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articolo aggiornato il: Saturday 14 April 2012

 


Storia e usi della matita per occhi

 Conosciuta fin dall'Eta' del Bronzo, la matita per gli occhi e' ancora oggi uno degli strumenti di seduzione piu'diffusi e utilizzati al mondo

di Arianna Folgosi

Strumento immancabile nella borsetta del trucco di qualsiasi donna o ragazza, la matita per gli occhi e' uno dei cosmetici piu' utilizzati al mondo e anche tra i piu' antichi. Conosciuta anche con i nomi kohl e kajal, la prima di provenienza araba, la seconda tipica dell'Asia meridionale, pare che la matita per gli occhi e il suo utilizzo risalgano addirittura al 3500 a.C., l'eta' del bronzo. All'epoca, era usata principalmente per proteggere gli occhi da eventuali infezioni e dai raggi del sole. Stesso utilizzo veniva fatto nell'antico Egitto anche se col tempo, come testimoniano numerosi reperti, si fini' con l'apprezzarne sempre di piu' il valore estetico, tanto che presto divenne uno dei principali strumenti di seduzione di uomini o donne, ma in particolare dei Faraoni. Un uso estetico, sin dal principio, era quello che ne facevano le donne delle popolazioni berbere, che in tal modo rendevano piu' misterioso il proprio sguardo e, sembra, allo stesso tempo allontanavano il malocchio. All'opposto, nel Punjab, tra Pakistan e India, la matita per gli occhi o Sirma, era usata principalmente dagli uomini a scopi religiosi o durante alcune cerimonie a carattere sociale. Il perche' e' semplice da capire. Allora come oggi, applicare la matita agli occhi significa valorizzali e dare risalto allo sguardo, magnetizzando l'attenzione dei nostri interlocutori e dando l'impressione che i nostri occhi siano piu' grandi. Senza contare che col giusto mestiere, grazie alla matita si possono correggere anche le piccole imperfezioni di quella zona del volto. Oggi, esistono diveri tipi di matita. Una prima importante distinzione va fatta in base alla durezza della mina. La matita occhi con mina dura e' l'ideale per tracciare linee nette e ben definite e il suo uso e' piu' indicato per la parte esterna dell'occhio: la mina, infatti, potrebbe far irritare le palpebre e l'iride se passata al loro interno. La matita occhi a mina morbida, invece, e' piu' indicata per l'interno e grazie alla sua composizione consente la facile realizzazione di sfumature o riempimenti di colore. Altra distinzione va fatta in base al colore, utile per creare sfumature o abbinare la tonalita' degli occhi all'acconciatura o alla carnagione. e' interessante ricordare che il modo in cui attualmente si ottiene la colorazione scura della matita ha subito numerosi cambiamente nel tempo. Se oggi infatti si opta quasi sempre per ingredienti ipoallergenici, secoli fa la mancanza di conoscenze sugli effetti di determinati minerali sull'organismo causava moltissimi problemi a chi utilizzava tale strumento. Uno degli ingredienti base, ad esempio, era la galena: un minerale estremamente tossico a base di solfuro di piombo. Il suo utilizzo nella preparazione del cosmetico e' stato abbandonato in Europa solamente agli inizi del 900 (da alcuni studi pare che in molti paesi mediorientali continui a essere utilizzato) in seguito alle prime ricerche sull'avvelenamento da piombo. Piu' o meno da questo periodo, l'ingrediente principe per le matite occhi diventarono il carbone e il carbone attivo mentre, per migliorarne la mistura, erano impiegati diversi oli vegetali, la cenere prodotta dalla combustione di frutta a guscio o semi e altre resine speciali. Una ulteriore distinzione tra matite va fatta in base ad alcune qualita' del prodotto come la resistenza all'acqua (waterproof) o la durata della tenuta. Ultima curiosita': esiste una matita esclusivamente per uomini, chiamata guyliner. Per finire qualche parola su come si tempera una matita occhi. Non e' possibile utilizzare i normali temperamatite. La mina, infatti, e' molto delicata e la sua pastosita' non e' l'ideale per un normale temperino. Per questo, quindi, esistono temperini appositi destinati ad appuntire le diverse matite occhi, sia morbide sia dure e di qualsiasi tipo di dimensione.



 

 



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