Cacao e cioccolata fanno bene alla pelle?

Molte le leggende intorno ad un alimento da sempre associato negativamente all’acne ma che invece può aiutare a limitarla

Da sempre considerato uno dei piaceri della vita, consumato accanto a un buon liquore, dona piacere al palato, rilassa e libera la mente, stimola i sensi e, al contrario di quello che si può pensare, fa bene anche al corpo. Per chi non lo avesse capito, stiamo parlando del cioccolato. Questo alimento, che la tradizione ha per anni considerato metafora del peccato di gola, a indicarne i presunti effetti nefasti per ch lo consuma, è invece molto salutare. Specie se fondente, e a base di cacao amaro in percentuale dal 70% in su, contiene infatti più di 200 costituenti che svolgono svariate funzioni benefiche per la salute del corpo e della mente. Tra queste sostanze funzionali, alcune delle più importanti sono sicuramente le metilxantine, responsabili del sapore amaro del cacao. Queste sono costituite per due terzi da teobromina e per un terzo da caffeina, entrambe note per le proprietà stimolanti sul sistema nervoso centrale, ma anche sulla funzione cardiaca, sulla diuresi e sul metabolismo lipidico, oltre a essere efficaci nell’indurre broncodilatazione. Il cacao contiene flavonoidi, e polifenoli, ricchi di proprietà antiossidanti e antitrombotiche, benefiche in particolare per il cuore e le pareti delle arterie. E non solo. Favoriscono la diminuzione dei livelli di colesterolo LDL (cioè quello ‘cattivo’) e la riduzione dell’ossidazione del colesterolo ematico, processo che può portare al blocco delle arterie. Nel cacao infatti non si trova traccia di colesterolo (mentre un etto di cioccolato al latte ne con­tiene 16 milligrammi, la stessa quantità contenuta in 100 grammi di yogurt naturale parzialmente scremato). Il piacere di mangiarlo, invece, potrebbe essere spiegato dalla presenza di quantità variabili di endorfine che, come risaputo, so­no in grado di stimolare il buonumore e di agire contro il dolore. Confermando quindi la vecchia, e per certi versi poetica, teoria secondo cui quando si soffrono pene d’amore l’unico rimedio è la cioccolata. Insomma, riassumendo, si può affermare che, sempre senza eccessi, il cacao fa bene al sistema cardiovascolare, al flusso del sangue e alla pressione sanguigna. Certa anche la proprietà rimineralizzante, soprattutto ferro, magnesio, fosforo e potassio, di cui è ricco, che aiutano a combattere i segni dell’età. Così come sono confermate scientificamente anche le proprietà riducenti, sfruttabili in cosmesi per creme che aiutano a bruciare i grassi localizzati. Anche il burro di cacao possiede proprietà che da secoli sono sfruttate nel settore cosmetico, in quanto nutritivo per l’epidermide, perché migliora le barriere di difesa della pelle e ne favorisce elasticità e luminosità. Resta da esaminare il rapporto tra cioccolata e risposta infiammatoria cutanea e dare risposta al quesito se il cioccolato favorisce o no l’insorgenza dell’acne. Qualche anno fa, furono i medici dell’Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi) a fornire un chiarimento al riguardo. Citando alcuni studi internazionali in cui si paragonavano gli effetti dell’assunzione di cioccolato in pazienti affetti da acne e in pazienti che invece ne erano privi, avevano concluso che non esiste alcun rapporto causa effetto tra l’ingestione di cioccolata amara e brufoli. Anzi, considerando l’effetto già ricordato sull’umore e sul relax mentale, la cioccolata influirebbe positivamente su almeno uno dei fattori scatenanti di molte malattie cutanee infiammatorie, ossia lo stress psicologico e mentale. E non finisce qui. Studi recenti evidenziano come il cacao agisca positivamente sulla conformazione del microbiota cutaneo, la cui disbiosi oggi è soggetta a numerosi approfondimenti proprio per la sua influenza sulla gestione dell’acne. Dalle ricerche, ancora in corso, sembra infatti che i polifenoli del cacao modulerebbero la diversità microbica favorendo direttamente la proliferazione di alcuni batteri e inibendo quelli potenzialmente patogeni, con meccanismi