Curare l’acne con sostanze naturali

del Prof. Vittorio Mazzarello Univ. degli Studi Sassari – Dip. Scienze Biomediche

Uno studio condotto su pazienti affetti da acne lieve e moderata mostra che con sostanze naturali si possono ottenere risultati analoghi agli antibiotici topici

Cercare un trattamento topico che sia efficace e allo stesso tempo ben tollerato dai pazienti acnei costituisce una sfida. Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare l’efficacia nel trattamento di acne lieve-moderata di una crema a base di propoli, di olio dell’albero del tè e aloe vera. A tale scopo sono stati selezionati 60 soggetti di sesso maschile e femminile, di età tra i 14 e i 44 anni, che presentavano una acne volgare facciale da lieve a moderata definita in base alla presenza di un numero massimo di 20 comedoni e di 50 papule e pustole e all’assenza di noduli o cisti. I pazienti con storia clinica di utilizzo di farmaci anti-acneici nel mese precedente la sperimentazione, sono stati respinti. Una divisione random ha dato luogo a 3 gruppi di 20 pazienti ciascuno. Il gruppo A è stato trattato con una crema contenente come principi attivi propolis, tea tree olil e aloe vera (PTAC – Humana Pharma International).

Curare l'acne con sostanze naturali

Il gruppo B è stato trattato con una crema a base di eritromicina al 3% (ERC). Il gruppo C, di controllo, ha utilizzato il veicolo senza principi attivi (placebo) aventi attivita’ antiacne. Il test è stato condotto in cieco singolo e ogni paziente è stato visitato separatamente in modo da non essere in grado di confrontare il prodotto consegnato con gli altri volontari. A tutti è stato chiesto di applicarlo 2 volte al di’, mattina e sera, per un totale di 30 giorni senza ricorrere durante la ricerca ad altri prodotti antiacne, per evitare sovrapposizione di effetti.

I pazienti sono stati visitati al momento dell’inclusione, dopo 15 e 30 giorni, gli sperimentatori hanno valutato lo stato cutaneo dei volontari, per lesioni (comedoni, papule e pustole presenti su metà viso) ed eventuali effetti collaterali, effettuando misurazioni strumentali (gli indici fisici cutanei quali la quantità di sebo e il pH in zone cutanee prive di lesioni acneiche, e il colore cutaneo utilizzando un MPA5 dotato di Sebumeter, pHmeter e Mexameter) e macrofotografie. La quantità di eritema è stata valutata con 3 misurazioni su cute sana, sulle lesioni papulari e ove presenti sulle lesioni cicatriziali sulla guancia scelta, calcolando successivamente la media. Le zone analizzate sono state sempre le stesse, nei diversi tempi, per ogni volontario. All’inizio e alla fine del trattamento gli sperimentatori hanno realizzato macrofotografie (Canon G10) del volto dei volontari. La valutazione soggettiva del dermatologo si avvaleva di punteggi relativi a ciascuna lesione considerata, al momento dell’inclusione, dopo 15 e dopo 30 giorni di trattamento, tenendo in conto sia il conteggio totale delle lesioni (TLC) che l’indice di gravita’ dell’acne (ASI). Il TLC è stato calcolato come: TLC = papule + pustole + comedoni. L’ASI (Cunliffe 2001) è stato calcolato come: ASI = papule + (pustole x 2) + (comedoni/4). Nella prima visita, il numero totale delle lesioni è stato considerato pari al 100% e qualsiasi riduzione provocava un miglioramento percentuale. Il confronto dei dati raccolti, ai diversi tempi sperimentali, ha permesso di valutare la efficacia del prodotto nel ridurre le lesioni acneiche e la sua azione nel modificare i valori quantitativi dei lipidi cutanei di superficie e del pH cutaneo. L’analisi statistica orizzontale è servita per confrontare i valori ottenuti prima e nei tempi successivi all’applicazione dei prodotti (ANOVA o analisi della varianza per misure ripetute). L’analisi di tipo verticale ha confrontato i valori ottenuti nella zona di trattamento allo stesso tempo, tramite: il test di Bartlett per verificare se è possibile applicare correttamente l’analisi della varianza (significativita’ p>0.05); l’analisi della varianza per verificare l’esistenza di differenze significative tra i gruppi considerati (significativita’ p<0.05); il test di Turkey che permette di indagare se uno o più gruppi di dati si differenziano in modo significativo rispetto agli altri. Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche dei pazienti non ci sono state differenze significative tra i tre gruppi (P > 0,05), confermando il successo della randomizzazione. Tutti i pazienti hanno completato lo studio. Il confronto tra i punteggi ottenuti al momento dell’inclusione, dopo 15 e dopo 30 giorni di trattamento, per tutte le lesioni acneiche prese in considerazione, hanno consentito di definire efficaci, con dei distinguo, le 2 creme con principi attivi vs il placebo nel diminuire l’entita’ delle lesioni acneiche dei soggetti partecipanti allo studio (Figure 1 e 2). La crema contenente PTA è risultata più efficace delle altre 2 nel ridurre l’ASI (Figura 1) medio che nel gruppo PTAC era 31,0 ed è sceso a 11,3 dopo quattro settimane di trattamento, con una riduzione del 66,7%, mentre nel gruppo ERC si è ridotto da 27,8 a 13,2, con una riduzione del 49,7%. e nel gruppo placeb o è passata da una media di 25,9 a 21,6 dopo il trattamento. La crema contenente PTA è risultata più efficace delle altre 2 nel ridurre il conteggio totale delle lesioni (TLC medio) che nel gruppo PTAC si è ridotto da 29,2 a 11,6 (63,8%) dopo quattro settimane di trattamento, mentre nel gruppo ERC si è ridotto da 28,9 a 15,4 (46,6%) e in quello trattato con placebo da 28,0 a 23, (13,3%). (Figura 1). È presente una differenza significativa tra i gruppi PTAC e ERC versus placebo per quanto riguarda la efficacia nel ridurre il numero delle papule e l’azione sulle pustole è stata maggiore per la crema ER mentre nel gruppo placebo è risultato un peggioramento delle lesioni di acne pustolosa. I valori medi di sebometria, di pH e la colorimetria non hanno subito delle modifiche statisticamente significative, durante il trattamento, a dimostrazione che i 3 trattamenti non modificano quantitativamente la secrezione lipidica di superficie e non agiscono sul mantello idrolipidico di protezione, ne causano fenomeni irritativi nelle zone sottoposte a terapia. Le lesioni papulari a differenza del placebo, hanno ridotto il loro eritema dopo applicazione dei due prodotti con principi attivi, ma il prodotto PTAC è risultato migliore del ERC nel ridurre l’infiammazione, accelerando cosi’ i tempi di guarigione, già dai primi 15 giorni di trattamento e questa differenza è risultata statisticamente significativa.