La nespola

Frutto molto noto, è in grado di regolarizzare le funzioni intestinali senza irritare. Ma si coltiva sempre di meno per motivi economici

di Marisa Paolucci

Le prime coltivazioni di nespolo risalgono al I millennio a.C. lungo le rive del Mar Caspio, da cui si diffondono in Asia Minore per raggiunge poi la Grecia e l’Italia. La nespola, già conosciute in epoca romana, ebbe la massima diffusione nel Medio Evo, quando entro’ a far parte della farmacopea domestica, come febbrifugo, astringente, regolatrice delle funzioni intestinali oltre che diuretico e attiva sull’apparato epato-biliare. Ciò grazie ai suoi componenti: tannino, sostanze peptiche, vari acidi organici (malico, acetico, citrico, formico e tartarico), zuccheri e vitamina C. Con l’imporsi di attività agricole più redditizie si cominciò a trascurare le piante che non avevano un preciso interesse economico cosi’ il nespolo si trovo’ sempre meno nei frutteti, mentre continuo’ ad avere il suo posto nell’hortus conclusus dei conventi, dove ancora oggi vengono coltivate le piante medicinali e le essenze aromatiche indispensabili per fabbricare gli elisir e i tonificanti che caratterizzano la produzione delle erboristerie dei monasteri e delle abbazie.

Prevalentemente esistono due qualità di nespole ben diverse fra loro: la nespola comune e la nespola del Giappone. Il Nespolo (Mespilus germanica) è una pianta arborea o arbustiva delle rosacee, spinosa allo stato selvatico, può raggiungere gli otto metri di altezza con rami contorti e foglie lanceolate, fiori bianchi e frutti commestibili (nespole). E’ facile vederla nei giardini perché molto decorativa, e viene coltivata in tutti i paesi a clima continentale.
I frutti si colgono nel tardo autunno, ma prima di essere consumati devono raggiungere una corretta maturazione, rimanendo per lungo tempo nella paglia, di solito fino a gennaio-febbraio.

Il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica), arrivato in Europa intorno al ‘700 è una pianta dalle piccole dimensioni delle rosacee, d’origine cino-giapponese, coltivata nel bacino del Mediterraneo e in California. Ha foglie coriacee sempreverdi, fiori bianchi e frutti commestibili (nespole del Giappone). Fiorisce con i primi freddi dell’inverno, e i suoi fiori sono bianchi e profumati, il frutto matura a maggio e con le fragole è uno dei primi frutti dell’anno. Cresce nello stesso clima degli agrumeti e dell’olivo.
Normalmente quella che compare sulle nostre tavole è la nespola comune, più saporita e più dolce, dalla duplice azione: da acerba è astringente e anti-diarroica, viceversa da matura regola in maniera completa le funzioni intestinali.

La polpa bianco-rosata, compatta al momento della raccolta, dopo varie settimane con la maturazione, diventa morbida e di colore giallo-arancio intenso. Tanto più il frutto è acerbo tanto maggiore è la quantità di tannini, molecole ad azione antiossidante, che danno la sensazione di asciutto in bocca e provocano un effetto astringente sull’intestino. Al contrario, nel frutto maturo i tannini si trasformano in zuccheri e il frutto diventa un blando lassativo. La nespola contiene anche ottime quantità di acido formico, acetico, che determinano il gusto acidulo, oltre a fibra alimentare solubile che distende le pareti dello stomaco riempiendolo d’acqua per un maggior senso di sazietà.

E’ pure ricca di potassio, magnesio e caroteni per cui è da consigliarsi a chi fa attività fisica per ore (camminate, ciclismo…) e che quindi hanno bisogno di recuperare acqua, sali minerali e antiossidanti.
Proprio per le sue proprietà la nespola non va dimenticata, anzi esige rispetto e anche… pazienza, visto che si parla di un frutto che si raccoglie ancora acerbo e ha bisogno di tempo per maturare. Nel frenetico mondo contemporaneo andrebbero riscoperte le nespole della saggezza, legate a un adagio popolare che ci suggerisce di saper attendere per ogni cosa il momento opportuno, nella filosofica virtù della pazienza…” con il tempo e con la paglia maturano le nespole”.

Preparazioni con le nespole

Decotto: far bollire circa 30 grammi di polpa e bucce, in 100 gr. di acqua per 15 minuti. Bere 3 o 4 bicchieri nel corso della giornata per disinfettare l’apparato intestinale e facilitare la diuresi.

Conserva: 500 gr di nespole, 150 gr di zucchero, cotti in 250 gr di acqua per un’ora. Si crea una conserva da consumare la mattina a digiuno a scopo depurativo e per regolarizzare le funzioni intestinali.