prebiotici. Tra le tante specie microbiche intestinali, Escherichia coli, Bifidobacterium sp., Lactobacillus sp., Bacteroides sp. ed Eubacterium sp. hanno dimostrato di essere i maggiori responsabili del metabolismo dei polifenoli del cacao. La microflora del colon trasforma questi ultimi in piccoli composti bioattivi, che hanno la capacità di influenzare l’ecologia intestinale e di essere meglio assorbiti nella circolazione sistemica rispetto agli agliconi, composti chimici prodotti nella parte superiore del tratto gastrointestinale dopo che il gruppo glicosile su un glicoside è stato sostituito da un atomo di idrogeno. L’integrazione di polifenoli con la dieta migliora la crescita di batteri intestinali benefici, come Lactobacillus e Bifidobacterium, mentre riduce il numero di specie patogene di Clostridium, ad esempio Clostridium perfringens. L’aggiunta di cacao in polvere nei latticini stimola la crescita dei batteri probiotici, senza aumentare il rischio di contaminazione incrociata con patogeni enterici. Come mostrato in uno studio in vitro, l’aggiunta del 3% di cacao in polvere ha stimolato la crescita di batteri benefici, tra cui Lactobacillus e altri batteri che risiedono nel latte. Al contrario, la crescita di tre principali patogeni alimentari, Escherichia coli enteroemorragico O157: H7 (EHEC), Salmonella typhimurium e Listeria monocytogenes vengono significativamente inibiti entro 9 ore dall’ingestione. Inoltre, la polvere di cacao ha ridotto l’adesione e l’invasione di questi agenti patogeni in modo dose-dipendente. Alcuni studi effettuati sui roditori, hanno poi evidenziato come il cibo arricchito con cacao ridurrebbe considerevolmente la proporzione fecale dei generi Bacteroides, Clostridium e Staphylococcus, modulando positivamente il sistema immunitario intestinale, alterando il pattern dei recettori toll-like (TRR) del colon. Inoltre, le bucce di cacao esercitano il loro effetto positivo sulla microflora intestinale migliorando la proporzione relativa dei diversi phyla microbici intestinali. La produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) da parte della comunità microbica dell’intestino ha mostrato effetti positivi sulla salute, portando a un ridotto rischio di varie malattie infiammatorie intestinali. E non finisce qui: in un modello animale di diabete, una dieta ricca di cacao modifica i cambiamenti microbici intestinali indotti da tale patologia. Nel colon dell’animale diabetico, il cacao eleva i livelli della proteina a giunzione stretta Zonula occludens-1 (ZO-1) e della glicoproteina mucina e riduce l’espressione di citochine pro-infiammatorie come il fattore di necrosi tumorale-α (TNF-α), l’interleuchina- 6 (IL-6) e la proteina 1 chemiotattica dei monociti (MCP-1). Inoltre, vengono migliorati i parametri biochimici relativi all’omeostasi del glucosio e all’integrità intestinale. Inoltre, gli animali nutriti con cacao hanno avuto un aumento dell’abbondanza relativa di Lactobacillus reuteri, noto per le sue proprietà immunomodulatorie sulla regolazione Th1/Th2. Questo potrebbe spiegare l’attenuazione della risposta Th2 indotta dal consumo di cacao e la regolazione della tolleranza immunologica attraverso la stimolazione delle cellule T. Ciò detto va riconsiderato quanto sappiamo su una delle cause dell’insorgenza dell’acne: ovvero che un microbiota intestinale squilibrato può produrre una molecola che rende alcune cellule dell’organismo insulino-resistenti, e che per compensare questa condizione, l’organismo forza il pancreas ad aumentare la produzione di insulina, che a sua volta aumenta la sintesi di IGF-1 e androgeni. Un effetto a catena che ha come risultato una sovrapproduzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee, tra i fattori determinanti dell’acne giovanile, insieme all’eccesso di cheratina e alla proliferazione del Propionibacterium acnes, batterio che si nutre di sebo. In tal senso, il consumo di cacao amaro potrebbe avere effetti positivi nella gestione dell’acne, evidenzando una volta di più di come questo prezioso alimento oltre che buono sia anche benefico per la nostra salute.