Noce moscata in cucina e non solo…

Aroma e sapore la rendono ingrediente irrinunciabile in numerosi piatti della nostra gastronomia. Ma il suo uso è frequente anche in profumeria e cosmesi.

di Marisa Paolucci

La noce moscata è una delle spezie più conosciute al mondo. Già citata da Plinio nel I secolo d.C., si diffuse in Europa all’inizio del Medioevo portata dagli Arabi. Subito divenne la protagonista delle principali rotte commerciali dell’epoca, sempre presente nei mercati della leggendaria Costantinopoli, crocevia dei mercanti che percorrevano le vie delle spezie tra Europa e Oriente, fino a Venezia e poi verso i Paesi del nord Europa in Olanda, Gran Bretagna e Portogallo. Al tempo, proprio questi Stati si affrontarono in acerrime battaglie commerciali per raggiungere l’egemonia sul commercio di questa piccola noce, considerata più preziosa dell’oro, non solo per l’utilizzo in cucina ma perché si riteneva una cura efficace contro la peste. Ma è il XVI secolo che vede il suo trionfo fra i più esperti nasi profumieri d’Europa per il suo aroma esotico di terre lontane e sconosciute. E’ così che questa spezia tanto preziosa diventa un vero e proprio segno di distinzione sociale. La noce moscata in realtà è il seme di un albero sempreverde alto 8-10 metri, della famiglia delle Myristicaceae, originario dell’arcipelago delle Molucche (Indonesia) e diffuso in tutte le regioni tropicali. Questo albero preferisce i terreni soleggiati e il clima caldo-umido. Due o tre volte l’anno produce numerosi frutti succosi, delle dimensioni di piccole pesche gialle, principalmente utilizzati per preparare marmellate. All’interno del frutto c’è una noce grande 3 o 4 centimetri, ricoperta da un involucro di colore rosso, il macis che è esso stesso una spezia. All’interno della noce un unico seme morbido che diviene presto di consistenza legnosa: la noce moscata. I frutti si raccolgono a mano e, sempre a mano, il seme viene estratto dal suo involucro e si pone a essiccare in modo che possa sprigionare il suo aroma nel momento in cui verrà grattugiato. La noce moscata è, in altre parole, la mandorla all’interno del nocciolo del frutto. In commercio i semi si possono trovare interi – marrone scuro o bianchi (decolorati) – oppure macinati. Si consiglia di acquistarli interi e di conservarli in un recipiente a chiusura ermetica e grattugiarli al momento dell’uso per aggiungere ai piatti un gusto unico. Un pizzico di noce moscata è stimolante, favorisce la digestione e attenua la nausea e il vomito. Il burro di noce moscata è solo per uso esterno, utile contro i dolori reumatici e nevralgici. In gastronomia viene usato anche il macis, che ha un sapore molto più forte a causa di una maggiore presenza di oli essenziali, per insaporire la mortadella e altri salumi oltre che nella miscela del curry. Tradizionalmente l’olio essenziale di macis è indicato nella cura di infezioni intestinali, diarree croniche, alito pesante e astenia. Quest’olio è anche un ottimo antisettico e un tonico che agisce sulla circolazione del sangue, contro la stanchezza, le astenie fisiche, intellettuali e sessuali. Durante il bagno diluito al 5% è utilizzato per frizioni e massaggi stimolanti contro i dolori reumatici. I suoi principali costituenti sono: linalolo, terpinolo, geraniolo, borneolo, miristicina pinene, e se preso in dosi massicce ha effetti narcotizzanti e convulsivi. L’olio è incolore e lo si trova nell’Alchermes, il liquore utilizzato nella preparazione di dolci.