Dieta: come fare a meno del sondino

Il ricorso a una dieta proteica che preveda l’ingestione di un integratore attraverso un sondino naso-gastrico può essere sostituito da un protocollo orale

dei Prof. Maurizio Ceccarelli ”International Centre for Study And Research in Aestetic and Physiological Medicine – Roma” Dott. Mario Marchetti PH.D, Direttore di Dip. Farmacologia Ageing Society Dr. Massimiliano Marchetti laureato in Farmacia – Medico Chirurgo Dott. Marco Marchetti Farmacista

Si discute molto nell’ambito della medicina estetica dell’efficacia e della sicurezza della dieta proteica. Un dibattito iniziato molto lontano nel tempo, quando Blackburn la propose per la lotta alle adiposità localizzate. Da allora si è molto ricercato un integratore proteico che, a costi contenuti, possedesse i seguenti requisiti: a) una giusta composizione aminoacidica che rispecchiasse le percentuali proposte da Meinster in Biochemestry of Aminoacid nel 1965 e necessarie per permettere una corretta sintesi proteica indispensabile a mantenere la massa magra in un regime altamente ipocalorico. (Istidina 7%, Isoleucina 15%, Leucina 20%, Lisina 16%, Metionina 7%, Fenilalanina 10%, Treonina 10%, Triptofano 5%, Valina 10%); b) un ridotto contenuto glicidico che non superasse lo 0,3%; c) una presenza di potassio all’interno dell’integratore che riducesse la necessita’ di supplementare questo importante minerale prevenendo i problemi che possono derivare dalla sua carenza durante il trattamento aminoacidico.

Un approfondimento sul piano scientifico è poi venuto dalla comprensione delle cause che portano alla perdita di grasso prevalentemente dalle zone dove questo appare in eccesso. Utile a tal fine il lavoro di biologia molecolare di Loftus e Lane che nel 1997 dimostrarono come, sul piano genetico, l’insulina e gli estrogeni agiscono a livello della C/EBP e del PPAR attivando la transcriptasi per l’adipogenesi e come il GH agisca fosforilando il PPAR e inibendo l’adipogenesi. Da ciò si giunse alla conclusione che il tessuto adiposo è un tessuto ad attivissimo metabolismo: nell’arco di 3-4 settimane i trigliceridi intravacuolari vengono completamente disciolti e ricostituiti per mezzo di attivi sistemi enzimatici di costruzione (liposintesi) e di dissoluzione (lipolisi) del grasso. Su questi sistemi enzimatici, nelle zone di adiposita’ localizzata, gli ormoni sessuali si inseriscono, principalmente attivando la liposintesi. In particolare il distretto trocanterico della donna è influenzato dagli ormoni estrogeni che stimolano l’adipogenesi, creando cosi’ una riserva energetica naturale necessaria per fornire acidi grassi al momento della lattazione. Inoltre si comprese che il trattamento delle adiposità localizzate richiede normalmente un intervento specifico locale, perché un trattamento dietetico classico mobilizza il grasso dai distretti a normale metabolismo, lasciando quasi indenni le adiposita’ localizzate.

Che una dieta capace di ridurre i tassi circolanti d’insulina e di aumentare i tassi ematici di GH avrebbe potuto essere utilizzata nel trattamento dietetico delle adiposità localizzate. La dieta proteica, o meglio il Trattamento Aminoacidico, venne cosi’ inserito nei protocolli utili alla riduzione degli eccessi adiposi localizzati ed i risultati clinici ottenuti consentirono ad alcuni di pubblicizzare questo trattamento con il termine di liposuzione alimentare. Nel 2007 si ebbe l’intuizione di somministrare il Trattamento Aminoacidico nei grandi obesi sottoforma di integratore e mediante un sondino naso-gastrico collegato a una pompa continua. Questo portava a due vantaggi: sia il mantenimento di un tasso aminoacidico costante, sia l’impedimento psicologico di alimentarsi per via orale per la presenza del sondino. Il sondino fu inizialmente pensato come trattamento rapido (10 giorni) per far perdere massa grassa a pazienti obesi in procinto di subire un intervento chirurgico (per lo più di chirurgia bariatrica). Il successo del trattamento (perdita dalla’7 al 8% del peso iniziale) indusse a replicare il trattamento, dopo congruo intervallo, sullo stesso paziente, per diverse volte, arrivando inopinatamente, in molti casi, alla rinuncia all’intervento chirurgico. Da qui ad estendere il trattamento del sondino anche a pazienti sovrappeso, il passo è stato breve. A nostro parere, il crescente successo del trattamento con sondino ha portato, inevitabilmente, a eccessi nella sua applicazione, sicuramente condannabili.

