Avocado

di Marisa Paolucci

Gli Atzechi lo chiamavano il frutto dell’amore. Descritto per la prima volta nel 1519, ha una polpa molto ricca di lipidi, molto nutriente e facile da digerire. Svolge un ruolo importante anche nella cosmesi tradizionale e moderna

Le origini dell’avocado risalgono al 5000 a.C. In Messico era uno degli alimenti base degli Aztechi e dei Maya. Miti afrodisiaci hanno accompagnato per millenni la sua coltivazione. Una caratteristica su cui si focalizzo’ immediatamente l’attenzione dei conquistadores, che lo trapiantarono nel Mediterraneo importando in Europa insieme al frutto il mito delle sue incredibili virtu’.
Si racconta che anche il re di Francia Luigi XV ne fu un grande estimatore. Oggi l’avocado è diffuso in tutti i paesi tropicali, negli Stati Uniti, in Sud Africa, Israele e anche in Italia da qualche anno è stata avviata la sua coltivazione. L’avocado appartiene alla famiglia delle Lauracee. Il suo nome deriva dallo spagnolo avogado, dall’etimologia popolare dell’azteco ahuacatl. L’albero è alto fino a 20 metri, sempre verde con foglie coriacee, fiori piccoli giallo-verdastri. Il frutto potrebbe vagamente ricordare una pera per la sua forma, con la buccia di colore verde scuro liscia o rugosa, ha una polpa morbida tra il giallo e il verde chiaro, profumata e burrosa, con all’interno un grosso seme rotondo. Questo frutto esotico è un vero concentrato di energia, in 100 grammi si trovano: 6,9 gr. di zuccheri, 19 gr. di grassi, 1,8 gr. di proteine e soprattutto circa 680 mg. di potassio. Un solo frutto ne contiene in media come 2 o 3 banane e può aiutare cosi’ a combattere i gonfiori dovuti a ritenzione idrica. Sono presenti, inoltre, circa 48 mg. di fosforo, 35 mg. di zolfo, 43 gr. di magnesio, 16 mg. di calcio. Anche il contenuto vitaminico è consistente: 20 mg. di vitamina C; 0,2 di B2; 1 mg. di PP; 0,03 mg di carotenoidi attivi.
L’avocado è un vero concentrato di virtu’: è ricchissimo infatti di vitamina E e B6 e dieci volte più proteine di quelle contenute nelle mele. Per questi motivi secondo trattati di erboristeria aiuterebbe a prevenire le malattie cardiovascolari, l’esaurimento nervoso e alcuni tipi di tumori.
Per il suo contenuto in mucillagini sarebbe adatto a chi soffre di gastrite e di colite, mentre per le proprietà antiossidanti può contrastare le rughe e l’invecchiamento precoce. Tutto merito del suo olio, utilizzato in preparazioni cosmetiche e curative anche per le sue qualita’ cicatrizzanti e disinfettanti. Per concludere, per la sua composizione l’avocado non è considerato un semplice frutto, ma un alimento completo. Il suo consumo è particolarmente indicato per i bambini, per chi segue una dieta vegetariana, in caso di convalescenza, gravidanza, invecchiamento.
L’avocado è un frutto a sorpresa: per il suo sapore particolare è un cibo dolce che esalta le ricette salate. La polpa si può condire con olio, aceto, sale e pepe, oppure spalmarla semplicemente sul pane. Tagliato a dadini arricchisce l’insalata mista. Per quanto riguarda la sua conservazione, l’avocado acquistato duro impieghera’ da 3 a 5 giorni per maturare in casa a temperatura ambiente.
Maturo può essere conservato per 5 – 7 giorni in frigorifero. Una volta aperto se non viene consumato subito, per evitare che la polpa scurisca spruzzatela con succo di limone fresco. L’avocado occupa un capitolo a parte nella cosmesi. Da migIiaia di anni le donne del Sud e Centro America lo hanno usato come idratante per le pelli secche. Il suo olio contiene circa il 75% di grassi insaturi, in particolare acido linoleico, un vero toccasana per le pelli delicate. La sua polpa invece può essere utilizzata come maschera antirughe o come tonificante per capelli secchi.

MASCHERA PER IL VOLTO

Schiacciare la polpa di un avocado maturo mescolando con due cucchiai di olio di mandorle. Stendere la polpa sul viso e sul collo, lasciandola per circa trenta minuti e rimuovendola con acqua di rose.

IMPACCO PER CAPELLI SECCHI 

Schiacciare la polpa di mezzo avocado fino a ottenere una consistenza cremosa, applicarla sui capelli ancora umidi per quarantacinque minuti, poi sciacquare bene con acqua fredda. Una variante si ottiene aggiungendo due cucchiaini di olio di germe di mais, due di olio di soia e due di miele.