Prof. Vincenzo Varlaro, Docente Master Medicina Estetica – Università di Roma Tor Vergata
Coperta del nostro pianeta, linfa vitale per l’ecosistema terrestre l’anidride carbonica è anche un farmaco dalle vaste potenzialità e applicazioni
L’anidride carbonica (CO2) è il “cibo della vita”, è il mattone da cui ha origine quasi tutta la materia organica grazie alla fotosintesi clorofilliana. Sebbene sia un prodotto di scarto della respirazione cellulare, la CO2 nel sangue agisce come regolatore del pH e come segnale per il Sistema Nervoso Centrale per controllare il ritmo del respiro. Senza la CO2 le nostre cellule non potrebbero approvvigionarsi in ossigeno, senza la CO2 non ci sarebbe la vita. L’anidride carbonica è il pilastro della vita sulla Terra. È il cibo delle piante. È l’elisir che mantiene in vita il mondo. [FV1.1] La Terra sarebbe una palla di ghiaccio con una temperatura media di circa -18°C se la CO2 non ci proteggesse. L’anidride carbonica è la coperta della Terra. Trattiene quel calore che fa sbocciare i fiori. Dagli anni 30 è un farmaco. Negli stabilimenti termali si somministra per via transcutanea (bagni, percorsi, docce con acqua arricchita con anidride carbonica,…). Negli ambulatori dei medici si somministra mediante iniezioni sottocutanee e per via transcutanea. La carbossiterapia in forma di gel è una buona soluzione terapeutica distrettuale anti-aging, rappresenta una intuizione che non può se non essere figlia dell’ingegno umano. L’anidride carbonica che si utilizza con tale procedura non è quella medicale, ma quella generata da una reazione chimica che si consuma sulla pelle del viso e del collo del paziente dove vengono disposte delle sostanze chimiche in forma di gel. La reazione chimica è quella che si realizza tra un acido debole e un sale carbonato (base). Si tratta di una reazione di neutralizzazione che genera anidride carbonica direttamente sulla pelle. Le reazioni di neutralizzazione non generano sempre anidride carbonica. Se la base non è un carbonato non si produce CO2. Affinché si possa produrre CO2, la reazione di neutralizzazione deve verificarsi tra un acido debole e una base debole che deve essere necessariamente un sale carbonato. Solo in tal caso si realizza una reazione acido-base di neutralizzazione che porta alla produzione di CO2. Un esempio di reazione di tale tipo è quella che si verifica in cucina tra l’acido acetico e il carbonato di sodio. Gli acidi deboli (acido acetico, acido citrico, acido carbonico, acido fluoridrico, acido solfidrico, acido fosforico) sono sostanze che, in soluzione acquosa, si dissociano solo parzialmente in ioni. A differenza degli acidi forti, che cedono tutti i loro protoni (acido nitrico, acido cloridrico, acido solforico,…). I carbonati sono sali comuni (basi deboli): il carbonato di sodio (soda da bucato), il carbonato di calcio (componente principale del marmo, del calcare, dei gusci delle conchiglie, dei gusci delle uova), il bicarbonato di sodio [usato in cucina e per scopi medici: è un sale acido ma agisce come base blanda, può comportarsi da base perché è una sostanza anfotera (anfiprotica)], il carbonato di magnesio. I carbonati sono generalmente basi deboli, quando reagiscono con un acido liberano anidride carbonica che si manifesta con la tipica effervescenza. La carbossiterapia in forma di gel è una realtà commerciale a cui il sanitario può fare riferimento (CO2Lift® Pro Carboxy Treatment Mask, CO2Lift® V Carboxy Vaginal Rejuvenation System, CO2Lift® GLO Skin Mousse Carboxy Moisturizer). In tali brand le molecole che reagiscono per produrre CO2 sono il gluconolattone (gluconolactone) [contenuto in una bustina più piccola: packet 2 (a contatto con l’acqua presente nel gel, si idrata per cui forma acido gluconico (un acido organico debole)] e il carbonato di magnesio (contenuto in una bustina più grande: packet 1) che agisce come base. In alcune formulazioni può essere presente il carbonato di calcio. Quando l’acido gluconico reagisce con il carbonato di magnesio, si innesca una reazione chimica acido-base di neutralizzazione che produce magnesio gluconato + acqua + CO2. I contenuti delle due bustine vengono versati e miscelati in una ciotolina per circa minuto, con una spatola. E così accade che l’acido debole (acido gluconico) e la base debole (carbonato di magnesio) reagiscono