Cellulite: qualche speranza per le adolescenti?

di Silvie Guilleme

La donna presenta uno spesso strato di grasso ipodermico in larghi compartimenti verticali.

Qualcuno ha scritto che la cellulite, come l’amore, non ha età. Ogni donna risente di questo inestetismo che la rende poco gradevole agli occhi del mondo, a tal punto da farlo divenire un vero problema psichico. Cio’ succede principalmente alle adolescenti che si sentono imprigionate nel loro corpo: belle o brutte che siano. Sappiamo quanto la cellulite sia un fenomeno patologico complesso, che affonda le sue radici in molte componenti diverse e soggettive. Da diversi anni la ricerca ha contribuito a chiarire il grande equivoco che la faceva considerare un semplice accumulo di grasso, giungendo ora a definirla pannicolopatia. Inoltre sono stati identificati quadri d’alterazione diversa, che vanno dalle cute a ”buccia d’arancia” a quella cosi’ detta ”cute a materasso”; ed è stata sottolineata l’infiammazione del tessuto adiposo, interstiziale e dei vasi sanguigni, causa dell’aumento di volume delle cellule adipose, ritenzione idrica e ristagno di liquidi. Ma non ci si è fermati qui: molto di più si sa sugli aspetti genetici, familiari, sullo stile di vita e sulle alterazioni endocrine. Nell’attuale società, la cellulite è considerata da circa l’80% delle donne l’inestetismo per cui si è disposti a investire di più in tempo e denaro. E l’Istituto di Estetica è considerato il luogo più adatto per trovare una soluzione cosmetica all’avanguardia che allontani la necessita’ di ricorrere a interventi medico-chirurgici più aggressivi e costosi. Tutte le estetiste dovrebbero approfittare di questa disponibilità studiando a fondo la materia , facendo tesoro della prima regola irrinunciabile: la cellulite è cosa diversa dal sovrappeso, essendo dovuta a fattori genetici, ad alterazione del microcircolo e/o a squilibri ormonali. Ma c’è qualcosa da non trascurare quando ci si trova di fronte una adolescente. La cellulite è un fenomeno principalmente post-puberale e tra i peggiori nemici di un corpo sodo e snello vanno certamente una alimentazione sbagliata e una vita sedentaria: a scuola, a casa nel fare i compiti o nel guardare la tv. Altro dato: sembrano sfavorite in particolare le donne “mediterranee”, cioè con una conformazione fisica cosiddetta “a pera”, con fianchi larghi, ricchi di cellule adipose e con cosce robuste, dovuta, in genere, al corredo ormonale più ricco di estrogeni. L’inestetismo colpisce soprattutto fianchi, natiche e cosce, e classicamente va distinto in tre tipi: cellulite compatta, flaccida ed edematosa. La prima, riguarda le adolescenti con una muscolatura tonica e sviluppata, quella flaccida si manifesta più avanti negli anni principalmente in soggetti con una muscolatura meno sviluppata e poco tonica, mentre quella edematosa è spesso la conseguenza di un difetto della microcircolazione cui potrebbe non essere estranea una predisposizione genetica già evidenziata in giovanissima età. Una cattiva alimentazione provoca disturbi come la stipsi, che, a lungo andare, può compromettere metabolismo e circolazione. La cellulite, originandosi dall’alterazione del pannicolo sottocutaneo, è sempre un sintomo che qualcosa nell’organismo dell’adolescente non funziona in modo corretto. Vuoi per cause esterne (per esempio stress, problemi ormonali, intossicazioni, cattiva alimentazione) che danno il via a una serie di alterazioni del grasso sottocutaneo e a una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti. Per affrontare la cellulite, si sono venute delineando due diverse filosofie d’intervento: quella classica che si fonda su prodotti topici (per uso domiciliare oppure professionale in cabina), massaggi e apparecchiature che agiscono sulla zona colpita, e quella sistemica che si avvale di un cambiamento di stile di vita (più sport), migliore alimentazione (anche integratori specifici), rinuncia a fumo e alcool. Le due filosofie non sono in contrasto fra loro ma anzi devono trovare una sintesi efficace in una visione globale del problema. I risultati non sono garantiti, ma è questo il modo più corretto di affrontare il problema. E le clienti apprezzeranno la vostra correttezza e professionalita’ perché sono veramente poche quelle che fanno finta di non vederla o affermano di viverla con tranquillita’, accettandola come fosse un inevitabile segno di femminilita’.