Il sondino va praticato da medici ben preparati, in grado di far seguire al paziente un protocollo ben preciso, dopo aver accertato che non esistano controindicazioni alla sua effettuazione (per es. insufficienza renale) utilizzando un prodotto autorizzato ad essere usato per sonda. (Oloprotein H). Del tutto recentemente si è inoltre dimostrato che i risultati ottenibili con l’applicazione del sondino si possono ottenere anche senza la sua applicazione a patto di seguire rigidamente lo stesso protocollo. Abbiamo chiamato questo trattamento SSS (Sondino Senza Sondino) e presuppone la presenza di un Medico che sappia selezionare pazienti molto motivati, da seguire giornalmente per sostenerli, almeno all’inizio, nello sforzo di non mettere in bocca niente, se non l’acqua già preparata con l’ntegratore. Infatti, se nel corso della giornata, il paziente riesce ad assumere almeno due litri di acqua con sciolto l’integratore aminoacidico nella quantità calcolata secondo il protocollo, i risultati circa la perdita di massa grassa sono esattamente sovrapponibili a quelli ottenuti col metodo del sondino. Anche in questo caso, in generale nel corso della seconda giornata di trattamento, l’organismo produce corpi chetonici, con conseguente scomparsa della fame, per cui il proseguimento del trattamento fino al decimo giorno dipende solo dalla forza di volontà del paziente nel resistere al bisogno psicologico di masticare qualcosa.

Parlando di protocolli, lo schema base del trattamento aminoacidico prevede: 1) Calcolo della massa grassa, della massa magra e del fabbisogno energetico, fatto con la plicometria secondo Durnin e con l’equazione di Harrison Benedict corretta con i fattori di attivita’ e di stress). 2) Impostazione dello schema alimentare con la somministrazione di un integratore proteico e/o degli alimenti proteici a scarso contenuto glicidico. 3) Integrazione con vitamine, minerali ed oligoelementi (di particolare importanza la supplementazione del potassio). 4) Impostazione di una dieta ipocalorica classica da seguire nell’intervallo tra i cicli del trattamento aminoacidico. 5) Controllo dei risultati (diminuzione della massa grassa e mantenimento della massa magra) con la plicometria o impedenziometria. Per il trattamento sistemico delle adiposita’ generalizzate e/o localizzate si esegue il trattamento aminoacidico per tre settimane, somministrando il 50% del fabbisogno proteico (1,5 g di proteine per Kg di peso ideale per gli uomini e 1,2 g per le donne) con un integratore e il 50% con alimenti (carne o pesce) a scarsissimo o nullo contenuto glicidico e dividendo l’assunzione in tre pasti giornalieri. Il trattamento è sempre integrato con vitamine, sali minerali, oligoelementi e potassio e con un apporto di almeno 500 grammi di verdure a scarso contenuto glicidico. Dopo le tre settimane si passa, per due settimane, a una dieta ipocalorica soggettivizzata per mantenere e consolidare il risultato raggiunto. Poi si può riprendere il trattamento. L’interruzione è necessaria per mantenere alto il tasso di GH che tende ad appiattirsi dopo le 3 settimane. Per il trattamento delle grandi obesità con l’uso del sondino naso-gastrico si esegue il trattamento aminoacidico per dieci giorni, somministrando il 100% del fabbisogno proteico con un ”Alimento a fini medici speciali: Oloprotein H, (Italfarmacia) autorizzato per la somministrazione attraverso sonda. Il trattamento è sempre integrato con vitamine, sali minerali, oligoelementi e potassio, diluiti nella pompa erogatrice insieme alle proteine. E’ consigliabile interrompere il trattamento per due settimane passando ad una dieta ipocalorica soggettivizzata per mantenere e consolidare il risultato raggiunto. Poi si può riprendere il trattamento. Per il trattamento SSS (Sondino Senza Sondino) il protocollo è sovrapponibile al precedente salvo che in questo caso, per ragioni di palatabilità, l’integratore di scelta sara’ AMIN 21 K (Italfarmacia). Calcolata la quantità di proteine da somministrare giornalmente, (poniamo, ad esempio, che siano necessarie 8 buste di integratore) le si diluiscono in due bottiglie d’acqua da 1-1,5 litri ciascuna, e si bevono durante tutta la giornata, oppure si sciolgono in meno acqua, se si preferisce un preparato più denso, bevendo l’acqua a parte. Per concludere: una particolare cura deve essere posta nella scelta dell’integratore proteico da inserire nel trattamento aminoacidico perché numerosi prodotti presenti in commercio spesso non corrispondono alle particolarità richieste da un trattamento cosi’ delicato quale quello aminoacidico. Le caratteristiche di un integratore aminoacidico debbono rispondere ai tre requisiti elencati all’inizio di questo articolo che garantiscono, all’interno dell’opportuno protocollo, l’innalzamento del GH e quindi il mantenimento della massa magra, condizione essenziale per un trattamento ben fatto.

Bibliografia
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