per cui si attiva la produzione di CO2. Il gel ottenuto con tale miscelazione, con una spatola si applica sulle regioni da trattare (viso, collo). La maschera in gel si lascia in posa per 45-60 minuti, poi si rimuove con una spatola e con dell’acqua tiepida. L’anidride carbonica normalmente attraversa la pelle, meno facilmente di quanto accade a livello di alveoli polmonari, ma comunque l’attraversa anche se in quantità ridotte. La pelle umana non è una barriera ermetica; permette lo scambio di gas attraverso un processo chiamato respirazione cutanea. La pelle permette lo scambio di gas attraverso i pori e gli strati dell’epidermide. Negli esseri umani, questo processo contribuisce solo nella misura dello 0,5% – 1% della respirazione totale per cui è assolutamente trascurabile rispetto al lavoro svolto dai polmoni. In sostanza, la pelle “respira”, ma lo fa in modo così limitato da non poter sostenere, da sola, le funzioni vitali. La CO2 viaggia dall’interno verso l’esterno grazie ad un gradiente di concentrazione in CO2 tra l’interno (maggiore concentrazione di CO2: prodotta nei tessuti dal metabolismo cellulare) e l’esterno della pelle (minore concentrazione di CO2 presente nell’aria). Nella carbossiterapia realizzata per via transcutanea, il gel svolge la funzione di trattenere la CO2 generata a livello della superficie cutanea dalla reazione chimica acido-base di neutralizzazione. In assenza di tale gel l’anidride carbonica salirebbe in cielo con una velocità superiore a quella di un palloncino colmo di elio.
Grazie alla reazione chimica acido-base di neutralizzazione che produce anidride carbonica a livello della superficie cutanea e alla funzione del gel che limita la dispersione del gas nell’aria, si crea un gradiente di concentrazione in CO2 che “spinge” una piccola parte dell’anidride carbonica generata ad attraversare i pori e lo strato corneo e a diffondere, quindi dall’esterno verso l’interno. Quando si applica una maschera che genera CO2, l’anidride carbonica prodotta non può disperdersi facilmente nell’aria per la presenza del gel, che comunque non svolge la funzione di barriera insormontabile: insomma trattiene la CO2 quel tanto che basta, ma si fa anche attraversare dal gas. Il gel è un materiale colloidale in cui una fase liquida è intrappolata in una rete solida: una struttura che non è un muro impenetrabile: molecole piccole come l’anidride carbonica possono certamente attraversare per diffusione tale rete polimerica. Purtuttavia una limitazione fisica il gel la determina ed è quello che serve per fare aumentare la concentrazione della CO2 a livello della pelle, là dove si realizza la reazione acido-base di neutralizzazione. Con l’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica a livello della superficie cutanea, il gas inizia a viaggiare dall’esterno verso l’interno grazie ad un gradiente di concentrazione tra l’esterno (maggiore concentrazione di CO2 generata dalla reazione di neutralizzazione tra l’acido gluconico e il carbonato di magnesio) e l’interno della pelle (minore concentrazione di CO2: generata dal metabolismo cellulare). Il viaggio dall’esterno verso l’interno della CO2 può essere facilitato se la carbossiterapia in forma di gel viene praticata subito dopo un trattamento di laser resurfacing, di micro-needling, di plasma-exeresi, di luce pulsata, di peeling chimico. La penetrazione dell’anidride carbonica nei tessuti, a livello distrettuale (viso, collo) migliora la sfigmicità arteriolare, il nutrimento dei tessuti (maggiore afflusso di sangue) in termici di ossigeno (è anche amplificato l’effetto Bohr) e in termini di nutrienti (glucosio, aminoacidi, acidi grassi, macroelementi, microelementi, vitamine), migliora il drenaggio linfatico, venoso, migliora la vita biologica delle cellule (metabolismo, proliferazione). Tutti tali meccanismi giocano un ruolo utile per migliorare le condizioni biologiche dei tessuti, per innescare una situazione biologica di tipo rigenerativo. L’idea di promuovere la rigenerazione dei tessuti mediante l’anidride carbonica prodotta sulla pelle da una reazione chimica acido-base di neutralizzazione appartiene di certo a quell’ingegno umano che permette di trovare la bellezza etica, la bellezza della scienza in quei luoghi, come la medicina estetica, dove non è affatto facile trovarla.





