Allarme scabbia: dalla Gran Bretagna all’Italia

In quasi tutto il mondo occidentale si sta assistendo a un aumento dei casi di scabbia. Tante le cause tra cui la guerra in Ucraina

Avete certamente sentito parlare del Butterfly Effect. In matematica e fisica l’Effetto Farfalla è una locuzione che serve per spiegare la cosiddetta Teoria del caos. In breve, questa teoria afferma che anche le più piccole variazioni nelle condizioni iniziali producono sempre grandi variazioni a lungo termine in un sistema, anche distante. Per rendere l’idea, un eccezionale Jeff Goldblum, nel film Jurassic Park semplificava così il concetto: Una farfalla sbatte le ali a Pechino e a New York inizierà a piovere anche se c’è il sole. Solo una teoria? Un esempio pragmatico, e drammatico, lo stiamo vivendo oggi, a seguito dello scoppio del conflitto russo-ucraino. La guerra che si sta combattendo nell’est d’Europa non è certo un battito d’ali ma ha comportato un aumento generalizzato dei prezzi delle derrate alimentari e delle fonti energetiche, e un’aumentata diffusione dell’influenza e della scabbia in tutta Europa. Ce lo dice la nostra Agenzia del Farmaco spiegando che il packaging della maggior parte dei prodotti antinfluenzali e dei medicinali più efficaci contro la scabbia finora veniva realizzato in Ucraina, da ciò la relativa mancanza nelle farmacie . E così, oltre ad aver vissuto una delle peggiori ondate influenzali degli ultimi 100 anni, nonostante le vaccinazioni, non c’è giorno che non venga segnalata un’infestazione da scabbia in qualche scuola, caserma, casa di riposo o qualsiasi altro luogo di assembramento. In realtà in Italia, seppure in aumento, il contagio appare ancora parzialmente circoscritto, mentre in Gran Bretagna il Governo parla apertamente di crisi sanitaria, tanto che i dermatologi inglesi la descrivono come una situazione da incubo. Questa epidemia ancora una volta contrasta l’immagine stereotipata che si è abituati ad avere di questa patologia, che erroneamente viene associata a una condizione di indigenza e ad ambienti caratterizzati da estrema carenza di igiene. In effetti, numerosi studi hanno ormai da tempo dimostrato che gli acari responsabili della scabbia non si trovano solo in alcune aree povere ma anzi che le epidemie cicliche di scabbia si verificano a qualsiasi latitudine e che l’acaro può infettare ogni individuo, di qualsivoglia classe sociale. Semmai, con il miglioramento globale della qualità della vita, sono divenute solo meno frequenti. Come è noto, il responsabile dell’infestazione umana è un acaro parassita appartenente all’ordine degli Artropodi, chiamato Sarcoptes scabiei. Il suo ciclo vitale dura 14 -17 giorni e viene trascorso interamente sulla pelle di animali a sangue caldo (uomo-animali). L’acaro riesce a infiltrarsi negli strati più superficiali dell’epidermide, formando gallerie che possono estendersi in profondità fino allo strato granuloso. Le femmine, a temperature superiori ai 20-25 °C sono molto mobili e impiegano una ventina di minuti per raggiungere la profondità di 2,5-3 cm. Ciascuna di esse depone fino a quattro uova al giorno che, dopo circa cinque giorni danno origine a larve che subiscono tre mutazioni prima di trasformarsi in elementi adulti, in grado di accoppiarsi e iniziare di nuovo la deposizione delle uova. Il cunicolo scabbioso, indubitabile segno patognomonico, appare come una sottile e tortuosa lesione lineare rilevata, di colore rosso-brunastro, lungo qualche millimetro, e si può osservare soprattutto a livello degli spazi interdigitali delle mani e in prossimità della superficie flessoria dei polsi. All’estremità del cunicolo si trova una protuberanza in cui si nasconde l’acaro. La trasmissione interumana della scabbia necessita di contatti prolungati, ed è quindi favorita quando gli individui colpiti vivono a stretto contatto tra loro, mentre è più raro il contagio indiretto tramite i vestiti, le lenzuola o gli asciugamani poiché gli acari sopravvivono per poco tempo al di fuori dell’ospite naturale. è questo il motivo per cui si diffonde più velocemente dove c’è affollamento e promiscuità, come le case di cura, le palestre, le caserme, le strutture per lunga degenza, ma anche ospedali, scuole e asili. L’infestazione colpisce raramente i bambini di età inferiore ai due mesi, e in quelli inferiori ai 2 anni si presenta sotto forma di vescicole su aree prive di peli del cuoio capelluto, il volto, il collo, la pianta dei piedi e dietro le orecchie. Nelle donne è frequente l’interessamento dei capezzoli, mentre nell’adulto sono comuni le lesioni papulo-erosive molto pruriginose a livello dei genitali. Sulla pelle, oltre ai cunicoli, si riscontrano papule e noduli, ma anche escoriazioni cutanee diffuse, talvolta crostose, causate dal grattamento indotto dall’intenso prurito che rappresenta il principale sintomo della scabbia. Quest’ultimo insorge alla fine dell’incubazione, circa 2/3 settimane dall’avvenuto primo contagio. Il decorso è diverso nei soggetti che ne abbiano già sofferto in passato: in questa condizione il prurito inizierà entro 1 o 2 giorni in quanto il sistema immunitario reagirà in maniera più rapida. Il prurito, che all’inizio è spesso localizzato principalmente negli spazi interdigitali delle mani e ai glutei, si diffonde e diventa tipicamente più grave nelle ore notturne. Esiste il rischio effettivo che sulle lesioni escoriate possano insorgere sovra-infezioni, specialmente batteriche, specie nei soggetti più giovani. Fortunatamente la ricerca ha messo a punto farmaci scabicidi efficaci e a basso costo, in grado di uccidere gli acari adulti e le loro uova. Tra i principi attivi più performanti, si segnala il crotamitone, un olio incolore ad azione antipruriginosa e scabicida, approvato nella terapia topica della scabbia fin dal 1955 dalla FDA americana e nel Regno Unito dal 1997. L’azione diretta contro il parassita è dovuta alla sua capacità di legarsi in modo selettivo ai canali del cloro, espressi nelle cellule nervose e muscolari di tutti gli invertebrati. I canali così colpiti rimangono aperti con conseguente paralisi e rapida morte del parassita. Inoltre il crotamitone svolge anche azione batteriostatica contro stafilococchi e streptococchi, responsabili delle sovrainfezioni batteriche e ha una funzione antipruriginosa contro ogni forma di prurito, anche non dovuto alla scabbia, per l’azione della istamina e della clorochina, che inibiscono l’afflusso di calcio all’interno delle cellule che esprimono recettori H1 per l’istamina e quello transitorio vanilloide 1 (TRPV1), responsabili della sensazione del prurito. Scelta la terapia, va ricordato che oltre alla persona infestata dagli acari, vanno trattati anche gli individui a lei vicini e chi ha avuto contatti fisici prolungati. Non va dimenticato che nel caso di contagio, si deve eseguire un accurato lavaggio dei vestiti e della biancheria utilizzata dal paziente: 10 minuti in acqua a 50° uccide gli acari.