Ananas

Di Marisa Paolucci

Frutto di origine tropicale, diffusissimo in Europa sia fresco che inscatolato o in confetture. Per il gusto agrodolce conferisce un tratto esotico a dolci, macedonie e anche pietanze salate. Ma svolge anche un ruolo in medicina e nella cosmesi

Questo frutto esotico è originario dell’America centrale è arrivato in Europa dopo la scoperta del nuovo mondo. In quel periodo era chiamato nana dagli indigeni del Sud America, in seguito i Portoghesi trasformarono il nome in ananaz, accolto poi in italiano, francese e tedesco, mentre gli Spagnoli lo chiamarono piña, per la somiglianza del frutto con una pigna. Tale scelta diede origine anche al nome inglese pine apple. L’ananas (ananas sativus) per la sua strana bellezza e per la sua bonta’ desto’ subito l’ammirazione dei conquistatori europei. Tutti gli scrittori che per primi descrissero le Americhe ne parlano, e sembra che un frutto sia stato offerto a Carlo V, il quale pero’ ne diffido’ e non volle assaggiarlo. La pianta fu ben presto trasportata nelle Indie orientali, e ora la sua coltivazione è diffusa nella zona tropicale di tutto il globo. Una volta la coltura in serra dell’ananas era assai praticata in Europa, soprattutto in Inghilterra, in Francia, nel Belgio: si producevano cosi’ magnifici frutti per il consumo locale, ma di costo elevatissimo. Oggi grazie ai perfezionati mezzi di trasporto, questi come altri frutti tropicali sono importati in grandissime quantità, e sono diventati una delle principali risorse per i paesi esportatori. L’ananas appartiene alla famiglia delle Bromeliacee, è una pianta erbacea a fusto molto ridotto e sotterraneo, caratterizzata da foglie ricoperte di strutture simili a squame, che assorbono l’acqua. Dalle foglie emerge l’infiorescenza costituita da una spiga di fiori uniti tra loro; da ogni fiore matura un frutto che nel nostro caso è una bacca. Tutte le bacche si saldano tra di loro formando un falso frutto o meglio un’infruttescenza, la quale con la sua superficie ricorda i coni dei pini, sopra di essa il fusto si allunga formando una corona di foglie. Quindi l’insieme delle varie parti dell’infiorescenza maturando si saldano insieme trasformandosi in una massa carnosa e succulenta. Come per ogni pianta coltivata da secoli ed in paesi diversi il numero delle varietà è vastissimo: differiscono per le foglie spinose o no, per la grandezza e la forma del frutto, per il sapore più o meno dolce, più o meno acido. Le varietà più apprezzate sono: Abaca’, Black e Red Jamaica, Cayenne con o senza spine, Green e Red Ripley, Porto Rico, Red Spanish. Anche il terreno di coltura può variare: in alcuni paesi l’ananas si coltiva al livello del mare, in altri fino a considerevoli altezze: non importa neanche che il terreno sia ricco e profondo, poichè le sue radici sono superficiali, ma è essenziale che il clima sia costantemente caldo e non soffra abbassamenti di temperatura, che il terreno sia perfettamente permeabile cosi’ che l’acqua possa filtrare facilmente. La pianta si moltiplica per mezzo dei rigetti che si producono alla base o dei germogli della corona del frutto. Se si vuole acquistare un frutto ben maturo e profumato, bisogna evitare sia quelli che hanno, tra le losanghe esterne, la buccia di colore verde o grigiastro (troppo acerbi), sia che quelli che ce l’hanno marrone (troppo maturi). La buccia deve essere in varie sfumature di arancione, inoltre accostando il naso alla superficie del frutto, si deve sentire leggermente il profumo caratteristico. Oltre al consumo locale e al commercio dei frutti freschi, una gran parte del raccolto è destinato all’inscatolamento: l’ananas è in assoluto il frutto in scatola più consumato in Europa, mentre il resto è usato per la preparazione di succhi, confetture e altri prodotti. Le foglie degli ananas selvatici, e anche di quelli coltivati, sono usate per la produzione di fibra, la quale, secondo la qualita’, si impiega per la fabbricazione di cordami e tessuti. Soprattutto nelle Filippine se ne produce in gran quantità, lunga sottilissima, tenacissima e lucida come seta; di essa si fabbricano tessuti leggeri e finissimi, più fini della batista di lino. L’ananas va servito fresco, dopo averlo tenuto a raffreddare in frigo per circa un’ora, avvolto in una pellicola trasparente poichè il suo profumo è penetrante. Questo frutto può essere consumato al naturale, spruzzato con vino bianco o liquore dolce in macedonia. Fornisce circa 50 calorie ogni 100 grammi di parte edibile, che è circa il 57% del peso; contiene il 90% di acqua mentre il rimanente 10% è costituito da zuccheri semplici, vitamine A e C, potassio, cellulosa e una quantità di acido citrico di poco inferiore a quella dell’arancia e del limone. Oggi è abbastanza diffusa anche da noi l’abitudine di associare l’ananas a piatti non dolci: questo perché ha una mescolanza di aromi che si sposa molto bene con le carni grasse, offrendo cosi’ quel gusto agrodolce, per un tocco esotico ai menu della tavola. In molte culture svolge il ruolo di digestivo e viene assunto dai dispeptici e dopo cibi abbondanti. Questa particolarita’ è dovuta ad un principio in esso contenuto, la bromelina, che è un enzima sulfidrilico particolarmente idoneo a digerire le proteine (azione proteolitica). La bromelina è pero’ presente soltanto nei gambi dei frutti freschi: in quelli conservati viene infatti distrutta dal calore durante il processo di pastorizzazione. Studi scientifici hanno rilevato che nell’uomo la bromelina si è dimostrata capace di controllare i fenomeni infiammatori, gli edemi post-traumatici e post-infiammatori e di accelerare il riassorbimento degli stravasi emorragici. La bromelina per la sua efficacia farmacologica è divenuta sostanza base per la produzione di una serie di farmaci antiinfiammatori. L’assenza assoluta di tossicita’ e la grande efficacia terapeutica rendono il gambo di ananas uno dei prodotti di elezione nella cura di tutti gli stati infiammatori localizzati come ad esempio nella lipodistrofia localizzata (cellulite).

Il succo viene utilizzato in cosmesi per preparare diverse creme emollienti, mentre per la sua ricchezza in alfa idrossiacidi e bromelina, capaci di stimolare il processo di rinnovamento cellulare dell’epidermide, l’ananas entra a far parte di numerose maschere esfolianti