Antibiotico-resistenza: e se la soluzione fosse l’ozono?

Negli ultimi anni è cresciuto l’allarme relativo all’aumento l’antibioticoresistenza. L’OMS, dati alla mano, ha affermato che sarebbe responsabile della morte di circa 700.000 persone ogni anno. Una situazione critica che, secondo gli analisti, sarebbe anche destinata a peggiorare per diventare nel 2050 una delle prime cause di morte nel mondo, superando anche il cancro. A parte il ricorso a politiche sanitarie più severe e una maggiore attenzione nella prescrizione e uso di questa famiglia di medicinali, un’ulteriore soluzione viene proposta dalla Società Italianna di Ossigeno-Ozono Terapia (SIOOT) che raccoglie l’adesione di oltre 4.000 medici italiani. Come spiegato in più di una occasione dal suo Presidente, il Prof. Marianno Francini: “L’antibiotico resistenza si sviluppa perché i batteri evolvendo si attrezzano per superare l’effetto degli antibiotici. L’ossigeno ozono terapia agisce direttamente sui batteri inattivando la loro struttura di base”. Un protocollo ottimale a cui si lavora attraverso una serie di studi e ricerche effettuate insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore, prevede un “uso combinato delle due terapie su pazienti ospedalizzati”, che potrebbe quindi rappresentare la scelta di riferimento, in quanto “l’ozono – prosegue Franzini – è in grado di rompere le membrane dei batteri resistenti all’antibiotico, consentendo così allo stesso di bloccarne la replicazione”. Questa attività è confermata anche da diversi studiosi stranieri. Del resto l’utilizzo in medicina dell’ozono, miscelato in piccola percentuale (circa 3%) con l’Ossigeno medicale che funge da veicolo, non è una nuova scoperta. La somministrazione, sia per via locale che sistemica, veniva utilizzata già nella prima guerra mondiale per la cura delle ferite da guerra, anche se la moderna Ozonoterapia viene fatta risalire agli anni ’50, grazie ad apparecchi più precisi e affidabili, e alla messa a punto di tecniche di applicazione più efficaci. Oggi l’ozonoterapia si è molto evoluta e si pratica mediante diverse metodiche: Grande e piccola autoemoinfusione; Iniezioni di ossigeno-ozono sottocutanee, intramuscolari e intrarticolari; Insufflazioni di ossigeno-ozono rettali, anali, vaginali, uterine e uretrali; per via topica; per via idropinica. La letteratura scientifica ci dice che l’ozono distrugge batteri e virus e può essere usato per eliminare, funghi, muffe, pesticidi, metalli pesanti, nitrati, nitriti e altre sostanze potenzialmente dannose grazie alla sua capacità di ossidazione, e di modificare la composizione molecolare di muffe, funghi e alghe. Oggi è usata per normalizzare e riequilibrare il sistema immunitario, contro le immunodeficienze e le risposte in eccesso come, per esempio, nel caso delle allergie. Nelle zone del corpo dove viene somministrato, l’ozono migliora la circolazione sanguigna, soprattutto il microcircolo dei capillari e il metabolismo cellulare, agendo sui grassi corporei e rilasciando i muscoli tesi e contratti, con effetti antidolorifici e antinfiammatori.