenza. Il gene p16INK4a codifica, invece, per una proteina che agisce come inibitore della ciclina-dipendente chinasi 4/6 (CDK4/6), bloccando la fase G1 del ciclo cellulare. L’aumento dell’espressione di questo gene è anch’esso associato alla senescenza cellulare e alla capacità di arrestare la loro proliferazione. In sintesi, il pathway regola il processo di senescenza cellulare impedendo la proliferazione di cellule danneggiate o stressate, contribuendo al mantenimento dell’integrità genomica e alla prevenzione della formazione di cellule potenzialmente cancerose. Tale meccanismo è essenziale per garantire che le cellule rispondano correttamente ai danni e mantengano l’omeostasi cellulare nell’organismo. Allo stesso tempo le cellule senescenti producono e rilasciano una serie di fattori noti con il termine di SASP (Secretory Associated Senescenze Phenotype): infiammatori, citochine, fattori di crescita e proteine nell’ambiente circostante. Fattori che possono avere un effetto sia dannoso che benefico. Da un lato, infatti, possono provocare infiammazione cronica a livello locale sistemico, contribuendo allo sviluppo di malattie degenerative legate all’invecchiamento. Il rilascio di enzimi e fattori nocivi può inoltre danneggiare i tessuti circostanti compromettendone la funzionalità. Alcuni componenti del SASP possono poi influenzare negativamente il microambiente circostante favorendo crescita e diffusione delle cellule tumorali. Dall’altro lato però, alcune delle molecole rilasciate possono attirarne altre del sistema immunitario che rimuovono quelle senescenti danneggiate o apoptotiche, contribuendo al mantenimento dell’omeostasi. Inoltre, fattori rilasciati possono anche promuovere la rigenerazione dei tessuti danneggiati aiutando nel processo di guarigione. Discorso analogo per ciò che concerne la pelle: le cellule senescenti sono tra i meccanismi principali alla base dellaging e possono contribuire alla progressione delle malattie legate all’età. Queste si formano in risposta a diversi tipi di stress cellulare: una risposta utile a breve termine per prevenire la proliferazione di cellule danneggiate, ma che può causare danni a lungo termine se non vengono rimosse correttamente. In conclusione, le cellule senescenti possono essere considerate amiche perché hanno un ruolo importante nel mantenere l’integrità dell’organismo prevenendo la proliferazione di cellule danneggiate che possono diventare cancerose; possono contribuire alla rigenerazione tissutale partecipando a processi di riparazione e guarigione dopo lesioni o danni cellulari. Tuttavia possono essere anche nemiche in quanto capaci di secernere una serie di fattori che contribuiscono allo sviluppo di malattie legate all’invecchiamento, il loro accumulo può danneggiare i tessuti compromettendone la funzionalità e contribuendo alla progressione di malattie legate all’età. Fondamentale, quindi, mantenere un equilibrio tra la risposta al danno cellulare e l’eliminazione delle cellule senescenti per garantire una corretta funzionalità dei tessuti e prevenire lo sviluppo di malattie legate all’invecchiamento.





