E’ diventata famosa per la festa di Halloween. Ma questo ortaggio originario dell’America Latina, e forse il più grande che esiste in natura, è ricco di vitamina A e di minerali. E non basta: con i semi si può ottenere un decotto rinfrescante e vermifugo, mentre dalla sua polpa si può ricavare una maschera emoliente. Ora è la stagione buona per portare in tavola la zucca.

Come ogni anno, dall’altra parte dell’Oceano, e i bambini hanno appena riposto le loro maschere e gli addobbi usati per festeggiare Halloween: la notte magica di fine ottobre in cui hanno girato di casa in casa senza farsi riconoscere per racimolare un po’ di soldi e un po’ di regali. Elemento indispensabile perché la festa sia riuscita bene è stata la zucca, bucata e sagomata, usata per nascondersi e per fare scherzi e baldoria. Questa grande sfera arancione con la sua classica buccia spessa e bitorzoluta (forse si tratta dell’ortaggio più grande che esiste in natura) è infatti il simbolo di Halloween, festa di Tutti i Santi, che dall’America ha fatto il giro del mondo, cominciando a diventare popolare anche fra i nostri giovani. Sara’ per Halloween o per chissà cos’altro, fatto sta che negli Stati Uniti la zucca è un ortaggio parecchio diffuso, mentre da noi, nonostante proprio in questo periodo dell’anno campeggi in bellavista sulle bancarelle dei mercati, non lo è altrettanto. E invece la zucca, pianta annua della famiglia delle cucurbitacee, originaria dell’America meridionale, che arriva a maturazione d’agosto dopo essere stata seminata in primavera, andrebbe rivalutata. Infatti, dalla polpa e dai semi sono almeno tre gli impieghi salutari che se ne possono ottenere: per l’alimentazione, come vermifugo e come maschera di bellezza. Cominciamo dalle proprietà alimentari. Come ogni ortaggio e ogni frutta di colore giallo-arancione (come le carote, le albicocche, il melone, i peperoni e i cachi), la zucca è ricca di vitamina A, di minerali (soprattutto potassio, calcio e fosforo), di fibre ed è povera di calorie. Quindi è uno di quegli ortaggi consigliati per la prevenzione dei tumori e per il corretto mantenimento del bilancio idrico di tutto l’organismo (grazie al potassio) e di tutte le mucose. In cucina è un ottimo ingrediente per preparare zuppe e minestre, ma anche gnocchi, risotti, torte, confetture, marmellate, mostarde, mentre nel Nord Italia viene usata anche per preparare particolari ravioli, alla zucca appunto. Il sapore un po’ dolciastro, che forse è il motivo per cui non incontra troppi favori nelle nostre tavole, può essere tranquillamente stemperato accompagnando i piatti a base di zucca con una buona dose di parmigiano. Ma veniamo ai suoi semi e alle loro proprietà rinfrescanti e vermifughe. Va detto subito che i semi non sono tossici e quindi se ne possono consumare a volontà, bambini compresi. Il modo più efficace per prepararli è il seguente: si pestano in un mortaio con dello zucchero o del miele (20 grammi di zucchero per 60 grammi di semi), l’impasto cosi’ ottenuto è già consumabile, altrimenti si può emulsionarlo in 160 grammi di acqua aromatizzandola con acqua distillata ai fiori d’arancio. Cinque ore dopo aver assunto questo prodotto, è consigliabile prendere una purga di olio di ricino, e addio ai vermi. Un rimedio molto semplice, quindi, da prendere preferibilmente la mattina a digiuno, per un problema che se non trattato può comportare tanti fastidi. Altra indicazione dell’estratto di zucca, da bere aggiunto a latte o succo di frutta, è il controllo della nausea mattutina, dei disturbi gastrici e prostatici. Vediamo ora l’applicazione cosmetica della zucca, senz’altro la meno conosciuta tra i vari impieghi di questo ortaggio. Dalla polpa si può ricavare una buona maschera emolliente, bisogna dapprima schiacciare la polpa e poi mescolarla con un po’ di miele. A questo punto si applica sul viso e si lascia in posa per una decina di minuti. Ma anche i semi trovano applicazione in fitocosmesi come ingredienti per una maschera purificante e rassodante. Bisogna procurarsi semi di melone e di cetriolo (l’impacco è noto come “maschera dei tre semi”) e semi di zucca nella stessa quantità. Si pestano tutti insieme in un mortaio e poi s’impastano con un po’ di olio di mandorle. L’impasto va steso sul viso con dei leggeri massaggi e lasciato agire per circa venti minuti. Approfittiamo dunque della stagione per mangiare zucca e trafficare un po’ con polpa e semi per ricavarne preziosi impacchi e impasti.

Zucca: Polpa anti – infiammatoria

Oltre alle già ricordate applicazioni terapeutiche e cosmetiche della Cucurbita pepo, nome latino della più nota zucca, va ricordato che la sua polpa può essere usata, schiacciata e ridotta a poltiglia, come lenitivo per infiammazioni cutanee. Per attenuare il dolore di scottature superficiali si può invece applicare sulla piaga la buccia ben lavata. L’olio che si estrae dai semi è scuro, di odore penetrante e mescolato a altri oli ha funzioni emollienti.

Povera zucca !!!

Zucca, zuccone, zucca vuota, ma che hai nella zucca? è scemo come una zucca o, per ingentilire un po’, come una zucchina. Ma perché ci si accanisce tanto contro la povera zucca? Perchè questo innocuo ortaggio, anzi questo benevolo ortaggio, è usato come sinonimo dei peggiori improperi? Certo, la forma aiuta: la zucca, grande, tonda e con la sua buccia ben bitorzoluta, si presta bene per simboleggiare un capoccione vuoto, o pieno d’acqua. Un po’ il contrario di quello che si tendeva a pensare fino a un po’ di tempo fa, quando le dimensioni del cervello (più grande era e più, erroneamente si supponeva, materia grigia doveva contenere) erano prese come parametro del suo buon funzionamento. E invece, tutto da rifare, con il risultato che alla povera zucca è stata affibbiata la triste equiparazione di idiozia.Ne sa qualcosa anche Roberto Benigni. Si’, proprio lui il terribile comico toscano che, in un film di Jim Jarmusch, “Tassisti di notte”, terrorizza un malcapitato cliente (un prete per giunta) raccontandogli un improbabile amplesso con una zucca delle sue terre. E per fare piazza pulita di questa triste nomea non è bastata nemmeno la festa di Halloween. Peraltro celebrata in un’altra pellicola: “Halloween” di John Carpenter, nel lontano 1978. No, non c’è niente da fare: l’accostamento zucca e stupidita’ è uno zoccolo duro difficile da rimuovere. Ma chissà se il recente raduno di streghe e stregoni, che si è tenuto a Salem, cittadina del Massachusetts che, nel 1692, fu teatro di una spietata e sanguinaria caccia alle streghe e che nei secoli è diventato luogo sacro e meta di pellegrinaggio delle fattucchiere americane, abbia rinforzato la fama di Halloween, e quindi anche della zucca, riuscendo a capovolgere l’immagine ingloriosa di questo ortaggio?